Diego in campo per beneficenza, Platini non ritracciato

 

 Gli anni di Maradona in Italia

Diego in campo per beneficenza, Platini non ritracciato

10 MARZO 1985  Maradona risponde all’appello del Corriere Medico e dell’Associazione del bambino emopatico che hanno promosso e organizzato una partita di beneficenza fra calciatori italiani e stranieri allo stadio di Bergamo, con incasso destinato alla ricerca di una cura per la thalassemia. In Italia ci sono due milioni e mezzo di portatori sani. Fino al ’70 chi si ammalava non aveva più di quattro anni di vita. La Gazzetta presenta Diego come l’attore protagonista di questa gara di generosità, in realtà altre stelle che aderiscono non ce ne sono. Arriverà allo stadio un’ora prima della partita facendo tremare gli organizzatori, ma poi segna un gol, rifiuta di uscire nell’intervallo e nel secondo tempo fa entrare suo fratello Raul, 18 anni, per la prima volta al suo fianco

Chissà se questo pomeriggio segnerà direttamente su corner, su punizione o in rovesciate, Oppure allieterà i palati più esigenti con qualche doppio passo, qualche veronica o tunnel di tacco. Certo gli occhi, le telecamere e gli obiettivi saranno puntati soprattutto su di lui, Diego Armando Maradona. Talento di una razza in via di estinzione, come gli orsi Panda in Cina e i tonni nel Mediterraneo, il campione argentino potrà divertirsi e divertire libero da asfissianti marcature in questa domenica particolare dedicata ai bambini thalassemici. Si gioca per beneficenza. Ci sarà posto per una medaglia e qualche emozione, come ai vecchi tempi. I bambini mi interessano più di qualunque oltra cosa – ritornello che Maradona ripete spesso. «I grandi sono diversi, cambiano umori e atteggiamenti. Sono grande anch’lo e ho tanti difetti. Perciò ml rivolgo spesso ai bambini, stando con loro torno piccolo. dunque vero». Il Maradona pensiero vale tanto più in questo caso, visto che si precipita ad abbracciare dei bambini minati dalla thalassemia, una gravissima malattia del sangue. Sono tanti e hanno bisogno di cure e assistenza continue. Ma i soldi non bastano mai. Ecco perché Corriere Medico e l’Associazione lombarda bambini emopatici hanno promosso e organizzato la partita di questo pomeriggio (inizio ore 15 allo stadio comunale di Bergamo), Maradona è soltanto la punta dell’iceberg. Con lui scenderanno in campo campioni stranieri e italiani, famosi o meno noti al grande pubblico. Ci sarà Daniel Bertoni, che già ieri pomeriggio è atterrato a Milano: «Sono anch’io padre – ha detto l’argentino – sentivo di dover dare il mio contributo per questi bambini così sfortunati». Sullo stesso aereo c’era anche Rino Marchesi. Il tecnico del Napoli guiderà dalla panchina la formazione delle stelle straniere completata da qualche giocatore di casa. Marchesi è stato chiamato alla vigilia per sostituire lo jugoslavo Boskov che all’ultimo momento ha declinato l’invito per motivi personali. E ancora: ei saranno Hernandez (Ascoli), Stromberg (Atalanta) e Juary della Cremonese. Poi tanti italiani. A cominciare dall’interista Giuseppe Baresi, i milanisti Filippo Galli e Andrea Icardi; Sclosa e Caso del Torino; Colombo e Zandonà dell’Avellino; i laziali Podavini e Filisetti; Montesano, Tesser e Fiore dell’Udinese; Guerini del Como. Ma, a parte il Napoli, che ha dato il meglio di sé in questa gara di generosità, la parte del leone la fanno Cremonese e Atalanta. Saranno, infatti, della partita i grigiorossi Panchero, Finardi e Mazzoni. Tra i nerazzurri, invece, Nedo Sonetti che allenerà sulla panchina della formazione tutta italiana pescherà a piene mani. Certa la disponibilità di Fattori, Vella e Codogno. Arbitro sarà Paolo Casarin. Fino all’ultimo gli organizzatori hanno fatto la corte a Platini. Veder giocare assieme, uno accanto all’altro, due fuoriclasse del calibro di Maradona e del francese sarebbe stata un’occasione davvero unica. L’unico problema la maglia numero dieci chi l’avrebbe indossata? Ma il campione bianconero non è stato rintracciato in Francia dove si trova in questi giomi Così il problema non si pone” – di alessandro de calò, la Gazzetta dello sport.

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