Tour 2024, Wimbledon, Europei | Cosa leggere, cosa sapere, cosa succede | LIVE 9 luglio

 

 

MARTEDI 9 LUGLIO 2024

#17 GIORNI ALLE OLIMPIADI

 

IN CIMA AI PENSIERI

 

Sono i loro colori che bisogna guardare, il nastro nero sul cuore così bianco di Elena Svitolina, le palpebre gialloblù di Yaroslava Mahuchikh, la prima in corsa per un posto in semifinale a WImbledon – sarebbe la terza per lei sull’erba e la quarta in uno Slam – l’altra salita a 2 metri e 10 da terra, sotto il cielo di Parigi, nuovo primato del mondo di salto in alto, tutt’e due in missione per l’Ucraina.

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Dall’Afghanistan arriva invece la notizia che il governo talebano non riconosce come rappresentanti del paese le tre atlete invitate dal CIO ai Giochi di Parigi, in consultazione con il comitato olimpico nazionale afghano, in gran parte in esilio. «Solo tre atleti rappresentano l’Afghanistan» ha detto Atal Mashwani, portavoce della direzione sportiva del governo talebano. I tre maschi.

La sua logica è stringente. «Attualmente, in Afghanistan gli sport femminili sono stati sospesi. Quando non si pratica lo sport femminile, come possono le donne far parte di una nazionale?».

Tutte e tre le donne più due degli uomini invitati vivono fuori dall’Afghanistan. L’unico che si allena nel paese è un judoka, secondo la ricostruzione di Inside the Games, gli altri selezionati vengono da atletica e nuoto. Le donne gareggeranno invece nell’atletica e nel ciclismo.

Le Nazioni Unite hanno descritto le restrizioni del governo talebano come un apartheid di genere. Il CIO ha bandito l’Afghanistan dai Giochi nel 1999, durante il primo periodo dei talebani al governo, Il paese era stato reintegrato con la loro cacciata seguita ai fatti dell’11 settembre, i Giochi di Parigi sono i primi dopo il loro ritorno al potere. Stavolta il CIO ha adottato un approccio diverso, formando una squadra afghana con un sistema che garantisse una rappresentanza uguale a quella di tutte le altre 206 nazioni del comitato. 
Il portavoce Mark Adams ha detto il mese scorso che gli unici interlocutori del CIO sono i membri del comitato olimpico in esilio. Ma il CEO del comitato afghano, Dad Mohammad Payenda Akhtari, ancora residente nel paese, ha precisato che il suo comitato si è coordinato con le autorità talebane per la selezione dei nomi maschili, atleti sostenuti da borse di studio.

Gareggeranno sotto la bandiera nera, rossa e verde del vecchio governo sostenuto dall’Occidente, crollato dopo il ritiro delle truppe statunitensi dal paese tre anni fa. Da quando è tornato al potere nel 2021, il governo talebano ha imposto restrizioni per le donne non solo nello sport, prevedendo la loro esclusione anche dalle scuole secondarie e dalle università. 


TENNIS

QUANDO NON SEI SINNER, NON PUOI NEPPURE FARTI MALE

VIA AI QUARTI DI FINALE

  IL TORNEO DI WIMBLEDON

Ripetiamo insieme e ripassiamo. Quando le giocatrici tornano da un infortunio durato sei mesi o più, dispongono di una classifica protetta, quella che avevano all’ultimo evento in cui hanno ricevuto un premio in denaro. Con questo ranking congelato possono partecipare a otto tornei in un anno, oppure a 12 se sono state fuori più di un anno, ma solo due di queste iscrizioni possono essere utilizzate nei tornei dello Slam. È il motivo per il quale Paula Badosa ha scelto di saltare le Olimpiadi, riservandosi i jolly per andare a Wimbledon e agli US Open. Tra gli uomini funziona allo stesso modo, ma con criteri differenti. La classifica protetta scatta dopo sei mesi d’assenza: può essere utilizzata per i primi nove eventi giocati al suo ritorno, oppure 12 se è stato fuori più di un anno.

