Yannik Noah si è dato al cinema

Lo avevamo lasciato a settembre capitano della Nazionale francese maschile di tennis in carrozzina ai Giochi Paralimpici, ora ritroviamo Yannick Noah attore. Al cinema. L’ultimo francese in grado di vincere il Roland-Garros tra gli uomini, anno 1983, si era già convertito con un discreto successo a una carriera da cantante: due anni fa ha pubblicato il suo dodicesimo album, Marfee. Era già apparso in un paio di piccoli ruoli, in King Guillaume di Pierre-François Martin-Laval e in Safari di Olivier Baroux, due film del 2009. Quindici anni dopo, c’è il primo vero personaggio disegnato per lui, un ruolo assai definito in C’est le monde à l’envers!, che non è un film apocalittico del generale Vannacci ma una favola ecologica di Nicolas Vanier, nelle sale in Francia da mercoledì prossimo, la storia di un uomo che vive in una capanna in riva al mare. 

Noah ne ha parlato in una lunga intervista con L’Équipe. «Sono sempre stato un po’ curioso. Mi chiedevo se sarei riuscito a farlo. A volte avevo avuto delle offerte qua e là, ma per ragioni di programmazione non era mai successo. Vanier mi ha chiamato, ho letto la sceneggiatura, potevo essere adatto al ruolo. Io sono sempre un po’ preoccupato. Questo non è il mio mondo, non posso dire: ciao, sono Yannick, lo faccio. Ma poco a poco mi sono sentito a mio agio. Ho visto il film per la prima volta un mese fa. È Insopportabile rivedersi sullo schermo. Quel che mi è piaciuto è stato fare la conoscenza di molte persone gentili, peraltro tutte appassionati di tennis, ma anche tanto di calcio. È stata una grande avventura. Avevo la felicità del principiante» 

Dal det è trapelata la notizia di un Noah che si è messo a fare l’autista quando non girava. «Cercavo di rendermi utile. Ero là e non facevo nulla. Sto raggiungendo un’età in cui hai voglia di restituire qualcosa. Questo è anche il senso del film, o del mio ruolo in ogni caso: come puoi offrire qualcosa di positivo». Comunque Noah dice che un giorno gli piacerebbe il ruolo di un cattivo, mentre viene fuori che nel 2022 ha girato in Camerun un film [Alerte di Zack Oriji] mai uscito in Francia, dove fa il ministro di Giustizia in un caso di violenza contro le donne. «In Camerun da bambino andavo al cinema. Guardavo Ercole, Maciste, i film di combattimento, soprattutto Bruce Lee. C’erano due cinema in città e proiettavano lo stesso film per due mesi. Avrò visto Operazione Drago dieci volte. In mezzo al pubblico i ragazzi parlavano, conoscevano le battute a memoria, c’era più energia in sala che sullo schermo. Invece, a Nizza non andavo mai. Non avevo tempo, non avevo soldi, non avevo il lusso di andare al cinema, e mi sentivo come se perdessi del tempo passando un’ora e mezza là dentro. A Nizza invece dovevo lottare contro il tempo» . Se interessa i suoi film preferiti sono L’Attimo Fuggente, Buongiorno, Vietnam, Qualcuno volò sul nido del cuculo, È nata una stella. «Devo averlo visto dieci volte. A un certo punto del film, Kristofferson è sul palco e dice a Barbra Streisand di unirsi a lui. Ho sempre avuto la sensazione che anche per me sarebbe stato così» 

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