
Il Paris va a sedersi al tavolo dei giganti. Così titola L’Équipe con una prima pagina mai vista, perché mai era accaduto che Parigi avesse una squadra di pallacanestro così competitiva e tanto in alto, prima da sola in testa all’Eurolega. Un primato due volte rispettabile per il cammino fatto. Parigi è ovviamente un brand che fa gola avere nel torneo, ma non c’è stata nessuna wild card, nessun diritto acquisito: la squadra è al torneo perché si è qualificata attraverso l’Eurocup, com’è successo alla Virtus quando vi tornò.
Gioco di parole queneausque da L’Équipe, che giocando su suoni, pronunce e parole scritte all’interno titola: “Par ici la folie”, in questo modo è una follia: un club con soli sei anni di vita che stasera guarda dall’alto verso il basso il Real Madrid, il gigante delle undici corone europee, “un vertice che cristallizza la sua traiettoria fulminea e la sua ambizione senza limiti”.
Yann Ohnon e Sami Sadik scrivono che la squadra di Parigi assomiglia a “un gruppo di adolescenti turbolenti ma affettuosi, ragazzi armati della loro disattenzione e della loro incoscienza, di quelli che prendono una scala nascosta per salire verso vette proibite”.
Paris gioca un “basket sovralimentato, con rotazioni incessanti per promuovere l’intensità”. Il palazzetto ha venduto i diritti del nome all’Adidas e non sarà lontano dal tutto esaurito, come giovedì contro il Fenerbahce, aiutato dalla diaspora turca. “Porte de la Chapelle – spiega L’Équipe – non è il quartiere più glam della capitale. Tuttavia è diventato il posto dove si deve stare”.
«La città – dice il presidente David Kahn – ha preso una decisione intelligente spostando il basket qui, uno degli ultimi posti all’interno della tangenziale dove c’era bisogno di un progetto per ridisegnare il quartiere, rispondere alle sue questioni sociali».
Nel suo editoriale d’apertura, Mathieu Barberousse dice che questo Paris-Real Madrid è “garantito 0% Mbappé. Lo scontro si svolge alla Porte de la Chapelle e non al Parc des Princes, e la palla sarà arancione. Una rarità. L’ultima volta che il basket parigino ha ospitato il grande Real, giocavano ancora Richard Dacoury e Stéphane Risacher, il club si chiamava PSG, era gestito da Canal+ e diretto da Charles Biétry. Era il 1997, semifinale di ritorno dell’Eurocup”.
Vinse il Real con un punteggio basso, 58-56, ma poche settimane dopo il PSG-Racing andò a prendersi uno scudetto che sfuggiva alla capitale da più di trent’anni.
“E poi… E poi niente”, racconta L’Équipe.

Tre anni dopo Canal+ si ritira e nel 2007 la squadra scompare, lasciando il basket francese senza la capitale. Se vi suona familiare, se vi pare di ascoltare la storia di Roma non è un abuso.
“La troupe di T.J. Shorts, Tyson Ward o Nadir Hifi somiglia a un branco di marmocchi, impertinenti e disinibiti, travolgono tutto sul loro cammino, facendo volare con gioia le teste coronate. Parigi è l’oggetto di ogni desiderio. Ultramoderno nel suo gioco elettrico, Paris Basketball segue il principio di base di David Stern, ex capo della NBA, fonte di ispirazione per i dirigenti parigini: riempire la stanza, offrire spettacolo, generare entusiasmo è il punto di partenza di ogni forma di sviluppo. L’Adidas Arena è ancora lontana dall’essere un calderone in stile Moutet a Orthez o Beaublanc a Limoges, ma il pubblico arriva sempre più numeroso. È troppo presto per sapere fino a che punto si spingerà l’avventura parigina in questa stagione, ma possiamo scommettere sulla sostenibilità del progetto. Un grande club parigino è un po’ come l’ultima carta nelle mani del basket francese”.
Un movimento che si è riempito di tre medaglie olimpiche a Parigi quest’estate, gli ultimi due numeri 1 nel draft NBA [Victor Wembanyama e Zaccharie Risacher], giocatrici arrivate in WNBA, allenatori riconosciuti negli Stati Uniti, club di successo in Europa, un numero record di tesserati [725.000], palazzetti pieni con una percentuale del 92% in campionato.
“Difficile fare di meglio – dice L’Équipe – eppure il basket francese soffre ancora di una mancanza di visibilità nazionale e pochi potranno assistere a Paris-Real di questa sera. Non molto visibile, ma tanto desiderabile, questo è il paradosso. È tempo che anche questo cambi”.
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IL BURRASCOSO MONDO DEL PALLONE
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Tutto questo accade mentre al Parco dei Principi, domenica sera, la partita fra il PSG e il Lione è stata interrotta per qualche minuto, a causa dei cori di insulti da parte dei tifosi del PSG. Una decisione inedita per la Ligue 1. La procedura non era mai stata applicata. John Textor e gli altri dirigenti hanno lasciato lo stadio cinque minuti prima della fine dell’incontro, “stanchi di sentire i cori degli ultras parigini” dice il giornale francese. I rapporti con Nasser al-Khelaifi sono tesi da qualche tempo.

PARIGI E GLI ALTRI SPORT DI SQUADRA
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Nella pallamano il PSG ha vinto 8 scudetti, tutti fra il 2013 e il 2024, portandosi al secondo posto nell’albo d’oro di tutti i tempi alle spalle del Montpellier, 14 titoli fra 1995 e 2012. Fra 1956 e 1974 il Paris Université Club, maglia viola, aveva già vinto quattro volte il campionato. Nella pallavolo il Paris è arrivato a 9 titoli fra 2000 e 2016, eguagliando il veccio Paris UC [1941-1998] e portandosi a uno di distanza dal Cannes [1981-2021]. Nella pallanuoto non c’è verso di riavere Parigi al vertice dagli anni Cinquanta, quando il Racing vinse il campionato due volte [1951 e 1955]. Da allora il torneo è stato vinto 41 volte dal Marsiglia, 12 dal Nizza, un paio di briciole sono state lasciate a Strasburgo e Montpellier.
Tra le donne pare che resista la sola pallavolo, per merito ormai del Levallois Paris, arrivato al suo primo scudetto nel 2024 dopo cinque titoli lontani di una precedente squadra che portava il nome della città [fra 1945-1978]. Il club è nato nel 2003 con una serie di molteplici fusioni. L’Union Stade français Paris Saint-Cloud riunì il Saint-Cloud e la sezione di pallavolo dello Stade français per poi congiungersi con la sezione di pallavolo del Levallois Sporting Club e andare a giocare le proprie partite al Palais des Sports Marcel-Cerdan a Levallois-Perret. un comune sulla riva destra della Senna, il più densamente popolato della Francia e uno dei più popolosi del mondo. Insieme a Neuilly-sur-Seine è anche uno più ricchi dell’hinterland parigino.
La gloria è invece lontana negli altri sport: cinque scudetti femminili nella pallamano [1975-1981], sette nel basket [1954-1965].