Lo Slalom del 25 aprile | Cosa leggere, sapere e vedere

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#2 giorni al GP di Jerez delle moto

   

►  L’infortunio di Carlitos Alcaraz a Barcellona è più serio del previsto. Non giocherà a Madrid e così Jannik Sinner potrà restare numero 1 fino al termine della prima settimana del Roland-Garros  ◇  Il  Bologna ha vinto anche la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Empoli [2-1] e dopo 51 anni torna in finale [contro il Milan]. Ne ha giocate due nella sua storia e le ha vinte entrambe  Dominik Hasek, leggenda della NHL, critico dell’invasione russa in Ucraina, ha dichiarato di aver ricevuto minacce di morte dall’ex presidente Dmitry Medvedev. Attraverso un suo portavoce avrebbe accusato Hasek di russofobia consigliandogli di fare attenzione quando attraversa la strada e di non bere birra in luoghi non verificati. Lo riferisce il New York Times  ◇  Christian Horner, team principal della Red Bull, e diversi altri team spingono per dei cambiamenti nelle norme, nel timore che le auto con il nuovo motore Mercedes domineranno nella prossima stagione: lo ha scritto il Times ◇  In America nella notte c’è stato il Draft della NFL: i Tennessee Titans hanno preso il quarterback Cam Ward, i Jacksonville Jaguars il mvp del college Travis Hunter.

 

  

 Che cosa stanno leggendo in Europa

 🟨   In Inghilterra l’addio tra Vardy e il Leicester – In Francia l’attesa per la sfida del PSG all’Arsenal – In Spagna il rompicapo Ancelotti a Madrid – In Italia le ricostruzioni di Milan e Juventus

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|   Ma che bella giornata di sole, questa giornata senza morti

questo profumo di limone giù per le strade

Antonello Venditti

 

 

Quando arrivarono gli americani

Lo sport e la Liberazione

La mattina di giovedì 26 aprile del 1945 Milano liberata si sveglia con un editoriale del Corriere della sera che avverte: Il domani ci serba un grave compito. Il Comitato di Liberazione Nazionale avrebbe poi imposto un mese di sospensione e il ritorno in edicola il 21 maggio con la testata Corriere d’informazione.

Anche questa è la storia di un nuovo mondo e di un nuovo sport, dopo un ventennio di divi e campioni di regime. Ne è subito consapevole Ciro Verratti, al quale tocca il compito si scrivere il primo articolo di sport dopo la fine della guerra e la cacciata dei nazisti. Ciro Verratti era stato medaglia d’oro nella scherma a squadre nove anni prima ai Giochi di Berlino. Un suo ritratto era stato eseguito a grandezza naturale nel 1932 da Lucio Fontana ed era stato esposto alla III Mostra d’Arte del sindacato regionale fascista delle Belle Arti di Lombardia. Verratti aveva fatto anche cinema e per il Corriere della sera sarebbe stato poi inviato al Giro e al Tour.

Quel 23 maggio del 1945 gli è chiarissimo cosa sta succedendo e quali parole vanno scelte. Scrive che il fascismo è stato il grande imbonitore dello sport italiano, ne ha fatto uno strumento della sua propaganda, ha battuto la grancassa” attribuendosi meriti tra spolverio e barbagli

Lo scopo di Verratti è smarcare al giorno-uno di libertà le vittorie italiane dalle camicie nere.

Lo sport è stato il campo in cui senza dubbio l’impostura è meglio riuscita. Ed era logico: questo era il settore delle anime semplici, degli entusiasmi immediati. Ogni nostra vittoria doveva essere una vittoria fascista. I nostri valentissimi maestri della scherma avevano preparato una generazione di campioni quasi invincibili, attraverso anni di oscuri sacrifici sulle pedane e anche questa era diventata una gloria fascista. I calciatori vincevano i campionati del mondo? Era il fascismo che aveva reso possibile questo trionfo. Carnera diventava campione mondiale di pugilato? Gli si infilava subito la camicia nera. E invece il fascismo aveva portato anche qui il suo alito greve”

È un pezzo lucido, storico, memorabile.

  Segue

 

   

La scoperta del più antico campo di calcio al mondo


spagna

Antico è pure l’allenatore del Real Madrid, dice ancora El Mundo

La furia di El Mundo su Carlo Ancelotti non si è placata. Non poteva bastare l’1-0 di mercoledì sul Getafe, dopo l’eliminazione dalla Champions e la Liga in bilico. Julian Ruiz, uno dei critici più feroci, ha scritto che il Madrid resta in lotta per il titolo nonostante Ancelotti, autore di errori tattici e meschinità, responsabile di aver concluso la partita giocando in modo misero fino al fischio finale. Ha difeso un vantaggio ridicolo, che avrebbe potuto essere vanificato giocando gli ultimi minuti in 10 uomini, a causa delle sue atrocità strategiche

El Mundo elogia Arda Güler, grande guida del gioco. In un ruolo dove Ancelotti non lo aveva mai messo. Il poveretto ha dovuto aspettare gli ultimi sussulti della Liga. Una grande ingiustizia. È l’unico giocatore che funziona. Vinicius fa star male chiunque. Brahim è convinto che il mondo viva grazie ai suoi dribbling. Ancelotti si è arreso alle meravigliose qualità del turco. È meglio di Modric e Ceballos messi insieme, per la sua qualità, la sua regia e la sua abilità nel segnare. Ma Carletto non lo mette mai. Finora gli ha dato solo del pane azzimo. Non appena gli ha dato il comando al centro del gioco, ha fatto girare la testa al mediocre Getafe. Ancelotti ha smantellato tatticamente la squadra. Tchouaméni non sarà mai un difensore centrale. Valverde è stanco di correre. Di Vinicius è meglio non parlare. Mi ripugna, come a molti tifosi del Real Madrid. È si una repulsione assoluta. Bellingham non è né un centrocampista né un falso centravanti. È un mistero cosa faccia. Non mi è mai piaciuto, nemmeno al Dortmund. Non so dove gioca. Forse nel limbo. Il Madrid non ha altra scelta che giocare con coraggio fin dal primo minuto della finale di Coppa, ma se dovesse segnare un gol non può cadere preda della meschinità italiana di colui che è ancora il suo allenatore.

