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SABATO 27 LUGLIO 2024
GIORNO #1 DELLE OLIMPIADI
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AVREMO SEMPRE PARIGI
Grazie Parigi, capace di sognare e trasgredireCome a noi invece non riesce più«Non ne posso più di tutto questo pessimismo» Tony Estanguet
Quando Céline Dion ha finito, quando ha soffiato l’ultima nota dell’Hymne A L’Amour di Edith Piaf davanti a una mongolfiera che si era sollevata portando il sacro fuoco di Olimpia nel cielo sopra la Senna, quando ha sfiorato la perfezione dopo due anni di silenzi e di concerti cancellati per la sua condizione neurologica incurabile che le causa spasmi muscolari, anche alle corde vocali – ecco, quando sotto il temporale ha soffiato l’ultima nota del pezzo per il suo amore pugile perduto, allora è arrivato il momento dei singhiozzi, pensando a chi ha amato la Francia e non ha potuto vederla in una notte così. Parigi, quanto sei bella quando ti prendi in giro da sola, quando metti in scena un fisarmonicista sul Pont d’Austerlitz e una donna che balla con un vestito fatto di croissant, quando una dozzina di Marie Antoinette senza testa ballano alle finestre de La Conciergerie, dove l’ultima regina del paese è stata imprigionata prima di andare incontro alla ghigliottina. Quanto sei bella quando lasci intravedere la simbologia dietro la scelta di una mongolfiera, forse per ridere di voi e di noi, di noi che vi pensiamo come dei palloni gonfiati. Parigi, quanto sei bella quando ti accompagni a un comico franco-marocchino [Jamel Debbouze] e a una stella del calcio franco-algerina [Zinedine Zidane], quando li fai incontrare per consegnare la torcia olimpica a un gruppo di ragazzi che hanno attraversato di corsa i tuoi quartieri. Quanto sei bella quando fai sfilare sulla Passerelle Debilly drag queen e giovani stilisti, una ragazza italiana che sempre sorride con le sue mani bioniche e le sue protesi alle gambe, una pop star nata in Mali e cresciuta nei sobborghi più trascurati di Parigi [Aya Nakamura] che fa una pernacchia all’estrema destra, dalla quale non era ritenuta un simbolo della francesità. Con il suo slang multilingue in cui canta, allora l’hai mandata di fronte all’Académie Française, l’arbitro della lingua del paese, accompagnata dalla banda musicale della Guardia Repubblicana. Tutto questo a neppure 24 ore da un attacco incendiario, un sabotaggio a tre linee su quattro del TGV, con 800mila persone bloccate nelle stazioni. Maestà, il popolo non ha più treni. Che prendano i bateaux-mouches. |
ARTEFICI
Embed from Getty ImagesIl triello nel nuoto alle nove di seraÈ probabilmente la finale di nuoto più attesa ai Giochi di Parigi e non dovremo aspettare molto per vederla. Stasera, qualche minuto prima delle nove, vanno in scena tre donne che hanno detenuto il record mondiale nei 400 stile libero. Il perfetto triello sergioleonino. L’australiana Ariarne Titmus, 23 anni, è la medaglia d’oro olimpica in carica e la favorita. L’americana Katie Ledecky, 27 anni, ha vinto l’oro nei 400 stile libero alle Olimpiadi di Rio. Summer McIntosh, 17 anni, ha stabilito il record mondiale nel 2023 prima che Titmus se lo riprendesse. C’è finanche una guastafeste acquattata nell’ombra, la ventenne neozelandese Erika Fairweather, terza davanti a McIntosh ai Mondiali 2023. Quella finale a Fukuoka venne presentata più o meno come quella di oggi, pubblicizzata come una specie di gara del secolo, ricorda The Athletic, “ma fu piuttosto deludente” secondo Nicole Auerbach. McIntosh aveva solo 14 anni ai Giochi di Tokyo, la più giovane canadese di sempre. Negli anni successivi ha vinto 4 medaglie d’oro ai Mondiali [nei 200 farfalla e nei 400 misti sia nel 2022 sia nel 2023], più un argento e tre bronzi. Si allena a Sarasota, in Florida, e a febbraio ha battuto Katie Ledecky negli 800 stile libero, infliggendo all’americana la prima sconfitta sulla distanza in più di 13 anni, con un tempo [8:11.39] che le avrebbe fatto vincere l’oro a Tokyo. Ma McIntosh non nuoterà gli 800 stile libero a questi Giochi, nonostante il suo programma sia fitto. È iscritta ai 400 stile libero, ai 200 farfalla, ai 200 misti e ai 400 misti, la specialità di cui detiene il record mondiale. Il suo allenatore Brent Arckey dice che la pressione è necessaria se vuoi fare grandi cose. «C’è un lato malsano in questo – ammette – ma lei è circondata da persone grandiose». Un tipo a cui non manca l’autostima. “È la gara che tutto il mondo vuole vedere” strilla il Wall Street Journal, la gara di Katie Ledecky contro “due nuotatrici mostruose che lei stessa ha contribuito a creare”. Quattrocento metri in cui si incrociano il passato, il presente e il futuro del nuoto. Ma tutto nasce da lei, l’americana che può diventare in questa edizione dei Giochi la donna con più ori di sempre, davanti alla ginnastica sovietica Larissa Latynina. “Il successo di Ledecky nelle gare sulla lunga distanza viene dalla sua capacità di trattarle come fossero degli sprint. La maggior parte delle nuotatrici deve trattenersi