Quando all’inizio accadde in Coppa Davis, la colpa fu tutta di Piqué, il calciatore, il barbaro invasore arrivato nel mondo del tennis per stravolgere la più antica fra le competizioni, la magnifica sacralità dei riti per l’insalatiera, le cinque partite in tre giorni, i cinque set: non si può, non si può, qui si finisce di giocare alle due del mattino, non è più Coppa Davis, basta, chiamiamola Coppa Piqué. Tutte le federazioni avevano votato a favore della riforma in cambio della promessa di uno sfracco di soldi, ma al momento dell’assunzione delle responsabilità è stata tua la colpa e allora adesso che vuoi, volevi diventare come uno di noi.
Piano piano, un po’ per volta, la malapianta del tennis by night ha cominciato a fiorire pure nei giardini degli Slam e dei Masters 1000, dove quel poveraccio di Piqué non c’entrava niente, allora abbiamo dato la colpa ai francesi, ma sì, parbleu, mon Dieu, je suis Catherine Deneuve, ah la France la France, questi maldestri organizzatori di tutto, fanno sempre così, alle Olimpiadi, al Roland-Garros, sono incapaci – diciamolo – perfino nell’arrestare qualche ladro nei film della Pantera Rosa. I francesi ebbero la colpa di aver fatto giocare Jannik Sinner alle due e mezza del mattino a Paris-Bercy, barbari, barbari anche loro, come la Davis di Piqué.
Poi la Davis l’abbiamo vinta dopo mezzo secolo e da allora non c’è stata più traccia di critiche alle formula, è tornato il fascino dell’antica insalatiera. Dove prima c’era depressione, scandalo e indignazione, adesso è tutto uno stile Davis e un’atmosfera Davis. Nel frattempo le partite hanno cominciato a chiudersi quasi all’alba pure altrove, tipo a Melbourne [Medvedev vs Ruusuvuori, ore 3.40], e certe volte a notte fonda finanche nel giardino romano di Angelo Binaghi al Foro Italico [Sonego vs Lajovic, ore 1.15], così – ehm – abbiamo chiuso tutti un occhio. Succede. Può capitare ovunque. A Bologna ieri il doppio di Italia-Brasile si è chiuso a mezzanotte e un quarto.
Qualche settimana fa a New York è capitato ancora. Il tema è stato ripreso da Matthew Futterman su The Athletic, dove ha scritto che “quando succedeva una volta ogni tot anni, era una simpatica stranezza dell’ultimo Grande Slam dell’anno. Quando succede più volte all’anno, anche due volte in un weekend, è un po’ meno bello. Quando i giocatori scendono in campo dopo mezzanotte, in un momento in cui praticamente nessun altro sport darebbe inizio alle competizioni, non è affatto bello”.
Certo, un elemento è l’imprevedibilità del tennis, sei avanti 7-6 5-1 40-0, quelli dietro di te mettono la borsa sulla spalla, pronti a entrare in campo, e tu ti fai rimontare da 5-1 a 5-7, vai al terzo set e il terzo set finisce al tie-break. Con chi te la vuoi prendere? “Questo sport non si gioca al comando di un orologio”, dice Futterman – e i direttori dei tornei hanno imparato che quando si comincia a giocare alle 11 del mattino, le tribune sono vuote. Che si fa?
Zheng Qinwen e Donna Vekic hanno finito alle 2.15 di notte agli ultimi US Open. Era solo qualche minuto dopo l’orario di fine del terzo turno tra Aryna Sabalenka ed Ekaterina Alexandrova all’inizio della prima settimana. “È questo il tipo di record che vogliamo?” si domanda The Athletic. Quando gli impegni con i media sono terminati, la routine dei massaggi è terminata, il viaggio verso l’hotel è finito, guardi l’orologio e probabilmente si sono fatte le 4 del mattino.
“Ci sono delle spiegazioni per queste partite così lunghe – dice Futterman – i cambiamenti nella tecnologia delle racchette e delle corde, la migliore preparazione atletica, l’ingolfamento delle sessioni serali”. Gli incontri maschili del Grande Slam sono più lunghi del 25% rispetto al 1999. Forse c’è bisogno di cambiare qualcosa, anche se Piqué adesso fa il barbaro invasore a casa sua, si reinventa il calcio con la King’s League e mette sotto contratto perfino Lamine Yamal. Quando le sessioni pomeridiane si allungano e le sessioni serali iniziano in ritardo, non ne parliamo. In mezzo c’è l’uscita del pubblico, la pulizia dello stadio, l’ingresso di un pubblico nuovo. Del resto, anche Il montepremi è arrivato a un record, 75 milioni di dollari quest’anno, e i giocatori vogliono continui a crescere, c’è bisogno che pure le entrate lo facciano. Due partite serali all’Arthur-Ashe Stadium portano soldi. Lo US Open e la ESPN hanno annunciato un nuovo accordo di 12 anni fino al 2037, per un valore di 2,04 miliardi di dollari, 170 milioni di dollari all’anno, più del doppio del valore annuale dell’accordo di oggi. Ma l’accordo non prevede l’obbligo di tenere due partite durante la sessione notturna, la sessione di NY che permette di offrire tennis in prima serata anche a LA. “Gli spettatori comprerebbero i biglietti serali per una sola partita, o per due partite femminili?” si domanda Futterman.
Per la prima volta nel 2024 la federazione americana ha introdotto una politica per le partite in ritardo. Consente all’organizzazione di spostare i match che rischiano di iniziare chissà quando. Ma Sabalenka ed Alexandrova hanno iniziato lo stesso a mezzanotte, dopo la vittoria di Popyrin su Novak Djokovic, quando gli organizzatori hanno confessato di non essersi resi conto del ritmo del gioco. Avevano deciso di spostare il match in caso di quinto set.
“Giocare in uno stadio quasi vuoto alle 11 del mattino – dice The Athletic – potrebbe essere offensivo, ma non minaccia le possibilità di un giocatore di vincere al turno successivo come succede invece dopo una notte di sonno persa”. Wimbledon rispetta il coprifuoco delle 23. Quando fa buio, danno il bacio della buonanotte a chi sta in campo e se ne parla l’indomani. Ma ai tornei del Grande Slam in genere non piace, perché comporta la perdita del giorno di riposo,
Billie Jean King ha una soluzione. Dice che bisogna eliminare il tennis in cinque set per gli uomini. Vorrebbe vedere sempre partite in tre set la prima settimana, uomini e donne, e poi in cinque set dai quarti di finale in poi, uomini e donne. La sua idea sta piacendo, soprattutto in ambito WTA. Se fosse una calciatrice, si prenderebbe fischi e pernacchie. Dopo la Coppa Piqué, verrebbe fuori la Coppa King, anzi la Billie Jean King Cup [ehm, che in effetti adesso esiste].