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sabato 19 ottobre 2024
#1 giorno al GP del Texas
IN CIMA AI PENSIERI
La crisi del capitalismo nello sport europeo
Il marxismo USA sta vincendo la partita
Ha vinto Marx. Il capitalismo ha perso. Solo che Marx vive nel regno del capitalismo e il capitalismo nel continente dov’è nato Marx. Succede nello sport e già così gira la testa. È la tesi del Wall Street Journal, il giornale più diffuso d’America, il foglio della finanza mondiale. Sta prendendo corpo dopo la seconda sentenza della Corte di giustizia UE dedicata al calcio, quella sul caso Lassana Diarra, a un anno circa di distanza dall’apertura alle istanze di una Superlega. Così, il WSJ si spinge a dire che nello sport il socialismo americano sta battendo il capitalismo europeo, ossia che le competizioni per club più egualitarie e redistributive che esistono negli Stati Uniti stanno iniziando a essere copiate da noi.
Jon Sindreu giunge alla sua teoria unendo puntini ancora difformi fra loro, mescolando dati oggettivi e suggestioni. Non c’è alcun dubbio che il sistema sportivo americano si preoccupi dell’equilibrio competitivo e delle pari opportunità più di quello europeo, ma il sistema di retrocessioni e promozioni è ancora distante dall’essere abbattuto, nonostante la UE, nonostante la Champions di calcio XXL, nonostante l’Eurolega di basket. Di incontestabile c’è il paradosso dell’analisi sul cosiddetto socialismo americano.
“Fuggire dai paesi comunisti verso quelli capitalisti era una pratica comune durante la Guerra Fredda. Negli sport odierni, il socialismo potrebbe diventare la scelta più popolare: è un buon affare” scrive Sindreu. Quella che su Slalom viene chiamata “la distribuzione della gioia” – cioè la turnazione delle franchigie diverse negli albi d’oro – è un tesoro non soltanto sentimentale. Se una storia non ha sempre lo stesso finale, spendi più volentieri dei soldi per sederti e vedere stavolta come va. Lo hanno capito anche alla Marvel: i super eroi non sempre vincono e qualche volta muoiono. Come ha detto una volta Jorge Valdano: il denaro non è stupido.
La sentenza Diarra, secondo iL WSJ, potrebbe essere un ulteriore fattore per determinare l’avvicinamento dell’Europa al modello americano di fare sport. “L’ironia qui, dato l’autoproclamato ethos di laissez-faire economico degli Stati Uniti, è che le sue competizioni d’élite, come NFL e la NBA, hanno forti meccanismi per riequilibrare la posta in gioco a favore dei peggiori classificati. In Europa, la culla dello stato sociale, i club sono invece come degli stati per lo più senza vincoli”.
La differenza, scrive il WSJ, risale alla nascita del calcio di base nella Gran Bretagna del XIX secolo. Una volta definite le regole, i tornei furono sopraffatti dalle candidature di partecipazione, il fattore che portò all’istituzione del sistemi che conosciamo, di promozione e retrocessione, un sistema replicato in tutta Europa. I club hanno forti legami politici, industriali e di classe con le comunità locali, spiega il WSJ ai lettori americani, alcuni dei quali conferiscono identità distinte e chiare, come la relazione tra il Tottenham e la comunità ebraica di Londra, il sostegno del Barcellona al nazionalismo catalano, le origini militari della Steaua Bucarest. Al contrario, gli sport americani moderni sono stati fin dall’inizio delle iniziative commerciali dall’alto verso il basso.
ACQUE
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Kaylee McKeown si ferma: benessere mentale
Léon Marchand alla ricerca della serenità
Léon Marchand dice che questa Coppa del mondo di nuoto appena cominciata a Shanghai, in Cina, gli piace un casino perché può girare in strada senza che nessuno lo conosca, mica come in Francia dopo i Giochi di Parigi. Qui, dice L’Équipe, che lo segue nell’inizio della nuova stagione in piscina, “la moda è quella del bigodino sulla frangia delle ragazzine e le appassionate di nuoto sono più simili a un gruppo di midinette andate a un concerto K-pop che a nuotatrici”. [Sdrucciolevole].
C’è un filo che unisce il Marchand idolo delle folle di Francia e il Marchand perfetto sconosciuto in Cina. Si tuffa, vince e batte record. Al giorno uno della stagione ha fatto cadere il primato francese dei 100 misti in vasca corta [50″65]. Era di Florent Manaudou e resisteva dal 2013 [50″96]. Se il suo allenatore Nicolas Castel non glielo avesse detto, Marchand sarebbe andato nella vasca di defaticamento senza saperlo, senza importarsene.
