spagna
Mbappé sta imparando a tirare le punizioni
Ma questa roba di Mbappé? Questa cosa del suo primo gol su calcio di punizione? Sabato sera contro il Leganés ha segnato prima un rigore con il cucchiaio – un panenka – e poi di nuovo da fermo, sorprendendo tutti compreso Ancelotti. Ma ora in Spagna, e un poco pure in Francia, si discute della meccanica del tiro. C’è chi fa notare che in realtà l’azione si è svolta in tre fasi, tocco Fran Garcia, palla sistemata, tiro in porta di Mbappé. Dunque la risposta è no, non è stato un calcio di punizione diretto.
Per lo staff del Real Madrid la faccenda più importante è un’altra. L’esultanza del francese. Era chiaro che si trattava di qualcosa di più del solito. Cosa è successo? È successo che “da diverse settimane la Casa Blanca è alla ricerca di uno specialista delle punizioni” spiega L’Équipe. Quest’estate, dopo la preparazione in America, Rodrygo si era conquistato il diritto a battere le punizioni, ma ha segnato solo un gol. Ne ha uno anche Federico Valverde ma tirando da più lontano. Non ci sono specialisti nelle parabole a ridosso dell’area. Mbappé lo ha capito e si sta formando. Non è un numero per tradizione presente nel suo bagaglio. Al PSG ha tentato solo 14 volte. Per fare un paragone: Lionel Messi ha calciato 208 calci di punizione durante il periodo trascorso in Francia [18 gol] e Cristiano Ronaldo 90 volte [2 gol]. Rispetto al suo mito CR7 la media di 1 gol in 14 tentativi non è poi così male.
L’Équipe ha consultato qualche esperto e si fa dire per esempio da Matthieu De Souza, ingegnere biomeccanico, che «ho l’impressione tiri le punizioni come i rigori, cercando cioè di nascondere le sue intenzioni fino alla fine. Questo lo porta a sporgersi in avanti, a iniziare la corsa lentamente e poi a eseguire il movimento il più velocemente possibile. Ma è meglio correre più dolcemente di quanto faccia e usare di più le braccia».
Frédéric Brigaud, consulente in biomeccanica umana sportiva, autore di diversi libri sulla corsa e la postura, inizia parlando del modo in cui Mbappé palleggia, «più precisamente del modo in cui orchestra e muove le diverse parti del corpo in relazione tra loro, le braccia, il tronco, il bacino, le gambe. Mbappé tende ad arrotolarsi su sé stesso, un movimento tutt’altro che ottimale. Si inarca e perde la sua efficacia. Un fenomeno probabilmente dovuto ai muscoli flessori del tronco che sono troppo forti rispetto ai muscoli estensori della colonna vertebrale. Questa parte superiore del corpo viene utilizzata durante i calci di punizione per stabilizzare il tiro e dargli la massima potenza. Non sto dicendo che è scarso, ma che ha molti margini di miglioramento davanti a sé. I suoi gesti si già sono evoluti nel corso degli anni, sono più puliti, con meno passaggi indesiderati».