Ripetiamo insieme e ripassiamo perché gli infortuni sono sempre in mezzo a noi, addirittura ce ne sono stati due nello stesso giorno d’apertura degli ottavi di finale a Wimbledon, Dimitrov tra gli uomini, Madison Keys tra le donne. Sui prati londinesi in tutto fanno otto. Nel tabellone maschile si sono ritirati al primo turno Karatsev, al secondo Hurkacz e Kokkinakis, al terzo Pouille – che aveva usufruito del ko di Kokkinakis, al quarto Dimitrov. Le donne hanno cominciato al secondo turno con Osorio, al terzo c’è stata Bouzas Maneiro, al quarto Madison Keys

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EURO 2024

MI MANDA MESSI, MI MANDA RONALDO: LE FOTO PROFETICHE DI LAMAL E MBAPPE’

LA PRIMA SEMIFINALE

Se da piccolo capita che sia Leo Messi a farti il bagnetto, puoi prenderlo come un segnale, qualcosa che sta a metà strada fra il misticismo e il simbolismo. Una vasca di plastica color petrolio non è certo il fiume Giordano, non puoi spacciare quel che accade per una sorta di battesimo, eppure nella foto che sta girando in rete, nella foto in cui Messi fa il bagnetto a Lamine Yamal è fatale che il circo della comunicazione ci veda qualcosa di frizzante, alla vigilia di Spagna-Francia in Germania, poche ore prima che Messi giochi la sua semifinale di Coppa Amèrica contro il Canada negli USA.

È stata una foto difficile da scattare, racconta l’autore Joan Monfort a The Athletic. Il giovane Messi era ancora nella fase io-sono-timido, e quel neonato in una vasca di plastica piena d’acqua lo imbarazzava. Siamo nel dicembre del 2007, il piccolo Lamine aveva sei mesi e il Barcellona stava producendo un calendario per devolvere l’incasso in beneficenza all’Unicef e altre ong catalane.  I calciatori della prima squadra insieme a dei bambini. Centinaia di bambini sono stati coinvolti nell’iniziativa, la maggior parte delle foto è stata dimenticata per anni, sono un ricordo giusto dentro le famiglie. Il caso ha voluto che il bimbo Yamal fosse finito in coppia con il ventenne che avrebbe vinto il Pallone d’Oro otto volte. La foto del bagnetto è uscita dai cassetti grazie alla manina di Mounir Nasraoui, il padre di Yamal. 

 

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TITOLI    

Repubblica: “Bellingham, Mbappé o il bionico Rodri. Un posto a Berlino vale il Pallone d’oro” – Spettacolo penalizzato dalle troppe partite Rispetto a 30 anni fa un big ha già giocato 2 mila minuti in più   Paolo Condò ha scritto: ” Il più presente contando i minuti, però, è l’indistruttibile Rodri, 5.321’ in 61 partite nelle quali non è uscito praticamente mai. Scelta logica se considerate che nel City è rimasto imbattuto per la bellezza di 74 partite. Rodri è l’anima bionica della Spagna di Luis De la Fuente, la nazionale più bella vista fin qui, e la lunga carriera del c.t. nelle rappresentative giovanili spiega la qualità del gioco: i suoi interpreti non l’hanno appreso nei quindici giorni prima del torneo, in buona parte lo praticano assieme da quando erano ragazzini”

El Pais: Aprire gli occhi – Galder Reguera ha scritto: Ci sono degli agitatori in rete che discutono della españolidad di Nico y Lamine. Conserviamo la speranza che aprano gli occhi e ripongano questi discorsi di odio

Repubblica: Giochi senza frontiere, l’ora dei semifinalisti partiti da lontano” – Metà dei calciatori ancora in corsa proviene da un’altra terra: 22 francesi, 13 inglesi, 16 olandesi e 4 spagnoli Emanuele Gamba ha scritto: “La cosa bella è non farci più caso. La storia più particolare è quella di Camavinga: il padre, un angolano-congolese, e la madre, angolana, scapparono dalla guerra nella Repubblica Democratica del Congo e si rifugiarono in un campo profughi di Miconje, nella regione di Cabinda, un’enclave dell’Angola stretta tra i due Congo: il piccolo Eduardo venne messo al mondo lì”

   IL CALCIO IN ITALIA

TITOLI    

Corriere della sera: Tanto coraggio. Ora però serve l’ombrello Ibra” – Arianna Ravelli si occupa in un editoriale del Milan e della nuova situazione, Fonseca allenatore e trattativa per Morata. Ha scritto: La comunanza di intenti, l’idea di una strategia condivisa sul mercato con Ibrahimovic (sempre più voce del Milan e decisamente convinto della scelta di Fonseca: non è vero che Ibra avrebbe scelto altri profili) sono le notizie più positive per i tifosi che, oggi, aspettano il nuovo corso rossonero con la freddezza di questo strano luglio milanese. La vicinanza, anche fisica, vista ieri, tra Paulo e Ibra dovrà però concretizzarsi ogni giorno a Milanello davanti ai giocatori e fuori davanti ai microfoni, soprattutto se l’avvio non dovesse essere dei più facili, cosa da mettere in conto quando si cambia.