“Non è ancora un nuotatore con la testa sepolta nelle cifre, vuole coltivare il divertimento, una parola che ripete, e ripete, e ripete. Non è un semplice tic del linguaggio, Marchand conosce la necessità di rinnovarsi in uno sport che è fatto di routine e conosce l’importanza di coltivare la leggerezza”. Un elemento visibile di questa sua necessità è il cappellino USA di Caeleb Dressel con cui si è presentato a Shanghai. Ha detto: «Lui è una leggenda. Lo adoro. Mi ha ispirato molto e mi aiuta a dare importanza alla salute mentale. Ci siamo scambiati i cappellini ai Giochi e sono orgoglioso di indossarlo».
Al giorno-due della stagione, dopo aver nuotato i 50 dorso in 25.36, nuovo record dell’Australia e dell’Oceania, Kaylee McKeown ha annunciato che si ferma. Ne ha bisogno. Ha pubblicato un post su Instagram ringraziando World Aquatics per l’opportunità di gareggiare, sottolineando quanto si fosse divertita, e poi scusate, ma ora viene prima un’altra cosa, viene prima la necessità di «ascoltare il cuore e sapere quando è abbastanza», “segno della maturità che ha raggiunto sia come nuotatrice sia come persona”, scrive Swim Swam sottolineando che “il successo in vasca non è l’unico aspetto che Kaylee valuta nella sua carriera. “La sua decisione di prendersi una pausa per concentrarsi sulla salute mentale ricorda al mondo dello sport l’importanza di bilanciare le pressioni agonistiche con il benessere personale, un tema sempre più presente tra gli atleti di alto livello”. Pochi giorni fa aveva già annunciato l’assenza dai Mondiali in vasca corta, a Budapest nel mese di dicembre. Spiego che dopo cinque anni intensi aveva bisogno «di una pausa dal clamore, dai media e dall’adrenalina delle competizioni».
Le lanterne del nuoto
GRETCHEN WALSH È caduto un record del mondo, ma non nella vasca di Coppa del mondo a Shanghai. Dopo aver stabilito tre record americani nella prima ora di gara durante il meeting universitario Virginia vs Florida, Gretchen Walsh ha tentato una gara contro il tempo nei 100 misti per assicurarsi la qualificazione ai Mondiali di Budapest in dicembre. Non solo ha nuotato il tempo limite, ma con 55,98 ha demolito il 56.51 fatto da Katinka Hosszu nel 2017.
Gretchen Walsh è la prima nuotatore della storia sotto i 56 secondi. Solo poche ore prima Kate Douglass aveva fatto il record USA a Shanghai con 56.99. I parziali di Walsh confermano la sua predisposizione nelle frazioni a farfalla e dorso: a metà gara aveva nove decimi di vantaggio sul tempo nuotato da Katinka Hosszu. Walsh aveva già stabilito i record americani nei 50 stile libero [23.10], 50 dorso [25.37] e 100 dorso [54.89]. Swim Swam riferisce che secondo il database di USA Swimming, Walsh non aveva mai gareggiato in vasca corta in una competizione ufficiale fino a oggi.
REGAN SMITH Non più di dieci minuti dopo i 50 dorso persi contro McKeown, Regan Smith è andata in acqua nei 200 farfalla, vedendo la cinese Chen aprire la gara a un ritmo da primato del mondo. Smith l’ha ripresa nel finale e ha chiuso in 2:01.85, il suo primato personale, quinto miglior tempo mondiale di sempre. La finlandese Luara Lahtinen ha battuto il record nazionale [2:03.13] nonostante avesse perso la cuffia durante la gara. Stanotte in batteria, Regan Smith ha battuto un nuovo primato personale nuotando i 100 dorso in 56.04.
NOE PONTI È caduto il record europeo dei 100 farfalla con lo svizzero Noe Ponti, settimo alla prima virata a quattro decimi dal leader Nyls Korstanje. Negli ultimi 25 metri lo ha ripreso e stracciato, chiudendo in 48.40, sette centesimi sotto il suo limite di 48.47 nuotato agli Europei 2023. Korstanje ha fatto comunque il personale in 49.24. I primi quattro sono scesi tutti sotto i 50 secondi
PIETER COETZE Pieter Coetze ha nuotato per la prima volta in carriera i 200 dorso sotto 1:50. Ma di gran lunga. Ha preso il comando alla prima virata e se n’è andato a chiudere in 1:49.12. Il suo precedente primato personale era di 1:51.51 e risaliva ai Mondiali del 2022. Lorenzo Mora ha chiuso al secondo posto in 1:52.33
E L’ITALIA? Thomas Ceccon si è qualificato per la finale nei 100 stile libero nuotando in 46.97 lo spareggio tra gli ottavi tempi. Alberto Razzetti ha brillato in batteria nei 200 farfalla, secondo posto con 1:54.30, mentre nei 200 misti ha fatto il settimo tempo con 1:54.33. In finale anche il campione olimpico dei 100 metri rana, Nicolò Martinenghi: ha nuotato 26.66 nei 50 rana, sesto in batteria. I primi tre classificati in batteria sono gli stessi della finale dei 100 metri di ieri sera: Ilya Shymanovich [Bielorussia] Qin Haiyang e Sun Jiajun [Cina]. In campo femminile, Benedetta Pilato si è qualificata per la finale dei 100 rana col secondo crono, 1:05.02, dietro la cinese Tang Qianting
IL PROGRAMMA DI OGGI E I RISULTATi
GESTI
Il ritorno del salto mortale all’indietro nel pattinaggio
La testa rivolta verso il basso, i talloni puntano verso il soffitto. I pattinatori si lanciano all’indietro, fanno una capriola e mezz’aria e atterrano con le loro lame sul ghiaccio. Oplà. Negli ultimi cinquant’anni i salti mortali rovesciati erano stati proibiti dall’International Skating Union, spettacolari certamente, pericolosi anche di più. Dallo scorso mese di giugno sono tornati legali e domani il campione del mondo in carica, l’adolescente statunitense Ilia Malinin, ne ha infilato uno nel suo programma lungo annunciato per Skate America, prima tappa del circuito del Grand Prix autunnale. Malinin ha già portato in pista il quadruplo Axel, una specie di Sacro Graal del pattinaggio secondo la definizione del Wall Street Journal: “Aggiungere un salto mortale all’indietro al suo repertorio è stato irresistibile”.
