La vittoria di Pauline Ferrand-Prévôt a Roubaix

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La vittoria di Pauline Ferrand-Prévôt

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Entrando nel Velodromo di Roubaix per la prima volta nella sua vita, mentre andava a vincere una corsa su strada a distanza di dieci anni dall’ultima [la tappa dell’Aprica al Giro d’Italia], dopo aver dedicato la sua carriera in prevalenza alla mountain bike, al ciclocross e infine pure alla ricerca del sacro gravel, Pauline Ferrand-Prévôt ha sentito nella testa una domanda sorprendente nel momento più inatteso. «Mi sono chiesta: ma se adesso arrivano nello stesso momento in cui completo il mio primo giro, cosa devo fare? Le lascio sfilare, mi metto dietro al gruppo o le supero? No, perché volevo essere da sola nella foto. Per fortuna non si è presentata nessuna». 

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Pauline Ferrand-Prévôt ha la sua foto da sola e con le braccia alzate. Era caduta a 50 km dal traguardo, all’ingresso del settore 12, mentre davanti si formava un quartetto con tutti i documenti a posto per andare fino al traguardo: Lotte Kopecky, Lorena Wiebes, Marianne Vos e Ellen Van Dijk. Solo che questa corsa è salopard  e venticinque km dopo la francese è scappata da un gruppetto di una ventina di sopravvissute, ha ingoiato quelle davanti, si è portata dietro Emma Norsgaard per un po’ e poi ciao, i 28 secondi di vantaggio all’ingresso di una sezione in pavé sono diventati 38 all’uscita. Non l’hanno vista più. Il suo compagno Van Baarle aveva vinto la corsa tre anni fa. Dice Marion Rousse, la direttrice del Tour de France, che tra gli uomini si parla spesso dei Fantastici Cinque. «Ebbene, Pauline è una dei Fantastici Cinque» 

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