Il week-end perfetto di George Russell

 

Ma di Kimi si è innamorata anche la Fortuna 

Il GP di Natale o il Boxing Day della F1, chissà che non ci stiano pensando

 

 ①  ARTEFICI   Il Grande Slam di George Russell

Dopo un weekend perfetto, pur se stremato e spaventato dagli eventi di gara, Russell è tornato alla vittoria a tre mesi e sette Gran Premi di distanza. Con questa fanno otto in quattro anni di carriera, tante quante Kimi in questa stagione. 

Alla fine ha tremato, perché ancora una volta il destino sembrava tramare contro di lui. Due Safety Car in brevissimo tempo, tutto il lavoro azzerato e Verstappen alle calcagna fino alla linea del traguardo. Insomma, non proprio una passeggiata di salute, che si è tradotto anche in un recupero in classifica generale molto inferiore a quanto sarebbe potuto essere per come stavano andando le cose. 

George è passato da un potenziale meno 56 dalla vetta a un meno 66 che, a otto gare dalla fine, sposta l’ago della bussola mondiale sempre più verso Bologna. 

Forse Russell si è già messo l’animo in pace, e tutto ciò che potrà arrivare da ora fino alla fine sarà oro. Il suo primo posto, unito al quinto di Antonelli, dilatano il vantaggio della Mercedes a 160 punti sulla Ferrari. Nei fatti, incolmabile. 

Per George si tratta del primo Grande Slam in carriera (pole, giro più veloce, vittoria e gara in testa dal primo all’ultimo giro), ovvero il simbolo del dominio assoluto. È il ventinovesimo pilota nella storia della F1 a riuscirci, tre mesi e mezzo dopo la prima volta di Antonelli a Monaco. La speciale classifica è capeggiata dal mitico Jim Clark, autore di ben otto Grandi Slam nella sua purtroppo breve carriera fatta di soli 72 Gran Premi. Un grande Slam ogni nove GP. 

 ②  PANORAMI  Alla fortuna piace Antonelli

La fortuna aiuta gli audaci, si dice. In realtà sarebbe più corretto dire che il caso ci mette lo zampino. Poteva essere un fine settimana nero per Antonelli, è diventato un Gran Premio generoso per l’audace ragazzo di Bologna. Eh sì, perché l’errore in Q1 che l’ha costretto a partire 16esimo, forzandolo a un recupero molto più complicato rispetto a Monza, si stava trasformando in una zavorra difficile da mollare. Infatti, Kimi era ancora undicesimo al 16esimo giro. Poi ha iniziato una rapida scalata, prima sorpassando le macchine di seconda fascia come Haas e Alpine in una decina di giri, poi approfittando di un errore gratuito di Norris, e poi ancora più su grazie a una prima Safety Car causata da Albon finito nelle barriere. 

L’ottava posizione a 16 giri dalla fine poteva già essere accolta quasi con sollievo da Kimi. Invece non era finita. Alla ripartenza dopo la Safety nuovo patatrac. Errore di Colapinto che colpiva il suo compagno Gasly e a catena Norris. Antonelli ha sfiorato per un pelo l’incidente, bravo lui, e si è ritrovato settimo e incolume. L’ultimo cadeau è arrivato da Piastri, che dopo un lungo gli ha regalato la sesta piazza, diventata quinta dopo il sorpasso su Hamilton. 

Tutta fortuna? Non proprio. Il caso ha voluto che uscisse indenne dall’incidente causato da Colapinto, lo stesso caso che durante le qualifiche ha fatto sì che Kimi urtasse per qualche millimetro la sporgenza nella barriera che gli è costata l’incidente. Però i regali delle due McLaren fanno parte delle corse. Gli errori restano tali e i regali si accettano. Ci sono stati otto mondiali vinti per un punto e persino uno per mezzo punto. Impossibile non pensare che il caso sia una componente importante.

 ③  ZOOM  Il tenero Vasseur

La Ferrari si prende il podio dei Sette Cilindri, non tanto per il risultato di Baku, quanto per i sentimenti di tenerezza che Vasseur riesce a suscitare. La sua intervista nel post-gara ha raggiunto picchi di arrampicata sugli specchi, specialità non olimpica che però include molti appassionati. 

Affermare che una gara anonima, con un quarto e un sesto posto, va vista in positivo perché la Rossa ha messo insieme più punti della McLaren non fa onore a chi cose del genere le pensa e poi le dice pure. Con le due papaya fuori dalla zona punti per un errore del pilota e per un incidente causato da altri, sarebbe stato meglio non sbandierare la gara di Baku come un successo, ma come frutto di una serie di circostanze favorevoli. Senza aggiungere altro.

Dopo mesi di dichiarazioni tanto battagliere quanto ottimistiche, dopo cinque Gran Premi fuori dal podio, dopo un Gran Premio che offriva molte possibilità di podio per come sono andate le cose, il tenero Vasseur poteva dire qualsiasi altra cosa. Ma ha pensato (male) di difendere la sua posizione dopo le dichiarazioni d’amore dei giorni scorsi di Horner verso la Ferrari, lanciate attraverso una intervista al Times. 

Il caso (ancora lui) vuole che il risveglio della Red Bull sia arrivato solo da tre gare, con la scuderia anglo-austriaca che ha recuperato 34 punti in un amen. Ma il campionato è ancora lungo, la McLaren e la Red Bull non sono lontane. Non saranno certo le dichiarazioni di Vasseur a spaventare gli avversari o a intenerire i tifosi della Ferrari.

