Mi manda Messi, mi manda Cristiano. Le foto da predestinati di Lamal e Mbappé

EURO 2024

Se da piccolo capita che sia Leo Messi a farti il bagnetto, puoi prenderlo come un segnale, qualcosa che sta a metà strada fra il misticismo e il simbolismo. Una vasca di plastica color petrolio non è certo il fiume Giordano, non puoi spacciare quel che accade per una sorta di battesimo tra chi annuncia e chi è annunciato, eppure nella foto che sta girando in rete, nella foto in cui Messi fa il bagnetto a Lamine Yamal è fatale che il circo della comunicazione ci veda qualcosa di frizzante, alla vigilia di Spagna-Francia in Germania, proprio poche ore prima che Messi giochi la sua semifinale di Coppa Amèrica contro il Canada negli USA.

È stata una foto difficile da scattare, racconta l’autore Joan Monfort a The Athletic. Il giovane Messi era ancora nella fase io-sono-timido, e quel neonato in una vasca di plastica piena d’acqua lo imbarazzava. Gli diede dei grattacapi. Era imprendibile. Fin da allora.

Siamo nel dicembre del 2007, il piccolo Lamine aveva sei mesi e il Barcellona stava mettendo in vendita un calendario per devolvere l’incasso in beneficenza all’Unicef e altre ONG catalane. I calciatori della prima squadra insieme a dei bambini, centinaia di bambini coinvolti nell’iniziativa. La maggior parte delle foto è stata dimenticata per anni, possono essere un ricordo giusto dentro le famiglie di appartenenza. Ma il caso ha voluto che il bimbo Yamal fosse finito in coppia con il ventenne che avrebbe poi vinto il Pallone d’Oro otto volte. Così la foto del bagnetto è uscita dai cassetti grazie alla manina accorta di Mounir Nasraoui, il padre di Yamal. 

 

Il fotografo racconta che in quegli anni si assicurava che madri e padri ricevessero una copia dei suoi scatti, in questo caso, ricorda, ci tenne in modo particolare perché la povera madre di Yamal era venuta da piuttosto lontano, la città di Matarò, a nord-est di Barcellona. All’epoca lui lavorava per Diario Sport, oggi continua a far foto per Diario AS. È stato avvertito da un collega, oh guarda che la tua foto fa il giro del mondo. Questo è il momento di chiedere un aumento. 

Il Fattore Yamal. Così lo chiama Giulia Zonca su La Stampa, definendo il 17enne l’unico che ha lasciato il segno nel torneo“. Scrive: Da troppo il calcio guarda più che altro alle carriere allungate, alle prestazioni infinite e per uno scintillante Pepe, che a 41 anni ancora fa la differenza nel Portogallo, in tanti fanno valere l’esperienza come dato acquisito.  Alla vigilia della semifinale Yamal è andato dal parrucchiere a farsi rasare saette all’attacatura del collo, acconciatura da sedicenne per un atteggiamento che non ha età.  Generazione alfa: età che ha un nome, non ancora una definizione ma di sicuro ha già una faccia.

L’ALTRO CON L’ALTRO

Così siamo pari, anche la Spagna ha un calciatore benedetto fin da bambino in una foto. Non c’è più solo quell’ex moccioso di Kylian Mbappé che se ne va in giro a fare il fenomeno e a mostrare la foto di quando volle incontrare Cristiano Ronaldo, mettendosi a frignare perché inizialmente non era possibile. L’altra sera, proprio per la partita contro il Portogallo, ha invitato allo stadio l’uomo che fece da intermediario e aiutò il contatto. Gira e rigira anche per procura siamo a Ronaldo vs Messi. 

Solo che. Ecco, come dirlo. La stella cadente di Ronaldo gli si è appiccicata addosso in questo torneo. Mbappé si è spaccato il naso, sta giocando con una maschera e non riesce a segnare.

Il Wall Street Journal dall’America parla di super potere in declino. Era un supereroe, ma prima di indossare la maschera.  Era pronto a terrorizzare le difese europee e a fare miracoli davanti alla porta. Insieme alla sua bravura sta evaporando l’intero attacco francese” – che in cinque partite a questi europei non ha ancora segnato su azione, avanzando con due autogol, un rigore e una serie andata ai rigori.

