Appena se ne accorgono la cambiano
Una delle prime tre squadre nel ranking UEFA sarà fuori dalla Champions a metà febbraio, e soprattutto si tratterà di una delle due più ricche al mondo. Saluteremo nel giro di una ventina di giorni il miliardo di euro di fatturato del Real Madrid o gli 837 milioni del Manchester City. La nuova formula della Champions che non solo sorteggia i turni ma tiene conto dei piazzamenti in classifica per l’eliminazione diretta li ha messi uno contro l’altro: un rimescolamento di gerarchie che già da solo merita un’altra apertura di credito, sempre che nel frattempo Florentino Pérez non minacci di cambiare le regole, di non presentarsi in campo o di farsi una Superlega insieme con il Wolfsburg e il Nottingham Forest.
Non è tutto. È vero che fra le otto squadre già qualificate per gli ottavi di finale [Liverpool, Barcellona, Arsenal, Inter, Atlético Madrid, Bayer Leverkusen, Lille, Aston Villa] sono assenti rappresentanti dei Minions – i campionati che in Europa vengono considerati di seconda fascia rispetto a Francia Germania Inghilterra Italia e Spagna – ma è anche vero che da quell’elenco sono rimaste fuori le prime-4 del ranking UEFA e sei delle prime-otto. Sono fuori dalle prime-8 della nuova Champions anche cinque degli otto club più ricchi secondo l’ultimo report di Deloitte: devono ancora garantirsi la certezza di andare avanti Real, Man City, PSG e Bayern, mentre il Man United era fuori già prima di cominciare.
È vero che sono avanti tre inglesi, due spagnole, un’italiana, una tedesca e una francese, ma la francese [Lille] è fuori dalle venti potenze finanziarie del calcio europeo e aveva iniziato la stagione al 45esimo posto del ranking. L’Aston Villa era 81esimo ed è una specie di Bologna inglese: sta tornando in Champions dopo decenni senza nessuna certezza di restarci [ottavo oggi in premier]. Lo stesso Bayer Leverkusen porta un vento nuovo: fuori dal G-20 per ricchezza e dal G-10 per risultati dell’ultimo quinquennio.
Ai play-off il partito dei Minions può ancora fare affidamento su due olandesi, due portoghesi, una belga e una scozzese. Sono andate definitivamente fuori la Croazia, l’Ucraina, la Serbia, l’Austria, la Repubblica Ceca, la Slovacchia e la Svizzera. Tredici delle sedici squadre costrette a passare dai play-off hanno giocato in passato almeno una finale, tutte tranne Atalanta, Brest e Sporting. Le palline di Nyon hanno messo insieme quattro partite che Gianni Brera avrebbe definito Classiche, cioè sfide tra due squadre presenti nell’albo d’oro del torneo. Oltre che Manchester City-Real Madrid [16 Coppe: quella degli inglesi nel 2023 e le 15 degli spagnoli], anche Celtic-Bayern che ne somma 7 [una degli scozzesi nel 1967 e sei dei tedeschi], e le due sfide Italia vs Olanda: la Juventus contro il PSV vincitore del 1988 e il Milan contro il Feyenoord vincitore nel 1970.
I Minions si sono presi due posti agli ottavi di Europa League con i greci dell’Olympiakos e gli scozzesi del Rangers, offrendo una partita di play-off fra squadre che hanno vinto una Coppa europea in passato [Porto-Roma] più altre due con la presenza di club arrivati almeno in finale [AZ vs Galatasaray e PAOK vs Steaua].