La prima volta che qualcuno ci provò in una competizione internazionale fu alle Olimpiadi del 1976, quando l’americano Terry Kubicka rischiò la noce del collo. Un paio di mesi dopo, l’ISU dichiarò illegali quei salti tipo capriola, per ragioni mai state del tutto chiare. Secondo alcuni perché troppo pericolosi, secondo altri per una questione di cattivo gusto, pareva un’acrobazia da spettacolo di Natale sul ghiaccio. Quando si vieta qualcosa, si sa, il suo fascino cresce alla borsa nera. C’è sempre un moto di ribellione che prima o poi si manifesta. Così accadde di vedere ai Giochi del ‘98 la francese Surya Bonaly impegnata in un backflip che infrangeva le regole. Atterrò per giunta su un piede solo e divenne leggenda. All’inizio di questo 2024, un altro pattinatore francese, Adam Siao Him Fa, ne ha incluso uno nel suo programma, incorrendo consapevolmente in una penalizzazione di 2 punti. Una provocazione che ha imposto di affrontare la questione. A giugno, l’ISU ha rimosso il backflip dalla lista di elementi illegali e Malinin si è messo al lavoro. Nonostante si sentisse in grado di eseguire un salto mortale all’indietro fuori dalla pista, dice che non è stato facile imparare a eseguirlo sui pattini e sul ghiaccio. «Qualcosa mentalmente non mi permetteva di affrontarlo al 100%. Era quasi come se pensassi: e se succede qualcosa?».
EUROGOL
Come fermare i fumogeni negli stadi francesi
La Francia ha un problema. I fumogeni nelle curve. Il guaio è che non per tutti si tratta di un problema. La Ligue 1 è divisa anche sulla maniera di contrastare il fenomeno. Il fumogeno, spiega L’Équipe stamattina in un’inchiesta su due pagine, a volte è un oggetto di libertà ma le sanzioni stanno aumentando e in estate non sono stati fissate delle nuove linee guida. Così la stagione è ripresa come era finita quella precedente: fumogeni ovunque. In tutta risposta, il giudice sportivo chiude gli stadi a pezzetti. Secondo i dati raccolti da l’Équipe, dal post-Covid le multe sono passate dai 2 milioni di euro complessivi nel 2021-2022 ai 3,1 milioni di euro nel 2023-2024, con una crescita del 55% in due anni, nonostante la riduzione del campionato a 18 club e delle giornate da 38 a 34, dunque con 74 partite in meno. Le chiusure totali o parziali dei settori erano state 12 nel 2021-2022, sono salite a 22 nel 2022-2023, fino alle 30 del 2023-2024.
«Ciò che caratterizza la Francia è che ricorre molto più di altri paesi a misure collettive» spiega Nicolas Hourcade, sociologo specializzato nel tifo. «È una questione anche legata al fatto che non esiste una vera politica, né una riflessione globale sulla gestione di questi fenomeni pirotecnici. Privilegiamo quindi soluzioni facili, poco costose, ma che hanno effetti perversi, senza che siano in grado di affrontare il problema». Xavier Pierrot, ex vice amministratore delegato del Lione, nel mese di marzo è stato in audizione al Senato e ha affermato che le sanzioni collettive sono inutili. «I fumogeni non sono il problema del calcio».