Corriere della sera: Il nuovo vento della A. Cambiano 13 panchine. L’ambizione di Thiago e la grinta di Conte – Abbiamo perso 10 scudetti tra Allegri, Mou, Sarri e Pioli

 


    RUOTE..

LA FERRARI HA PERSO UN ALTRO PEZZO

TITOLI    

Repubblica: “La Ferrari senza pace, tempo e soldi persi, si dimette il dt Cardile”  Dopo il flop a Silverstone il capo dell’area telaio va in Aston Martin Da ottobre arriva Loic Serra, si complica l’obiettivo Adrian Newey Alessandra Retico ha scritto: “L’ultima cosa che sarebbe servita, è proprio il vuoto tecnico che si apre con la partenza di Cardile. Uno dei genitori della monoposto. Vasseur assumerà il ruolo ad interim. Una confusione cui forse la squadra non era preparata. Stroll sta facendo una corte serratissima (con 100 milioni per 4 anni) ad Adrian Newey, l’aerodinamico geniale che ha lasciato la Red Bull F1 pur con incursioni (era nel garage blu in Gran Bretagna) e che dirà addio alla squadra definitivamente nel 2025. C’è anche la Ferrari nella corsa a prenderlo, anche se ultimamente le chance di spuntarla sembra si siano ridotte. 

Corriere dello sport-stadio: “La Ferrari implode” in piena crisi tecnica Maranello perde altri pezzi: questa decisione  che l’ha presa   in contropiede la costringe   a reinventare  la squadra mentre accelera il progetto 2025. Una voce: l’ha chiamato all’Aston proprio Newey, in cui la Rossa spera… A ottobre arriverà Serra da Mercedes ma il francese non ha profilo da d.t.

 

    TOUR DE FRANCE

Il Tour de France si rimette in marcia da Orléans con la più bassa percentuale di ritirati dopo la prima settimana dal 2005 in avanti. Stamattina non è ripartito il russo senza-bandiera Vlasov, così il tasso delle rinunce salirà dall’1.7% di ieri al 2.2%, contro il 10% del 2021 e del 2012. Un anno fa eravamo al 4%. Prima di Vlasov si erano fatti da parte Michele Gazzoli, Casper Pedersen e Mads Pedersen. 

Ricominciamo con Pogacar in vantaggio di 33 secondi su Evenepoel, 1:15 su Vingegaard, 1:36 su Roglic, 2:16 su Ayuso. Oggi c’è spazio per i velocisti o per chi avesse voglia di scompaginare il copione. Finora abbiamo avuto una crono, tre sprint di gruppo, due di un gruppetto, un arrivo in coppia di due compagni di squadra, due arrivi in solitaria con 14 e 19 km percorsi.  

Gli ultimi 60 km di corsa sono esposti ai venti e ai ventagli.  L’ultima volta che Saint-Amand-Montrond ha ospitato un arrivo era il 2013, Mark Cavendish era il più grande sprinter del suo tempo e vinse per la 25esima volta al Tour. La rivista Rouleur mette il suo nome tra quelli che oggi potremmo veder sfrecciare con le braccia alzate sul traguardo, ma dietro Jasper Philipsen – indicato come il favorito numero uno, finora fermo a zero.  L’anno scorso ha dominato gli sprint. Quest’anno è una storia diversa. La squadra lo ha guidato in modo eccellente, ma a Philipsen è mancato lo slancio vincente.

