Il Salah politico per la Palestina

La polemica con l’UEFA

C’è un altro ruolo di Salah di cui si parla in queste ore in Inghilterra, non quello che ricopre in campo. Per molto tempo gli è stato rimproverato il silenzio, il silenzio da uomo arabo e musulmano sulle vicende della Palestina. Il silenzio è stato rotto l’altro giorno, quando Salah ha rilanciato un post dell’UEFA giocando un contropiede micidiale.

Il post è quello in cui l’associazione di Ceferin si addolora per la morte di Suleiman al-Obeid, 41 anni, soprannominato il Pelé palestinese. “Addio a un talento che ha dato speranza a tantissimi bambini, anche nei momenti più bui” ha scritto il social media manager dell’UEFA.

Salah ha ripostato e commentato: “Potete dirci come è morto, dove e perché?”. 

Suleimani è stato ucciso mercoledì nel sud di Gaza quando l’esercito israeliano ha attaccato i civili in attesa di aiuti umanitari, afferma la federazione calcio della Palestina. Obeid aveva segnato due gol per la nazionale, il più memorabile dei quali una sforbiciata contro lo Yemen durante la Coppa d’Asia 2010.

La morte di Obeid, scrive il Guardian, si è aggiunta al numero di atleti morti a Gaza dall’inizio della guerra: si dice almeno 662 e 421 calciatori, tra cui 103 bambini.

Secondo la federazione calcio di Palestina 288 impianti sportivi sono stati danneggiati o ridotti in macerie a Gaza e in Cisgiordania, la metà di essi dedicata al calcio. Tra i siti colpiti ci sarebbe anche il quartier generale della federazione a Gaza, colpito durante un raid aereo.

Artpal.com

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