Il nuovo calcio chiamato Altinha. Ma è davvero nuovo?

Il nuovo calcio chiamato Altinha. Ma è nuovo?

 

     Le squadre sono composte da quattro persone. Tre donne e un uomo, tre uomini e una donna, due più due, non importa. L’unica regola è che la palla non deve cadere a terra, sulla sabbia. Altrimenti i giudici (sì ci sono i giudici come nei tuffi e nella ginnastica) sottraggono mezzo punto al voto, che tiene in considerazione sia l’altezza raggiunta dalla palla tra un passaggio e l’altro, sia la spettacolarità dei colpi. Se ne vedono di petto, di spalla, c’è quello dello scorpione alla Higuita oppure ci sono i Sarradas – la palla rilanciata con un colpo d’anca, la mossa alla Monica Vitti in Ninì Tirabusciò. Si chiama Altinha e si sta diffondendo nel Natale sudamericano sulle spiagge del Brasile. 

Al fenomeno si è dedicato Tobias Landwehr per la rivista tedesca Die Zeit“Le coste e le favelas brasiliane – ha scritto – sono come una lente d’ingrandimento dell’evoluzione sportiva: quante discipline hanno visto la luce qui o sono state portate a un nuovo livello? I giocatori di beach volley hanno imparato le prime mosse sulle spiagge di Copacabana, surfisti e pattinatori sono arrivati al trono olimpico partendo da periferie povere e da queste onde lontane, il futsal è diventato un gioco per professionisti a San Paolo e il kite è diventato grande grazie ai venti del Brasile nel nord-est. Il torneo è un po’ come le battaglie di strada hip-hop. Si punta a giocare l’uno con l’altro anziché a battere qualcuno. Questa è la grande differenza rispetto al football antico. Nessuno ha bisogno di simulare un fallo. Tutto è iniziato sulla spiaggia di Ipanema. L’Altinha ha ereditato il pallone dal Fute-Vôlei: gommato, più morbido, ha un rimbalzo molto più contenuto rispetto a quelli del calcio classico. Per molto tempo l’Altinha è stato un fenomeno per amatori, concentrato a Rio. La rivoluzione è arrivata tramite Instagram e la democratizzazione della tecnologia delle fotocamere.

Ora, per carità, senza offesa. Ma a Capo Miseno e Miliscola si giocava l’Altinha già negli Anni Ottanta. Solo che non si chiamava Altinha, non era Natale e c’era sempre una signora che minacciava di schiattare il pallone. Quasi certamente si giocava pure a Mondello, a Ostia e a Cesenatico. Si attendono testimonianze. 

 

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