I piedi di Donnarumma in una squadra di Guardiola

 la Premier League 

Dalle critiche di Luis Enrique allo sbarco al Manchester City

Il mercato inglese si è chiuso con il record dei record. La spesa complessiva della Premier League ha toccato i tre miliardi di sterline, a causa di quella che il Times giudica una tempesta perfetta di fattori e condizioni. Il primato precedente era di 2 miliardi e 400 milioni di sterline. Risaliva a due anni fa. Il sorpasso c’è stato con il trasferimento di Alexander Isak dal Newcastle al Liverpool per 125 milioni di sterline. Quando l’altro ieri era arrivato in bianconero Woltemade dalla Germania, si era capito che sarebbe andata a finire così. I sauditi si sono piegati alla volontà del loro centravanti. La saga è finita: andate in pace.

Cosa ha scatenato questa ultima ondata di investimenti? Quasi certamente – analizza il Times – è dovuta a una combinazione di fattori: il successo in Europa e in altre competizioni internazionali per club; alcuni importanti accordi commerciali; garanzie sugli introiti televisivi; una maggiore spesa sul mercato interno – circa il 40% del totale; minori timori per le regole su Profitto e Sostenibilità (PSR). È entrato in in vigore un nuovo accordo televisivo nazionale e sebbene si tratti di un aumento solo del 4% rispetto all’accordo precedente garantisce comunque un reddito fisso ai club per i prossimi quattro anni: prima d’ora, gli accordi televisivi erano validi solo per tre. Inoltre, il Manchester City e il Chelsea hanno portato a casa 40 e 80 milioni di sterline dalla partecipazione ai Mondiali dei club. Kieran Maguire, esperto di finanza calcistica presso l’Università di Liverpool, ricorda inoltre che Liverpool e Manchester City hanno stipulato accordi vantaggiosi con Adidas e Puma per l’abbigliamento. Si dice che l’accordo del City valga un miliardo di sterline spalmato in dieci anni, quello quinquennale del Liverpool prevede una cifra base di 60 milioni all’anno, più bonus legati alle prestazioni.

IL CASO DONNARUMMA

Parigi è una pagina voltata. Donnarumma ha firmato per il Manchester City. Diventa il primo calciatore italiano allenato da Guardiola, il più improbabile di tutti per chi è convinto che Pep sia rimasto uguale a sé stesso in  tutti questi anni, l’allenatore che ha enfatizzato il gioco coi piedi dei portieri prende un portiere mandato via dal PSG perché coi piedi boh, insomma. 

La realtà è sempre più complessa della sua riproduzione. Come il mondo di Jimmy Fontana, Guardiola non si è fermato mai un momento, e pure Donnarumma non è così male con i piedi. Ian Hawkey sul Times si chiede però perché il City sia passato da Ederson a lui, in un campionato nel quale i portieri si stanno lamentando dei nuovi palloni, più difficili da valutare e da trattenere [la Premier è passata da un prodotto Nike a uno Puma]. 

Benvenuto, Donnarumma – scrive il Times – in un mondo di scuse e alibi. Benvenuto, soprattutto, in un club dove i tiri di un portiere sono esaminati attentamente, dove puoi essere il numero 1 del tuo paese, amato dai tifosi, ma essere comunque considerato fuori posto, se il tuo gioco con i piedi non si adatta al piano di gioco.

È un enigma, scrive il Times, attribuendo a Guardiola molti dei dogmi ideologici del suo amico Luis Enrique e ricordando come già nove anni fa Pep aveva accolto in squadra un portiere [Bravo] scartato da Luis Enrique a Barcellona. 

L’ultima apparizione pubblica di Donnarumma da giocatore del PSG sarà ricordata per le lacrime versate al Parco dei Principi, alla fine di una vittoria sull’Angers diventata  occasione per un saluto alla folla. Prima della partita vinta sabato a Tolosa con due rigori parati da Chevalier e due rovesciate di Joao Neves in 14 minuti, Luis Enrique ha ripetuto che la cosa migliore era che si trovasse un’altra squadra. La cosa migliore per tutti. Per il PSG, per il portiere, per Rino Gattuso. 

A Parigi era l’ottavo giocatore più pagato della rosa, il Manchester ne ha versati 35 al PSG e ne garantisce 18 di ingaggio. È l’intero paradosso di questo caso che lascia l’italiano in uno stato di incomprensione ha scritto stamattina L’Equipe. Marco Gaetani su Undici ha scritto che questo trasferimento dimostra che Donnarumma è un fuoriclasse e che in Italia è sottovalutato. O forse dimostra solo che nessuno in Italia può permettersi di pagare 18 milioni di stipendio. Undici dice che evidentemente, Guardiola non ne può più di andare ai cocktails con la pistola. Così come aveva rinunciato allo spazio nel ruolo di centravanti, rinnegando il falso nueve per scegliere il numero nove più vero che ci fosse sul pianeta, adesso fa marcia indietro sul portiere”.

Oppure non è una marcia indietro, ma un cambiamento, un’altra strada, un aggiornamento di sistema, qualcosa che sfugge alla nostra esigenza di riconoscere in un nome un solo stile, in uno stile una sola idea.

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