La prima finale della Spagna dopo Rubiales

  Una cosa è certa prima ancora di giocare la partita, prima ancora di rigiocare per il titolo europeo la stessa partita che due anni fa in Australia assegnò il titolo mondiale con un gol di Olga Carmona. Niente baci dopo la Coppa. A due anni di distanza dal caso Rubiales, le mani strette intorno alla faccia di Jennifer Hermoso, lo schiocco stampato sulla bocca come nemmeno Ivano Fossati avrebbe saputo dire – a due anni di distanza la Spagna si sta sforzando di andare oltre, di essere un’altra cosa, di uscire dal covo delle accuse, dei processi e del risentimento. 

Quel bacio, ricostruisce stamattina Jonathan Liew per il Guardian, fu la causa scatenante  di questioni e lamentele innescate all’interno del calcio spagnolo e irrisolte per decenni. Forse non ci sarebbe stato un altro modo per scioglierle. Le azioni di Rubiales erano abbastanza eclatanti ma ciò che davvero ha ferito è stato il modo in cui i meccanismi di potere e le influenze si sono istintivamente mobilitate per proteggerlo.

Un lavoro finito adesso sulle spalle di Montserrat Tomé, la c.t. che ha preso il posto di Jorge Vilda nel cuore della tormenta. Poiché il Caso si diverte a prenderci in giro, proprio oggi Jorge Vilda si gioca la Coppa d’Africa da c.t. delle ragazze del Marocco contro la Nigeria.

La Spagna è favorita. Se il calcio fosse la scienza esatta che non è, stasera dovrebbe vincere. Lo riconosce Jonathan Liew sul Guardian quando la definisce la squadra migliore del torneo, dotata di un talento naturale con la palla, spietatamente disciplinata senza, avendo aggiunto strati di complessità al suo famoso gioco di passaggi, difendendo con coraggio quando la situazione lo richiede

Eppure, solo un anno fa l’Olimpiade della Spagna è finita senza l’oro atteso e per far saltare il meccanismo perfetto di Tomé, l’Inghilterra dovrà usare il pressing, la fisicità e la capacità tecnica

Ci saranno maxi schermi al Parque de Berlín di Madrid e alla Plaza del Pilar a Gran Canaria. I giornali spagnoli stamattina hanno tirato fuori dai cassetti il manuale del bravo titolista, quel dizionario dove stanno scritti tutti i titoli che si sono sempre fatti e che bisogna continuare a fare per non incorrere in sanzioni dell’Ordine o indagini dei probiviri, così parlano sia di riscrivere la storiasia di tetto d’Europa

Sean Ingle si domanda, ancora sul Guardian se Sarina Wiegman saprà di nuovo tirar fuori un coniglio dal cilindro. La semifinale con l’Italia ha fatto il record di ascolti per il 2025 su ITV. La squadra ha vinto sporco più di una volta, alla Brad Gilbert – dice il Guardian. Eppure si trova a 90 minuti dal piazzare le sue scarpe taglia 38 nel pantheon delle grandi squadre sportive inglesi di tutti i tempi

IL LAVORO DI WIEGMAN IN INGHILTERRA

  Da quando Wiegman è sulla panchina delle Leonesse, sono arrivate 34 vittorie in 47 partite con 6 pareggi e 7 sconfitte in tutto: fa una percentuale di successi del 72,5%. La famosa Generazione d’oro di Beckham, Rooney e Gerrard arrivò al 67%, i campioni del mondo di Alf Ramsey al 72,2%. È Sarina Wiegman la sola cruciale superiorità dell’Inghilterra sulla Spagna – scrive James Gheerbrant sul Times. È alla sua quinta finale consecutiva di un torneo internazionale, due delle quali vinte. Molte delle decisioni che ha preso – si legge sul Times – si sono rivelate efficaci, ma sembra che abbia agito principalmente in modo reattivo, intervenendo per risolvere problemi emersi o per colmare punti deboli, non sempre con la rapidità che avrebbe potuto mostrare. Riuscirà a plasmare una partita oltre che a raddrizzarla? Ha un piano per la finale? Continuerà a tenersi gli assi di Chloe Kelly e Michelle Agyemang nella manica come riserve in panchina, nonostante l’Inghilterra appaia una squadra molto più efficace ogni volta che loro scendono in campo?.

A tutte queste domande del Times ormai è chiaro che qui su Slalom si risponde allo stesso modo: e noi da casa che noi possiamo sapere. Noi perciò ci siamo accattati il giornale, dottor Gheerbrandt, lo volevamo sapere da voi. Però il Times alla fine ci dice due cose interessanti. La prima: Chloe Kelly e Alessia Russo con la maglia dell’Arsenal sono venute a capo del Barcellona [7 nazionali] nella finale di Champions League nonostante una percentuale di possesso palla inferiore. La seconda: in 12 delle ultime 13 finali maschili e femminili di Europei e Mondiali ha vinto la squadra che ha usufruito del giorno in più di riposo. Questa è bella, eh?

[Il giorno di riposo in più è toccato all’Inghilterra]

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