Come fermarli, allora. Se la chiusura del settore scatta automaticamente in caso di un fumogeno acceso in curva, tanto vale accenderne 300, dicono gli ultrà. «Per avere un dialogo, sono necessari degli interlocutori» ha detto il CEO della Ligue Arnaud Rouger al Senato. La strada individuata resta quella di dare maggiori risorse alla polizia. «Il divieto di fumogeni non funziona da nessuna parte» secondo Hourcade. I paesi del Nord Europa hanno calmato la situazione tollerando i fumogeni e identificando i violenti, allontanandoli dallo stadio. La prossima sessione di lavoro delle forze dell’ordine sul tema si terrà a fine mese, con un programma classificato come segreto della Difesa.
0-0 Il Monaco ha conservato la sua imbattibilità [6 vittorie, 2 pareggi], quel passo che lo aveva portato dopo le prime sette giornate a fare un numero di punti che non si ripeteva dal 1960/1961, la stagione del suo primo scudetto. Ma lo 0-0 con il Lille lo mette ora nel mirino del PSG alla fine di “una partita senza ritmo dopo la sosta per le Nazionali” ha scritto L’Équipe. Il Lille ha tentato solo 3 tiri in porta, il totale più basso eguagliato da quando Opta analizza questo genere di dati [2006]. Ci sono quattro 3 in pagella per il Lille, uno nel Monaco e anche un 2: a Teze, terzino destro di casa espulso dopo un’ora di gioco: avrebbe già meritato un cartellino rosso nel primo tempo, scrive il giornale francese.
L’Équipe dedicava ieri un servizio al Lille, alla sua gestione economica e al suo settore marketing, “le chiavi per risanare le finanze”. Il club afferma di aver saldato completamente il suo debito che ammontava a 270 milioni di euro alla fine della stagione 2020-2021. Per la terza volta consecutiva è tornato in attivo, continua a vendere bene i suoi calciatori e genera ricavi significativi [tutto QUI].
GERMANIA
Il caso Mbappé visto da Leverkusen
Mentre Carletto Ancelotti recitava il suo solito ruolo di campione della normalità col sopracciglio alzato [nessuna problema per Mbappé], mentre i quotidiani madrileni suonano i violini in prima pagina per un “Kylian al 100%” [olé], in Germania se la passa meno bene il compagno di viaggio in Stoccolma, Nordi Mukiele, in prestito dal PSG al Bayer Leverkusen senza diritto di riscatto. La reazione di Xabi Alonso in conferenza stampa era molto attesa. È durata solo dieci secondi, il tempo di comportarsi anche lui come il tipico allenatore di una squadra di calcio. Alla vigilia della partita con l’Eintracht Francoforte, cinque giorni prima di andare in Francia per la partita di Champions con il Brest, ha detto di aver parlato brevemente del viaggio in Svezia con Mukiele. Non ne sa molto, ecco. Mukiele aveva quattro giorni di riposo e ha fatto quel che voleva nel suo tempo libero. Non verrà sanzionato. È tra i convocati. «Non sono entrato nei dettagli riguardo a questo soggiorno svedese». Se fosse vero, sarebbe preoccupante.
Nel frattempo la stampa tedesca ricorda che la sua immagine è quella di un giocatore versatile, ma privo di costanza, spesso fermato da guai fisici. Molti dei suoi compagni di squadra lo hanno criticato in passato per il suo atteggiamento. «Quando un giocatore è lento come una lumaca nel lasciare il campo per una sostituzione mentre la sua squadra è in svantaggio, o si tratta di un ingenuo o di un provocatore» ha detto di lui Willi Orban, capitano del Lipsia dopo la sconfitta contro l’Arminia Bielefeld nel dicembre 2021. «Non è un comportamento da campione» aggiunse.
Nello scorso agosto, dopo le partenze di Matthjis De Ligt e Nousair Mazraoui, il Bayern Monaco aveva pensato a lui, conoscendo la sua capacità di giocare in più ruoli e in diversi sistemi, compresa la linea a tre di Julian Nagelsmann. Anche a gennaio era stato in ballo per un trasferimento in Baviera, prima che gli fosse preferito Sacha Boey. Al Bayer la competizione è dura e la sua prospettive di giocare regolarmente sta andando a farsi friggere. Finora ha una sola presenza. Contro il Wolfsburg [4-3 il 22 settembre] è stato sostituito all’intervallo e da allora non ha mai più lasciato la panchina.
Tutti i numeri che tradiscono ten Hag
Escludendo Ryan Giggs e Michael Carrick, in panchina per sei partite, da Alex Ferguson in poi solo Ralf Rangnick ha avuto una media punti a partita inferiore a quella di Ten Hag. Louis van Gaal, José Mourinho, Ole Gunnar Solskjær sono tutti stati esonerati quando avevano un rendimento migliore e un sostegno finanziario inferiore da parte del club.
