Il baseball non è più un posto per vecchi

Ah, questi giovani, questi ragazzi, questi smidollati bamboccioni che non hanno né arte né parte, non sanno cosa vogliono dalla vita, mica come ai tempi nostri, oh che belli i nostri vent’anni, noi sì che scendevamo in strada a protestare per i nostri ideali, mica come questi Hikikomori che se ne stanno nelle loro stanze rinchiusi a farsi friggere il cervello con la playstation e il cellulare in mano. Non sanno restare concentrati per più di 7 minuti, usano la metà delle parole che usavamo noi, oh noi sì che avevamo padronanza di linguaggio, e non parliamo della comprensione del testo, no no, per favore non ne parliamo. 

I giovani di oggi fanno tanta fatica a imparare questa è la verità. Solo che si tratta di una verità scritta da Francesco Alberoni sulla prima pagina del Corriere della sera nel 1998. Quasi trent’anni fa. E quarant’anni fa Repubblica scriveva che i giovani d’oggi sono disinteressati a ogni sospetto di politicizzazione [non era ancora caduto il Muro, quindi non era ancora partito il carosello della fine delle ideologie]. E cinquant’anni fa il papa parlava di «vuoto interiore dei giovani», di «strana tristezza», indicava anzi nella fede una via alla cura della loro «fragilità» [24 marzo 75]. Solo che non lo sappiamo, non ce lo ricordiamo. 

Salvo scoprire che lo sport è pieno di diciassettenni, diciottenni, ventenni che si stanno prendendo un po’ per volta tutto.

Il baseball, per esempio. Sports Illustrated fa notare che nella scorsa stagione, per la prima volta in assoluto nella storia della Major League e di questo sport in America, quattro giocatori sotto i 25 anni hanno battuto 25 fuoricampo. Si chiamano Bobby Witt Jr., Gunnar Henderson, Elly De La Cruz ed Ezequiel Tovar. Le ultime due stagioni sono state le uniche in assoluto in cui i giocatori under-25 hanno accumulato almeno 1.200 fuoricampo e 1.200 basi rubate. Un gioco più veloce e atletico fa bene a tuttidice Tom Verducci sulla rivista americana. 

A tutti proprio no. Non ai giocatori anziani. È il momento peggiore se sei un battitore nel baseball e sei un veterano. Puoi candidarti al pre-pensionamento se non ti hanno già esodato. È questo il lato negativo dell’ascesa del movimento giovanile, dice Sports Illustrated. Nella scorsa stagione le presenze in battuta dei giocatori sopra i 36 anni sono diminuite del 62% rispetto al 2010. I giocatori di età pari o superiore ai 36 anni hanno collezionato il minor numero di presenze in battuta dal 1977, quando c’erano quattro squadre in meno. La media per squadra di presenze in battuta di giocatori di età pari o superiore a 36 anni [167] è la più bassa dal 1969. Sul fronte dei lanciatori, nella scorsa stagione gli over-36 sono diminuiti del 36%. Sono rimasti senza lavoro Matt Carpenter, Jose Abreu, JD Martinez, Adam Duvall, Yasmani Grandal, Whit Merrifield, Anthony Rizzo, Aaron Hicks, Yan Gomes, Joey Wendle, Mitch Haniger, David Peralta, David Robertson, Alex Wood e Lance Lynn. Tommy Pham, 37 anni, esterno, è il più chiaro esempio di quel che sta succedendo. Pham non ha firmato con i Pittsburgh Pirates prima del 16 febbraio, dopo aver trascorso la stagione scorsa in cui non aveva trovato lavoro fino al 16 aprile con i Chicago White Sox.

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