Non rimane che affidarsi alle suggestioni del passato, quanto lo sappiamo bene, noi italiani. Se spunta un Calafiori è un altro Cabrini. Se in un girone stentiamo, quant’era bella Vigo. Così stamattina in Francia, Vincent Duluc su L’Equipe dice: E se Mbappé si ispirasse a Zidane del 1998?”. Nel senso che in quel Mondiale Zizou fu travolgente in finale contro il Brasile, senza aver mai segnato prima, al contrario che nei tornei del 2000 e del 2006 quando fu travolgente e contagioso”. Solo che Mbappé, dice Duluc, farebbe meglio a non aspettare la finale di domenica per rilanciarsi, meglio stasera, il domani non esiste.

UNO SCONTRO DI STILI

Deschamps è nervosetto. A un inviato svedese che gli ha parlato di squadra noiosa, ha risposto che se si annoia a guardare la Francia, può anche fare qualcos’altro.

Dalla Spagna gli risponde Alfredo Relano, il decano del giornalismo calcistico nel paese. Nella sua colonna su As scrive che Didier preferisce la solidità, e visto che le cose gli sono andate bene ha ragione. Certo, è suo diritto organizzare come vuole la squadra che gli è stata affidata, ma gli stratagemmi con cui organizza la Nazionale verrebbero meglio se non avesse buoni giocatori con cui fare altro. Invece i giocatori li ha. De la Fuente, con la Spagna, fa il contrario. Non ha dei fuoriclasse, ma maneggia le sue carte con coraggio e vince le partite”.

C’è un passaggio dedicato al povero MORATA [la Gazzetta scrive che va al Milan – è presentata come la notizia del giorno nello sport mondiale], un Morata che è sempre triste perché guarda i meme. Se ti senti attaccato – gli dice – qualcuno dovrebbe metterti in contatto con Julio Salinas, il nazionale più criticato della nostra storia, ma che ha saputo gestire la situazione. Morata è un grande giocatore, al quale fa male questo profilo lamentoso, perché diventa una nebbia nella quale offuscare le sue meravigliose prestazioni”.

In effetti è uno scontro di stili, scrive El Pais, tra la vistosa Spagna e una Francia funzionale. La Spagna di questa nuova età, che alcuni chiamano magia, altri verticalità, tutti chiamano Nico Williams e Lamine Yamal dice Juan I. Irigoyen. Mentre quattro club campioni d’Europa ronzano proprio intorno a Nico Williams [Barcellona, Bayern, Chelsea e Liverpool], Marca ripercorre la storia di tutti i precedenti, a cominciare dal primo scontro diretto giocato nel 1922, con il sindaco di San Sebastián fra i 10.000 spettatori, la Spagna vinse 0-4 a Bordeaux. Prima della palla al centro, le squadre deposero un mazzo di fiori presso il monumento dedicato ai caduti della Grande Guerra” [QUI]

 

TITOLI    

Repubblica: “Bellingham, Mbappé o il bionico Rodri. Un posto a Berlino vale il Pallone d’oro” – Spettacolo penalizzato dalle troppe partite Rispetto a 30 anni fa un big ha già giocato 2 mila minuti in più   Paolo Condò ha scritto: ” Il più presente contando i minuti, però, è l’indistruttibile Rodri, 5.321’ in 61 partite nelle quali non è uscito praticamente mai. Scelta logica se considerate che nel City è rimasto imbattuto per la bellezza di 74 partite. Rodri è l’anima bionica della Spagna di Luis De la Fuente, la nazionale più bella vista fin qui, e la lunga carriera del c.t. nelle rappresentative giovanili spiega la qualità del gioco: i suoi interpreti non l’hanno appreso nei quindici giorni prima del torneo, in buona parte lo praticano assieme da quando erano ragazzini”

El Pais: Aprire gli occhi – Galder Reguera ha scritto: Ci sono degli agitatori in rete che discutono della españolidad di Nico y Lamine. Conserviamo la speranza che aprano gli occhi e ripongano questi discorsi di odio

Repubblica: Giochi senza frontiere, l’ora dei semifinalisti partiti da lontano” – Metà dei calciatori ancora in corsa proviene da un’altra terra: 22 francesi, 13 inglesi, 16 olandesi e 4 spagnoli Emanuele Gamba ha scritto: “La cosa bella è non farci più caso. La storia più particolare è quella di Camavinga: il padre, un angolano-congolese, e la madre, angolana, scapparono dalla guerra nella Repubblica Democratica del Congo e si rifugiarono in un campo profughi di Miconje, nella regione di Cabinda, un’enclave dell’Angola stretta tra i due Congo: il piccolo Eduardo venne messo al mondo lì”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.