Altri nomi possibili: Biniam Girmay e Dylan Groenewegen – che già ce l’hanno fatta e sono caldi. E poi: Arnaud De Lie, Alexander Kristoff, Fabio Jakobsen, Sam Bennett, Pascal Ackermann, Arnaud Démare, Phil Bauhaus e Byran Coquard)

 

VOCI

IL FIGLIO DI CAVENDISH GIOCA A ESSERE POGACAR

 

➣  Fra lei e il traguardo, mercoledì a Saint-Vulbas, non c’era più niente se non altri 11 colpi di pedale. Vorremmo riviverli con lei.
Mentre pedalavo, non sentivo niente. Nello sprint è tutto abbastanza clinico. Non c’è sentimento. Non c’è emozione fino a quando tagli la linea… No, non devi nemmeno oltrepassare la linea. I velocisti lo sanno se hanno vinto o no. Che siano dieci metri o dieci centimetri prima della linea, lo sai se hai vinto. Per me è stato quando ho iniziato a sentire il dolore, proprio davanti al logo Skoda dipinto per terra. È stato allora che ho capito che non c’era più nessuno intorno. Sapevo di aver vinto. È solo lì che arriva l’emozione. Tutta la mia carriera è stata così. Sento un’emozione enorme dopo il traguardo perché l’ho repressa fino a un attimo prima. Potrei chiamarla estasi, oppure gioia come l’altro giorno. O qualche volta si tratta di delusione. Tutto è amplificato. Ho cercato qualcuno del team e la prima persona che ho visto è stata Vitaly Abramov, il responsabile delle comunicazioni. Rincorri un record per anni, sai tutto quel che hai fatto per raggiungerlo e alla fine subentra… non so dirlo… forse sollievo non è la parola giusta, non riesco a trovarne una. Non so se esiste questa parola. È una forma di realizzazione, completa. Dovevamo fare la storia e l’abbiamo fatta. È difficile anche solo da comprendere l’idea di mettere tutto insieme per scrivere la storia e farcela davvero, forse non ci sono parole.

➣ Dietro il podio ha incontrato Tadej Pogacar e gli ha detto: “Non superare il mio record”. Cosa c’era in quelle parole?
È solo uno scherzo. Volevo dimostrargli il mio rispetto, per quello che fa. Uno dei più grandi corridori di tutti i tempi. E ha solo 25 anni. Più che un campione è un bravo ragazzo. Un bravo ragazzo con tutti coloro che lo circondano. È apprezzato. Non solo dai suoi compagni e amici, ma anche dai suoi avversari. E porta una cosa in questo sport… In questo sport non c’è solo da vincere. Si tratta di creare storie, creare ricordi e fonti di ispirazione. Da appassionato di sport, quando vedo qualcuno che causa tutto questo… Quando vedo mio figlio di 6 anni che sale in bicicletta e gioca a essere Tadej. L’idea è… come far sognare le persone. È uno sport magnifico. E io lo amo per questo. Sono molto fortunato ad aver potuto condividere parte della mia carriera con questa nuova generazione che illuminerà il mondo del ciclismo. Fra qualche anno, quando andrò a trovarli da appassionato di ciclismo, con i miei figli, saprò che ho corso contro di loro e che è stata una cosa eccezionale.

[intervista di Pierre Callewaert, L’Equipe]

LE STRADE DEL TOUR

SALSICCE E GIOIELLI

 

Dunque vediamo. Se uno dice Orléans, cosa viene in mente? La senape, l’aceto, Giovanna d’Arco, i re capetingi, i duchi d’Orléans, Georges Bataille, e il fatto che il Tour de France sia passato di là tutto sommato poche volte, sei in tutto tra il 1964 e il 2001, quando la città fu sede di partenza di una tappa vinta da Erik Zabel. L’ultimo arrivo in città porta la data del 1974, l’ultima estate in cui Eddy Merckx ha corso alla Eddy Merckx, la sua ultima estate da cannibale. Scappò a 12 km dal traguardo e se ne andò a vincere  la semitappa del mattina, pagando al pomeriggio nella crono e lasciando 10 secondi a Michel Pollentier.

A Orléans è nato Florian Rousseau, tre volte campione olimpico e vincitore di dieci titoli mondiali su pista, tre nella velocità individuale. Ora è responsabile della preparazione olimpica per la federazione. C’era il nome di Orléans anche sulla carta d’identità di Jean Maréchal, vincitore della Parigi-Roubaix 1930, prima di essere squalificato e retrocesso al secondo posto, ma è un malinteso. I suoi erano in viaggio e alla madre vennero le doglie mentre si trovava nei paraggi.

A proposito di paraggi, a 18 km di distanza c’è Jargeau, la patria dell’andouille, tanto dal 1971 esiste una confraternita classica, quella dei Cavalieri Assaggiatori. Classica oggi. Bisognerebbe recuperare cosa diceva la gente di loro nel 1971. L’andouille come Iddio comanda è fatta di trippa e carne di maiale, talvolta cipolle, scalogni o prezzemolo, quella di Jargeau viene cotta in un brodo di spezie ed erbe aromatiche. Una volta brasata o grigliata sul barbecue, viene servita con lenticchie, fagioli e purè di patate, accompagnata da un bicchiere di vino bianco della Valle della Loira.