[Ruiz esagera. Con Bellingham certamente esagera]


   

Cinquantuno anni dopo Bulgarelli


   


Che succede in NBA

In gara-3 a Memphis i Thunder sono stati sotto anche di 29 punti nel primo tempo, ma l’infortunio di Ja Morant ha cambiato la trama della partita. È caduto male dopo un tentativo di penetrazione sul finire del secondo-quarto, non è più stato in grado di rientrare in campo, per i Grizzlies è cambiato tutto, ma proprio tutto, ma proprio tutto tutto. Oklahoma ha rimontato, ha vinto e adesso si trova 3-0 nella serie. A un passo dalla qualificazione per le semifinali di conference. 

A Detroit i New York Knicks si sono riportati in vantaggio nella serie [2-1] dopo aver rischiato di andare sotto. Si sono fatti rimontare nei secondi finali e hanno avuto bisogno di Jalen Brunson con i super poteri e con il mantello per fare il colpo sul campo dei Pistons: 12 dei suoi 30 punti totali negli istanti in cui la palla scottava.

I Clippers hanno travolto i Denver Nuggets in gara-3 nonostante la solita tripla-doppia di Nikola Jokic. Ora i losangelini sono avanti 2-1 nella serie e ogni sviluppo pare possibile. 

 

   


      

Da dove sbuca questo Barré

Si chiama Louis Barré, francese, 25 anni, va in bicicletta. Domenica s’è piazzato sesto all’Amstel Gold Race, e prima della Liegi-Bastogne-Liegi sta vivendo una situazione inedita all’interno del suo team, una squadra belga, la Intermarché-Wanty. Quando il suo nome è apparso in sovrimpressione sugli schermi della televisione olandese NOS, tutti si sono chiesti: e mo’ questo chi è? Cioè. Non è che se lo sono chiesto proprio tutti. Che ne possiamo sapere. E neppure avranno detto: e mo’. Non si dice  e mo’ in Olanda. Nemmeno in Francia. Nemmeno in Belgio. Però ci siamo capiti. Tale Louis Barré era all’attacco insieme con Pogacar, Evenepoel e Van Aert. Lui non sembra il tipo da soffrire della sindrome dell’impostore, almeno così viene descritto stamattina da L’Équipe che gli dedica un servizio, ritrovarsi nei panni dell’intruso su queste strade del Limburgo olandese non lo ha turbato. Yvon Caër, oggi alla Groupama-FDJ, suo direttore sportivo in passato alla Arkéa, dice che è un errore sorprendersi di Barré. Chi aveva l’occhio lungo capì che covava qualcosa sotto quel ragazzo 49esimo al Lombardia di tre anni fa alla sua prima esperienza sulla distanza dei 260 km di corsa. 

Dice di aver fatto una grossa esperienza come gregario di Barguil ma di aver accettato di trasferirsi in Belgio perché convinto di trovarne un’altra più grossa. Ha lasciato la regione di Nantes ed è partito insieme con gli amici Kevin Vauquelin ed Ewen Costiou. 

La partita della Liegi-Bastogne-Liegi di domenica – scrive L’Équipe – sembra una nuova opportunità per mostrarsi ancora di più alla luce del sole

   

     

Civitanova giocherà la finale scudetto

La testa di serie #2 dei play-off è fuori, per il quarto anno di fila lo scudetto di pallavolo non resterà sulla stessa maglia. Perugia è stata eliminata in Gara-5 di semifinale da Civitanova – riedizione della finale scudetto giocata ripetutamente dal 2018 al 2022 – in una partita con le stesse percentuali d’attacco [50% per la Sir e 49% per la Lube], lo stesso numero di muri [7-6 per Perugia] ma una differenza considerevole al servizio, con 6 ace e 21 errori per i campioni d’Italia in carica e 17 servizi vincenti per i marchigiani. Civitanova sfiderà in finale Trentino da domenica pomeriggio. È stata la finale scudetto anche nel 2012 e nel 2017. Ha sempre vinto la Lube. La finale per il terzo posto assegnerà l’ultimo posto per la prossima Champions [Perugia o Piacenza]. 

Cuneo sta invece festeggiando la promozione in serie A. Hanno battuto Brescia in due partite dei play-off con 15 punti di Pinali e 14 di Volpato. Cuneo aveva chiuso la stagione regolare al quarto posto, ha superato lungo la strada Aversa ai quarti, Pordenone in semifinale. È una società fondata nel 2015. Giocava la serie A2 dal 2018. La città di Cuneo torna in SuperLega dopo 12 anni, uno scudetto nel 2010 con Vladimir Nikolov e Luigi Mastrangelo, 5 Coppe Italia e 7 coppe europee

 


     

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