È la conclusione a cui giunge il Guardian nell’osservazione delle cifre che danzano intorno all’allenatore del Manchester United, che ha portato sì dei trofei ma con un gioco “poco meno che abominevole” dice il giornale inglese. Dopo il pareggio dello United con l’Aston Villa nella partita prima della sosta, “Ten Hag – si legge sul Guardian – ha fatto quello che potrebbe essere definito un’impresa alla Mondo Duplantis ma al contrario, infrangendo il suo stesso record indesiderato di peggior inizio di stagione allo United”. Erano nove un anno fa, adesso sono otto, con cinque gol segnati, uno con una una deviazione, così ora “non sembra possibile che questi stessi giocatori possano giocare in modo meno efficace di quanto già facciano con lui”.
Insomma. Se non si è capito, il Guardian si chiede cosa stiano aspettando a mandarlo via. “Non è solo il numero di sconfitte arrivato sotto Ten Hag, ma anche il modo in cui sono arrivate. Sotto la sua guida, lo United è stato battuto 6-3 dal Manchester City e 4-0 e 7-0 dal Liverpool, risultati ingiustificabili e inaccettabili in qualsiasi circostanza. È giusto notare che quelle sconfitte sono arrivate contro squadre eccellenti e persino Ferguson in passato ha faticato ad Anfield. Più schiaccianti sono allore le sconfitte per 4-0 con Brentford, Brighton e Palace, le sconfitte casalinghe per 3-0 contro Bournemouth e Spurs”.
Il Guardian contesta inoltre a ten Hag l’utilizzo bislacco di Marcus Rashford, tenuto all’esterno, molto all’esterno, per raccogliere 12 gol in 54 partite. Anche il rendimento di Onana è peggiorato con Ten Hag [71.85% di accuratezza nei passaggi, 11esimo fra i portieri di Premier], infine la critica più pesante: “La sua squadra non ha uno stile”.
PENSIERI E PAROLE
YANN SOMMER
➣ L’anno scorso rimpiangeva di non poter andare a vedere il concerto di Bruce Springsteen per la nazionale, quest’anno il Boss torna il 30 giugno e il problema è il Mondiale per Club…
«Mi piacerebbe davvero vederlo prima o poi, per me Bruce sono i pomeriggi a casa da ragazzo sdraiato sentendo i vinili di mio padre. Ho letto il libro e ascoltato il podcast fatto con Obama: amo ciò che suona, che canta, l’idea che rappresenta».
➣ Lo ascolta anche prima del match?
«In realtà prima delle partite ho un altro rituale, c’è un momento preciso che riconosco nella stanza in cui smetto di essere Yann e divento Sommer, il portiere. Faccio clic, mi trasformo: non è che divento Hulk, ma è una meditazione che mi serve per mettere a fuoco tutto ed entrare in partita».
➣ Ma in italiano avrà imparato qualche altra parola oltre “preventiva”…
«Ogni giorno ne scopro una nuova. Una proprio l’altro ieri: “Altrettanto”». L’avrà pronunciata Inzaghi: per rivincere dopo la stella serve un’Inter “altrettanto” forte». [Intervista di Filippo Conticello e Davide Stoppini, la Gazzetta dello sport, ieri]
ANDREA CAMBIASO
➣ Ma è vero che lei non gioca alla PlayStation e non frequenta i social?
«Vero. Non condanno videogiochi e social, passatempi utili per evitare che la noia ti risucchi e ti faccia fare delle sciocchezze. Personalmente, però, preferisco giocare a golf e leggere qualche libro per rilassarmi un po’».
➣ Le scommesse, il doping, lo spreco di denaro. Qualcuno prende strade sbagliate. Lei che compagno è stato per Fagioli e Pogba?
«Aiutare è difficile, puoi farlo con una parola giusta, ma forse non basta. Certi mostri li conosci davvero solo se li vivi. Noi compagni e amici non possiamo avere l’ambizione di essere anche degli psicologi o dei medici perché non abbiamo le competenze per risolvere certi problemi».
➣ Sul suo comodino cosa c’è in questi giorni?
«“Niente teste di cazzo”, il libro sugli All Blacks di cui ha parlato anche Spalletti. Vorrei essere un compagno di squadra migliore, ma anche un professionista migliore. Questi ragazzi, che sono tra i più vincenti al mondo, in casa e in trasferta si puliscono lo spogliatoio da soli, si lavano le scarpe, si aiutano a vicenda nei momenti di difficoltà. Se possono farlo loro, che sono degli eroi, perché non può farlo Cambiaso?».
[Intervista di Giorgio Marota, Corriere dello sport-stadio, ieri]
VELA
La regata in cui perse la vita Romanelli raccontata da suo figlio
➣ Che cosa l’ha spinta ad affrontare il lutto di suo padre attraverso un documentario?
