Elogio di Foden

Elogio di Foden

I violini invece suonano meritati per Phil Foden, intorno al quale s’ode il canto degli angeli cherubini. Sentite John Cross sul Mirror quando dice che può essere il leader della prossima generazione d’oro dell’Inghilterra. Ci è voluta pazienza per vederlo titolare con il City, ma il suo ruolo da protagonista nella distruzione del Liverpool domenica ha ricordato alla nazione che l’Inghilterra è stata benedetta nel trovare una potenziale superstar globale come lui. L’occhio di Foden per il gol, la velocità e la capacità di dribblare lo distinguono dagli altri e lo rendono il naturale successore al City di David Silva. L’Inghilterra avrebbe dovuto vincere molti trofei con la classe di David Beckham, Wayne Rooney, Steven Gerrard e Frank Lampard. Ora artisti del calibro di Foden, Emile Smith-Rowe, Callum Hudson-Odoi e Jason Sancho hanno il mondo ai loro piedi. Phil Neville sul Daily Mail aggiunge all’elenco Mason Greenwood

Barney Ronay sul Guardian sottolinea che Foden è sempre stato considerato un ottimo dribblatore. Dribbling è probabilmente la parola sbagliata. Lui scivola e finta. Quando lascia sul posto il suo marcatore è un’espressione di equilibrio e di tocco superiore, un giocatore che è semplicemente il migliore amico della palla, degli angoli, della gravità

Echi di Foden in America, dove Sports Illustrated elogia la paziente gestione del ragazzo da parte di Guardiola, mentre noi impazienti ci chiedevamo perché diamine non gli desse spazio. Anche Stefano Barigelli, direttore della Gazzetta dello sport, parla di Foden come del fiore che Guardiola ha più curato in questi anni. Un talento in purezza. Del Guardiolismo resta ancora molto. Stefano Boldrini da Londra aggiunge: Questa storia ha una trama precisa: l’incontro tra il miglior allenatore dell’ultimo decennio e il miglior talento degli anni Duemila del football made in England. Un matrimonio perfetto, in cui Guardiola ha portato in dote la sua cultura e la capacità di valorizzare i calciatori, mentre Foden ha offerto, oltre a doti tecniche superiori alla media, la disponibilità totale. Scrive Boldrini che il Manchester City sta facendo a meno di gente come Aguero e De Bruyne, ma offre ugualmente il miglior calcio della Premier. La ragione è semplice: la bellezza del copione. E la bravura di chi, anno dopo anno, lo riscrive: Pep Guardiola

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