Oh, almeno così si raccomanda il sito del Tour de France – quella corsa che ti può portare in un giorno dalla capitale della salsiccia a un posto pieno di gioiellieri, Saint-Amand-Montrond, che deve questa sua vocazione orafa a un parigino stabilitosi qui nel 1888, il signor Moricault, stanco del trambusto della capitale. Uno dei suoi dipendenti, originario di Meillant, gli raccomandò Saint-Amand-Montrond e l’industria locale della gioielleria è iniziata così.

E POI

 

 


  PARIS 2024 | -17 GIORNI..

NOOOOO, COSA AVETE FATTO’?!?! GRACE ZAADI FUORI DAI GIOCHI

CUORI INFRANTI

Oggi per Slalom è un giorno triste, molto triste. È arrivata una coltellata. Grace Zaadi non figura nella lista delle 14 convocate dalla Francia per il torneo olimpico di pallamano. È una delle riserve, da ripescare in caso di infortunio. È fuori.

Come sarebbe: chi è Grace Zaadi? Oro europeo, mondiale e olimpico, sette scudetti vinti al Metz, rientrata dal Rostov dove stava giocando per l’invasione dell’esercito russo in Ucraina, oggi stella della Dinamo Bucarest, migliore centrocampista in due edizioni dei mondiali, finalista per il titolo di migliore giocatrice del mondo nel 2021. Una palese ingiustizia, perché nel 2021 era nettamente la migliore giocatrice del mondo. Anzi era di più. era il motivo per il quale il papà di Slalom si mise a seguire il torneo olimpico femminile di pallamano. Era di una superiorità sconvolgente. Era incomprensibile perché le compagne non affidassero la palla sempre a lei. Grace Zaadi-Deuna avrebbe meritato un film tipo quello su Zidane, una camera puntata sempre su di lei, oppure un canale monotematico. Zaadi-Deuna Channel.

COSA DICE LEI, MESCHINA E TAPINA

Invece è fuori, non la rivedremo, me tapino, me meschino. La cosa è abbastanza sconvolgente anche per L’Equipe – che è andata a intervistarla.

➣  Come affronta l’esclusione dalle Olimpiadi, a Parigi per giunta? Come hanno reagito le tue compagne?

Le ragazze sono rimaste colpite, specialmente quelle che mi sono vicine e con le quali abbiamo fatto un lungo cammino insieme. Se devo essere onesta, mi ha fatto male. Conoscete quanto sia competitiva, non so se è la maturità o se sono i miei 31 anni, ora metto molte cose in prospettiva. Ho avuto la fortuna di aver vinto molto nella vita, in particolare i Giochi di Tokyo, e di avervi contribuito notevolmente. Sono qui, continuo a fare quello che ho sempre fatto, lavorare, allenarmi. Mi sottometto alla decisione, è lui (Krumbholz) che fa la squadra, l’accetto.

➣   Come glielo ha detto Olivier Krumbholz?

Me ne ha parlato da sola prima di dirlo a tutto il gruppo. Era venerdì scorso, il giorno dopo la partita contro la Norvegia, ci siamo incontrati per un fare un punto, mi ha chiamata poco prima dell’incontro per dirmi la sua decisione. Ma non voglio raccontare quel che ci siamo detti.

➣  Pensa che la sua capacità di dire certe cose in modoc diretto, internamente, soprattutto all’allenatore, abbia avuto un ruolo in questa decisione?

Francamente non lo so. Solo lui può rispondere. Io guardo l’atleta. Se questo aspetto avesse avuto un peso sulla bilancia, sarebbe un peccato.

➣   Da circa un anno lei non era più la titolare indiscussa a centrocampo, avvertiva l’arrivo di questa decisione?

Sì e no, so cosa vuol dire giocare alle Olimpiadi. Mi ero preparata alla possibilità di non essere chiamata. Mi ero preparata a star fuori o dentro, stare nelle 14 o niente. Quindi essere convocata come riserva è una sorpresa.

➣  Abbiamo la sensazione che la sua perdita di leadership corrisponda al periodo del suo infortunio al piede, nel marzo 2023. Coincide con il progetto di revisione dell’impostazione offensiva della squadra dopo l’Euro di fine 2022, quello che mette le ali al centro del gioco. Lei cosa ne pensa?