«Sono da sempre un appassionato di cinema e da anni avevo il desiderio segreto di fare un film, ma non trovavo una storia mia da raccontare, non ero spinto da una necessità, così ho fatto altro. Ho studiato economia nel campo dell’arte e della cultura e ho incominciato a lavorare. Poi, un po’ per caso, ho iniziato un percorso di analisi che mi ha fatto capire che dovevo fare i conti con la figura di mio padre. A casa c’era da sempre un baule pieno di videocassette. Lo sapevo ma non avevo mai affrontato quei VHS, poi un giorno ho deciso di vederli ed è stato sconvolgente: mi sono apparse figure in cerate rosse e gialle in mezzo all’Atlantico, e man mano che guardavo capivo che quelle erano le ultime immagini di mio padre, che una di quelle figure sullo schermo era lui. Era un ragazzo che si muoveva come me, che salutava esattamente come faccio io, guardava in camera e sentivo il suo sguardo su di me. È stata un’esperienza magica che mi ha completamente travolto. Quelle immagini magnetiche che mi sembravano all’inizio quasi astratte erano vere e ho iniziato a voler capire di più. Che barca era? L’aveva disegnata lui? Cosa fa un ingegnere? E un velista? Volevo sapere. Volevo vedere altro materiale, saperne di più perché fino ad allora avevo avuto solo la versione di mia madre. Non era assolutamente un argomento tabù a casa, sapevo che mio padre era un velista, un ingegnere che disegnava barche e che era morto in mare, ma non ero mai andato oltre a queste informazioni. Così ho deciso di incontrare Giovanni Soldini che era il capitano della barca durante l’incidente. Quando ci siamo visti a Milano è rimasto scioccato dalla somiglianza con mio padre. Abbiamo parlato per più di sei ore e mi sono reso conto che in quell’incidente anche Soldini aveva perso un pezzo di se stesso, mio padre era il suo migliore amico. Il film ha preso vita con il nostro incontro, Giovanni mi ha dato tutti i suoi contatti: l’equipaggio, i progettisti, tutte le persone che avevano lavorato con mio padre e mi si è aperto un mondo»
➣ Un mondo che ha scoperto anche grazie all’archivio privato di Soldini, giusto?
«Sì, Giovanni ha un ampio archivio sparso in varie cantine ammuffite. Per anni ho setacciato enormi scatoloni alla ricerca di materiali originali da digitalizzare, e ho scoperchiato un vero vaso di Pandora. Ho scoperto degli archivi di mio nonno in 8 mm, centinaia di ore di materiali di navigazioni, e ho trovato anche la voce di mio padre su delle audiocassette incise durante la sua prima traversata atlantica in solitario, prima che io nascessi. E ho trovato persino gli ultimi minuti che la macchina da presa ha registrato a nero quando mio padre stava scomparendo: è stato molto doloroso. Allora ho capito che quello era il film che volevo fare, e che sarebbe stato un viaggio molto impegnativo perché dovevo aprirmi e lasciarmi andare a emozioni che non avevo mai esplorato»
➣ Una delle cose che mi sorprende è il suo rapporto con Giovanni Soldini. Non aveva rancore nei suoi confronti visto che era il capitano dell’imbarcazione e che non aveva assicurato il suo equipaggio?
«Sì, è stata una cosa molto tosta: la barca era assicurata ma non l’equipaggio. Non ne parlo volutamente nel documentario, ma mio padre era salito sapendo di non essere assicurato. Questo è stato sempre uno dei motivi della tensione con Giovanni, soprattutto da parte di mia madre. Ognuno elabora la perdita a modo suo e per me è stato complicato superare il blocco che avevo ereditato da mia madre, perché in realtà non avevo mai avuto nessun rancore verso Soldini e il suo mondo, ero semplicemente disinteressato. Giovanni mi aveva scritto quando avevo 16 anni e io banalmente non gli avevo risposto. L’aspetto più difficile per me è che non si saprà mai cosa è successo. Il fatto di non aver mai ritrovato il corpo di mio padre non mi ha permesso di elaborare il lutto come avviene in un funerale, mio padre è scomparso lasciandomi un’angoscia latente addosso»
➣ Da piccolo suo padre era una figura mitologica o era un traditore che vi aveva abbandonato per il mare?
«Non ho mai direttamente pensato che mio padre fosse un traditore, è stato un po’ un mito perché mia madre me lo ha sempre dipinto positivamente: era un grande velista, un padre fighissimo, un ingegnere aeronautico, un architetto e un grande progettista che a soli 34 anni ha costruito per Soldini la barca più veloce del mondo, dando un contributo enorme al campo della navigazione. Più mi immergevo nel materiale d’archivio e incontravo chi lo aveva conosciuto, più mi rendevo conto di quanto era straordinario. Ho scoperto anche la sua umanità e il grande amore che nutriva per mia madre e per me. Sono però anche molto lucido sul suo senso di responsabilità: se tu hai un figlio di quattro anni a casa e non c’è un’assicurazione, non sali su una barca»
[Intervista di Hakim Zejjari, Domani – per intero qui]
DISCUSSIONI
I francesi non vogliono altre novità nel rugby
Il rugby francese si dice pronto a fare le barricate contro il rugby in versione Sportify e in particolare contro il cartellino rosso a due velocità, cioè l’espulsione a tempo da 20 minuti, dopo la quale è possibile sostituire il giocatore punito. L’Équipe spiega che dal 1848, le regole del gioco del rugby non hanno mai smesso di evolversi e di cambiare. “Questa è anche la caratteristica principale della disciplina: più di centocinquanta modifiche hanno trasformato il gioco. Dell’originale calcio-rugby è rimasto solo il marchio”. Eppure, nonostante questa apertura verso le innovazioni, il cartellino rosso a tempo e con sostituzione viene rigettata.