④  TRACCE  La furia di Verstappen e la stima per Hadjar

Sesto podio nelle ultime otto gare per Verstappen. Probabilmente il GP dell’Azerbaijan è stato quello in cui Max è andato più vicino alla vittoria, risultato che gli manca dall’ultimo GP del 2025 e che lui insegue con sempre più ostinazione, al netto dello show sui Rental Kart in pieno stile Red Bull, nel quale ha vinto una gara sul kartodromo di Silverstone superando e battendo in 35 minuti cento piloti più o meno improvvisati, dall’influencer allo youtuber, dal cosiddetto “content creator” al pilota poco più che amatoriale.

Nella sua vita di pilota reale Max ha però dimostrato di non essere quello che ha provato a far credere a lungo. Non è svogliato, non è stanco di questa F1, anche se la preferirebbe diversa, è un agonista nato che vuole vedere sempre il muso della sua macchina davanti alle altre. 

Anche il suo compagno Hadjar si è fatto rispettare a Baku, ma allo stesso tempo ha mostrato un rispetto forse anche esagerato per Verstappen. Quando il team radio dai box gli ha chiesto se fosse il caso di scambiare le posizioni con Max che davanti a lui era più lento a causa della diversa mescola di pneumatici, Isack ha tentennato mostrandosi prudente, poi alla fine ha di fatto protetto il suo capitano, riuscendo anche a salire sul podio. 

Dopo tre gare di pausa causa infortunio, Hadjar è tornato in gran forma, contribuendo al tentativo di rimonta della sua scuderia, attualmente a soli 43 punti dalla McLaren. E, cosa più importante, sta guadagnando sempre più stima e rispetto dal suo capitano Max e dall’intera scuderia.

⑤  DISCUSSIONI  Le altalene della McLaren

Le due McLaren non hanno mai davvero brillato, ma a un certo punto della gara il risultato che stava maturando era soddisfacente. Piastri era rimasto secondo fino alla prima Safety Car, mentre Norris, pur se attardato intorno alla sesta posizione, poteva portare a casa punti preziosi. Invece, in soli quattro giri Norris è stato vittima dell’incidente causato da Colapinto quando era nono, mentre Piastri ha commesso un errore che gli ha fatto perdere dodici posizioni. Insomma, dai potenziali venti punti a zero in sette minuti.

Ancora una volta è l’ora delle analisi e delle riflessioni in casa papaya, con questa alternanza tra Gran Premi dominati e weekend bui. Si tratta del primo zero dopo il GP di Canada in questa stagione, anche se la macchina sta messa molto meglio rispetto ad allora. 

Ma mentre Norris si appella alla FIA per bandire Colapinto, reo della manovra kamikaze che lo ha messo fuori gara, per Andrea Stella resta ancora da recuperare in pieno Piastri, che prima dell’errore a undici giri dalla fine si avviava al suo terzo podio stagionale. L’ultimo fu a Miami, quasi cinque mesi fa.

⑥  ORIZZONTI  Lindblad, principe degli intrusi

L’errore di Colapinto ha privato la Alpine del quarto GP consecutivo a punti. La scuderia di Briatore ha perso così sei punti rispetto alla Racing Bulls nella lotta per il quinto posto in classifica costruttori. 

Lindblad, settimo, è il principe degli “intrusi” di Baku. Gli altri sono Ocon ottavo e Bearman nono con le loro Haas, poi Sainz su Williams, decimo e ultimo in zona punti. Sia Haas sia Williams sono tornate a classificarsi tra le prime dieci dopo otto gare a digiuno, con la prima scuderia che ne ha tratto maggior giovamento grazie al rafforzamento della settima posizione in classifica costruttori, con dieci punti di vantaggio sulla Audi, ferma al palo dopo cinque gare su sei in zona punti. 

Malinconicamente ultime le solite Aston Martin e Cadillac, quest’ultima sempre a zero.

⑦  SCENARI  Il GP di Natale o il Boxing Day della F1

Il calendario del 2027 è stato presentato e salta agli occhi la data dell’ultimo Gran Premio, quello di Abu Dhabi, anno dopo anno spostato sempre più verso Natale, nel 2027 sarà il 12 dicembre. Era già successo di avere quella gara a metà dicembre, ma erano gli anni del Covid, il 2020 e il 2021. 

Sono lontanissimi i tempi in cui il Mondiale si chiudeva a metà ottobre con il classico GP del Giappone. Poi la gara finale diventò sempre più spesso il GP del Brasile, e si trattava di fine ottobre o dei primi di novembre, spostandosi via via verso fine novembre. 

Dal 2014 la sede fissa dell’ultima gara, talvolta decisiva, è stata sempre Abu Dhabi, con un lento slittamento dal 23 novembre fino al 12 dicembre del 2021 e dell’anno prossimo. 

Nulla di sorprendente se in futuro assisteremo al GP di Natale, oppure al Boxing Day della F1, stile Premier League. Gli affari sono affari, e un Gran Premio durante le festività, con la possibilità di organizzare pacchetti vacanze nei paesi caldi, incluso l’ingresso alla gara decisiva di un Mondiale di F1 non avrebbe prezzo.

Chissà se non ci stanno già pensando.

 

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