nelle prime vasche per evitare un dolore insopportabile alla fine. Non Ledecky. Lei migliora man mano che la gara si allunga. Le sue strategie aggressive sono il suo superpotere. Le ha usate per stabilire un catalogo lungo di record mondiali. Ha creato un modello da seguire per le generazioni future. Chiamiamolo Effetto Ledecky. Le bambine che andavano alle elementari quando lei vinceva il suo primo oro olimpico nel 2012 ora sono le sue avversarie”. La cornice generale è la sfida USA vs Australia. “Negli ultimi anni – scrive Elsa de La Roche Saint-André – la Cina ha cercato di fare da guastafeste, anche se ciò ha significato flirtare con la legalità, come rivelato dagli scandali doping che hanno coinvolto i suoi nuotatori. Ma senza mai riuscire a detronizzare americani e australiani, i re e le regine del nuoto mondiale. Ogni quattro anni, in occasione dei Giochi olimpici, si svolge una guerra tra le due ex colonie britanniche”. Gli USA sono usciti storicamente vincitori dal confronto. Dai primi eventi del 1896 hanno vinto 257 medaglie d’oro [578 in totale], quasi quattro volte di più dei loro avversari dell’Oceania [69 d’oro e 212 in totale]. L’unica volta in cui l’Australia è arrivata davanti fu nel 1956, in casa sua a Melbourne. Eppure spira un vento favorevole. La scorsa estate, ai Mondiali, la corsa all’oro è finita 13 a 7 per l’Australia, così gli USA si sono messi a fare il conteggio complessivo gné gné, dicendo che era finita 38 a 25. Da quando la supremazia USA è stata messa a rischio, questa roba in piscina viene chiamata Duel in the pool. Il Guardian ha riferito che durante i Trials USA tutti i partecipanti ricordavano il video dell’ex campionessa australiana Cate Campbell, che prendeva in giro i campanacci delle mucche usati dagli americani per incoraggiarsi a vicenda a bordo piscina. Se li sono legati al dito, anziché al collo. |
| FIGURINE
IL FASCINO DEI NADALCARAZ Eppure, secondo il Wall Street Journal, il biglietto più ambito a questi Giochi, si vende al tennis, ai campi del Roland-Garros, dove tutti vorranno vedere Nadalcaraz, il doppio dei doppi. “Chi serve per primo?” si domanda Jason Gay, mettendo in fila una serie di coppie che sono state coppie prima di iniziare a litigare, da Tom e Jerry a Simon e Garfunkel. “Se sei un fanatico del tennis – si legge – lo sai come ci si sente. È difficile pensare a una coppia olimpica più glamour e poetica.Un malconcio di 38 anni e uno sprite di 21: il glorioso passato e il glorioso futuro che giocano sotto la stessa bandiera, dalla stessa parte, puntando all’oro sulla superficie più romantica del tennis: scusaci, Wimbledon”. Tuttavia, considera Gay, è difficile immaginare che siano sulla stessa lunghezza d’onda sin dal principio del torneo. “I giocatori di doppio devono essere anche un po’ fuori di testa. Come giocheranno Nadal e Alcaraz? Saranno aggressivi? Giocheranno sulla linea di fondo? Chi ha la volée migliore? Chi ha il pallonetto migliore? Cosa ha ancora nel serbatoio Rafa? Nadal e Alcaraz insieme in doppio. Non avrei mai pensato di vederlo. Merci, Paris”. |
LA DOMANDA DI STAMATTINA
A quanti anni si può gareggiare alle OlimpiadiRisposta: dipende. Alcuni sport come tuffi, ginnastica, lotta e pugilato hanno un’età minima per la partecipazione [14, 16, 19], altri come skateboard, surf e tennistavolo non presentano restrizioni. Lo skateboard ha fatto il suo debutto ai Giochi di Tokyo 2021 e il suo ingresso è stato pensato proprio per attrae un pubblico particolarmente giovane. La finlandese Heili Sirvio e la giapponese Hasegawa Mizuho hanno 13 anni, la cinese Zheng Haohao scende fino a 11. The Athletic ci ricorda che l’esibizione bambina più famosa alle Olimpiadi è stata quella di Nadia Comaneci, che ricevette una serie di 10 dai giudici ai Giochi di Montreal del 1976, quando aveva 14 anni. Lo skateboard in realtà si presenta come lo sport degli estremi, perché accanto alle sedicenni Sky Brown e Lola Tambling appare Andy Macdonald che ne compie 51 anni la prossima settimana. La boxe ha introdotto anche un’età massima, 39 anni. Un permesso speciale è stato concesso alla finlandese Mira Potkonen, che aveva 40 anni a Tokyo quando le Olimpiadi erano state posticipate di un’estate a causa del covid. Il calcio è per gli Under-23. Nel Regno Unito bisogna avere almeno 20 anni per la maratona e almeno 18 per lanci, eptathlon, decathlon e 10mila metri. A Parigi dovremmo vedere la diciassettenne Phoebe Gill negli 800 e il 16enne americano Quincy Wilson nella staffetta 4×400. Anche i minorenni vivono al Villaggio? Il CIO chiede degli accompagnatori per gli under-16. Quest’anno sono stati aggiunti anche due accrediti ulteriori per degli psicologi. Gli Under-18 possono soggiornare al Villaggio, la decisione dipende da ogni singolo paese. L’Australia ha deciso che le tre atlete più giovani del suo team [Arisa Trew e Chloe Covell, entrambe di 14 anni, e Ruby Trew, quindicenne, tutte skater] alloggeranno in un hotel: lo riferisce il Guardian. |
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