Abdelatif Benazzi, vicepresidente della federazione e candidato alle prossime elezioni per la presidenza di World Rugby, dice che si tratta solo di una proposta, di un esperimento che vogliono soprattutto i neozelandesi dopo aver perso la finale di Coppa del Mondo 2023 contro il Sudafrica [11-12] per un cartellino rosso mostrato a Sam Cane al 29esimo. Tuttavia, spiega, la Francia ha uno studio che dimostra come negli ultimi quattro anni il 44% delle squadre ridotte in quattordici uomini vincono lo stesso la partita. Benazzi dice di aver presentato queste statistiche e delle argomentazioni che si augura siano ascoltate. «Faremo di tutto perché questa regola non passi. Irlanda e Italia sono con noi. Ci sarà una votazione, servono 52 voti, ma se mai dovesse passare, saremo costretti ad applicarla a livello professionale. Non ci sarà invece alcun obbligo a livello amatoriale».
| IL TELECOSLALOM..
LO SPORT OGGI IN TV LA GUIDA ALLA GIORNATA
VITE OLIMPICHE 10.00 Europei tennistavolo – in streaming su Ettu Tv
LINK La manifestazione | Le partite di oggi 13.30 Golf, Andalucia Masters, terzo giro – su Sky Sport 15.20 Triathlon, World Championship Finals, gara femminile – su Triathlon Live Tv 16.00 Tiro con l’arco, Coppa del Mondo: Compound maschile – in streaming su Archery+) 20.00 Tiro con l’arco, Coppa del Mondo, finali Compound femminile – in streaming su Archery+) 20.00 Pattinaggio artistico, Grand Prix Skate America, rhythm dance – in streaming sul canale YouTube ISU 20.00 Snowboard, Coppa del Mondo: Big Air maschile e femminile a Chur – in streaming su Discovery+ e Rai Play Sport 2 21.45 Pattinaggio artistico, Grand Prix: Skate America, free program coppie artistico – in streaming sul canale YouTube ISU 23.00 Triathlon, World Tour T100 a Las Vegas, gara maschile – su Eurosport 1, Discovery+ 23.00 Golf, PGA Tour: Shriners Children’s Open, terzo giro – su Eurosport 2 00.00 Pattinaggio artistico, Grand Prix: Skate America, short program maschile – in streaming sul canale YouTube ISU 2.05 Pattinaggio artistico, Grand Prix. Skate America, free program femminile – in streaming sul canale YouTube ISU RUOTE 9.00 Rally del Centro Europa, sei prove speciali – su DAZN, Sky Sport 11.00 Superbike, GP Spagna, qualifiche – su Sky Sport 13.45 Exact Cross femminile da Essen – su Discovery+ 14.00 Superbike, GP Spagna, gara-1 – su Sky Sport e TV8 15.00 Exact Cross maschile da Essen – su Eurosport 1 18.30 Ciclismo su pista, Mondiali, – su RaiSport, Eurosport 2 12.30 – Qualificazioni 500m da fermo femminile [Miriam Vece] CHI E’ “Si avvicina al ciclismo a sei anni, quasi per gioco, per seguire l’esempio di suo fratello Gerardo. Inizialmente pedala per stare in compagnia ma la pura passione si trasforma rapidamente in un lavoro a tempo pieno. Alle porte della maggiore età si dedica esclusivamente alla pista e alle discipline veloci e, di comune accordo con il suo team e con la Nazionale, decide di gareggiare soltanto nei velodromi. La più bella soddisfazione della sua carriera la ottiene nel 2020 ai Mondiali di Berlino, dove si mette al collo il bronzo nella 500 metri a cronometro e diventa la prima italiana della storia a salire sul podio iridato in questa specialità. Nei rari momenti in cui non si trova in sella alla sua bicicletta, adora fare shopping con gli amici, passare del tempo con i propri familiari e andare al mare. Di tanto in tanto, inoltre, le piace seguire il calcio femminile, sport praticato dalla sua migliore amica. Nella vita e nello sport attraversa anche momenti molto difficili ma a lei non piace guardare al passato“. [scheda CONI] 13.04 – Qualificazioni Sprint maschile [Mattia Predomo, Stefano Moro] 13.52 – Omnium maschile. Scratch [1/4] [Simone Consonni] CHI E’ “Il ciclismo è il suo paradigma irrinunciabile, una passione