Dove sono andati i record del mondo negli ultimi 26 anni

Dove sono andati i record del mondo negli ultimi 26 anni

  Quando la settimana scorsa Grant Holloway ha battuto il record del mondo dei 60 ostacoli, nel portarlo via al gallese Colin Jackson ha lasciato alla Gran Bretagna il solo primato nel triplo all’aperto di Jonathan Edwards, i 18 metri e 29 centimetri saltati il 7 agosto del 1995. I giornali inglesi se ne stanno un po’ lamentando, ricordando i successi, le medaglie, gli eroismi, la grandezza perduta, i tempi andati, la gloria remota, fino alla battaglia di Gravelinga. Ricordano per esempio che quando Sebastian Coe correva e non era ancora il gran capo della federazione internazionale, la rivalità con Steve Ovett e Steve Cram rese fecondo tutto il movimento, fino a battere 13 primati del mondo all’aperto e su strada e fino a vincere 16 medaglie olimpiche nel 1984, seguite alle 10 del 1980. 

Cosa è successo, si stanno domandando. Come mai da quel 7 agosto 1995 solo due atlete hanno detenuto un record del mondo: Ashia Hansen nel triplo per sei anni dal 1998, Paula Radcliffe nella maratona e nei 10 km su strada per una decina d’anni da 2003 e da 2005. 

È successo quello che è successo in tutti gli sport. Internet. La diffusione del sapere e delle conoscenze. La circolazione delle idee e dei maestri. Negli ultimi ventisei anni sono stati addirittura 28 i Paesi che hanno avuto almeno un rappresentante da record del mondo all’aperto o su strada. È andata così: Russia 14 record, Kenya 13, Stati Uniti 8, Etiopia 7, Cina 6, Repubblica Ceca 5, Francia 4, Giamaica Marocco e Polonia 3, Romania e Cuba 2, con 1 Bielorussia, Portogallo, Uganda, Svezia, Danimarca, Canada, Sudafrica, Qatar, Ecuador, Giappone, Australia, Turchia, Bahrain, Ucraina,  Germania. 

Nel disegnare questa nuova mappa, Ben Bloom sul Telegraph fa notare che due dei record mondiali indoor più recenti, entrambi nel salto triplo, provengono da Venezuela e Burkina Faso, due paesi senza alcuna tradizione nell’atletica leggera. Una maggiore competitività rende allora molto, molto più difficile battere i record del mondo

Ovviamente il Telegraph ricorda che in giro ci sono pure tanti sporcaccioni, scrivendo che tra coloro che hanno prodotto più di cinque record mondiali negli ultimi 26 anni, Russia e Cina sono state colpite da problemi di doping”, mentre per esempio Kenya ed Etiopia hanno beneficiato di enormi risorse mai sfruttate in precedenza.

Il mondo si apre e ogni tanto le grandi potenze del passato non se ne fanno una ragione.

 

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