nata quasi per caso intorno ai sei anni d’età. Scopre la pista in un palazzetto di Brembate grazie all’intuizione di un amico di famiglia. Successivamente riesce a far germogliare il frutto di quella scintilla, coltivando giorno dopo giorno un talento immenso. Diplomato in ragioneria, proviene da una famiglia umile ma dai grandi valori: il padre fa il falegname mentre la madre è una casalinga. Condivide l’amore per le due ruote insieme alla sorella minore Chiara che, proprio come lui, è un elemento di spicco della Nazionale. La sua avventura parte da Bergamo e, grazie alla semplicità e allo spirito di sacrificio, lo conduce fino alla conquista dei tre ori più prestigiosi (europeo, mondiale ed olimpico) nell’inseguimento a squadre. Pista o strada, invertendo i fattori, il risultato non cambia: sa sempre lasciare il segno grazie alla semplicità e allo spirito di sacrificio. Sposato dall’ottobre del 2023 con l’ex ciclista Alice Algisi, ha un’ancora tatuata sul braccio, con cui vuole ‘agganciare’ i prossimi record“ [la scheda CONI] 14.10 – 16esimi di finale Sprint maschile [ev. Mattia Predomo, Stefano Moro] 20.00 F1: GP USA, Sprint Race – su Sky Sport, TV8 00.00 F1: GP USA, qualifiche – su Sky Sport 2.00 Moto3, GP Australia, gara – su Sky Sport 3.15 Moto2, GP Australia, gara – su Sky Sport 5.00 MotoGP Australia, gara – su Sky Sport TENNIS 9.00 WTA Ningbo, semifinali – su Sky Sport e Supertennis 12.00 ATP Almaty, semifinali – su Sky Sport 14.30 ATP Stoccolma, semifinali – su Sky Sport 15.30 ATP Anversa, semifinali – su Sky Sport 18.30 Six Kings Slam: Djokovic vs Nadal – su Sky Sport, Supertennis, DAZN 20.00 Six Kings Slam: Alcaraz vs Sinner – su Sky Sport, Supertennis, DAZN ACQUE 12.00 Surf, World League Challenger Series a Saquarema, ottava giornata – su Discovery+ 12.30 Coppa del Mondo di nuoto, finali – streaming su World Aquatics Tv ed Eurovision Sport 50 DORSO MASCHILI 200 STILE LIBERO FEMMINILI 200 MISTI MASCHILI 14.10 America’s Cup: Team New Zealand vs INEOS Britannia: gara-9 ed eventuale gara-10 – su Italia 1, Sky Sport, Mediaset Infinity, il canale YouTube America’s Cup 15.00 Pallanuoto, Serie A1: Savona vs Pro Recco – in streaming su Waterpolo Channel PODEMI 12.30 Serie A femminile: Sampdoria vs Napoli – su DAZN 15.00 Serie A maschile: Como-Parma e Genoa-Bologna – su DAZN 15.00 Serie A femminile: Fiorentina vs Lazio – su DAZN 18.00 Serie A maschile: Milan vs Udinese – su DAZN 20.45 Serie A maschile: Juventus-Lazio – su Sky Sport e DAZN EUROGOL 13.30 Premier League: Tottenham vs West Ham – su Sky Sport 14.00 Liga: Athletic Bilbao vs Espanyol – su DAZN 15.30 Bundesliga: Bayer Leverkusen vs Eintracht Francoforte – su Sky Sport 16.00 Premier League: Manchester United vs Brentford – su Sky Sport 16.00 Premier League: Fulham vs Aston Villa – su Sky Sport 16.15 Liga: Osasuna vs Betis – su DAZN 18.30 Bundesliga: Bayern Monaco vs Stoccarda – su Sky Sport 18.30 Premier League: Bournemouth vs Arsenal – su Sky Sport 18.30 Liga: Girona vs Real Sociedad – su DAZN 18.45 Eredivisie: AZ Alkmaar vs PSV Eindhoven – su Mola Tv 21.00 Liga: Celta Vigo vs Real Madrid – su DAZN 21.00 Eredivisie: G.A. Eagles vs Feyenoord – su Mola Tv OVALI 13.30 Rugby, United Rugby Championship: Zebre vs Lions – su Sky Sport 16.00 Serie A: Mogliano vs Viadana – su RaiSport 20.35 United Rugby Championship: Dragons-Benetton – su Sky Sport PALAZZETTI E DINTORNI 18.00 Basket, Serie A1 femminile: Scrivia vs Brixia – su Flima Tv 18.00 Pallavolo, Serie A1 femminile: Pinerolo vs Cuneo – su Rai Play Sport 1, VBTV 19.30 Basket, Serie A maschile: Napoli vs Cremona – su DAZN 20.30 Basket, Serie A: Varese vs Trapani – su Eurosport 2 20.30 Pallavolo, Superlega: Piacenza vs Taranto – su Rai Play Sport 1, VBTV |
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