Sinceramente non lo so. Negli anni passati ero al centro del gioco della squadra. Era importante cambiare la situazione, perché se non andavo bene io, andava male tutta la squadra. Abbiamo ridistribuito il gioco d’attacco, questo ha reso la Francia molto più pericolosa. Una squadra non dovrebbe essere costruita attorno a una sola giocatrice. Negli ultimi anni è ciò che Krumbholz ha cercato di fare.

➣   Come vivrà queste Olimpiadi?

Le riserve saranno al villaggio olimpico con il resto della squadra, dunque non saremo separate, questo è bello. Non ho mai vissuto una competizione da riserva fuori dalle convocate. Vedremo come la vivrò. Ma continuerò ad allenarmi e a rispondere se necessario. Non so come potrà sarà il mio ruolo nella vita del gruppo, per sentirmi un poco utile. Lo scoprirò quando arriverò lì»

 

TITOLI    

Corriere della sera: Record di azzurri a Parigi ma c’è il caso squadre. «Situazione deludente» – Il Coni ammette il problema, Malagò: «Al lavoro per fare di più» De Giorgi: «Forse per il calcio i Giochi non sono una priorità»    Flavio Vanetti ha scritto: Quanto al basket, la spiegazione del «no Paris» sta, infortuni a parte, nella stanchezza e nell’afflosciamento di un gruppo che dovrà essere ripensato negli uomini e, forse, pure nel modo di giocare

 

  VITE OLIMPICHE.. 

I DUE RUGBISTI FRANCESI ARRESTATI IN ARGENTINA PER ABUSI

GIORNI

Era poco prima di mezzanotte in Europa e in Francia, quando MDZ dall’Argentina ha lanciato la notizia di un mandato di arresto per due giocatori della Nazionale di rugby, denunciati a Mendoza da una donna per abusi sessuali commessi nella notte tra sabato e domenica. I due presunti autori sono stati interrogati dalla polizia di Buenos Aires e sono attualmente trattenuti presso la stazione di polizia con un mandato internazionale, per impedire che possano lasciare il Paese. L’Equipe stamattina conferma la notizia nella sua versione online e aggiunge che ai presunti aggressori sarebbe concesso di volare con la squadra a Montevideo, in Uruguay, per giocare la seconda partita del loro tour, prima di avere l’obbligo di rientrare a Buenos Aires mercoledì sera.  Daniela Chaler, procuratrice capo per i crimini contro l’integrità fisica, parla di una denuncia lunga e ricca di dettagli su come si è svolta la serata. La vittima è stata visitata da un medico legale che ha riscontrati delle lesioni. Sono questi gli elementi sulla base dei quali si è deciso di aprire un’indagine per reato di abuso sessuale aggravato e di disporre la detenzione. 

Nella notte argentina, le 8 del mattino in Francia, Florian Grill, presidente della federazione ha confermato in una conferenza stampa improvvisata, con toni drammatici, che i due giocatori accusati sono Hugo Auradou e Oscar Jegou.

Una  nuova vicenda che mette in serio, serissimo imbarazzo la Nazionale francese, dopo il video razzista di Melvyn Jaminet pubblicato sui social network e la sua esclusione dalla squadra,. Ha scritto Renaud Borel su L’Equipe: Rimandato in Francia lunedì sera, Melvyn Jaminet dovrà affrontare la rabbia e l’incomprensione del pubblico, in attesa di sapere cosa gli riserverà il futuro. A Buenos Aires, la delegazione francese si è detta scioccata e costernata dal video e non riesce a immaginare altra soluzione a questa controversia“.

TITOLI    

Corriere della sera: Atleta di scherma violentata. Gli avvocati: «Federazione inerte». Siena, il ricorso dopo l’incontro della giovane con i tre accusati alle gare. La replica: noi corretti, solo indagati

 

 IL TELECOSLALOM..

LO SPORT OGGI IN TV

LA GIORNATA

 

TENNIS

12.00 Il torneo di Wimbledon, quarti di finale – su Sky 

RUOTE

12.50  Giro d’Italia femminile, tappa-3: Sabbioneta – Toano – su Discovery+ e Rai Sport, dalle 14.00 su Rai 2

13.25 Tour de France, tappa-10: Orléans – Saint Amand Montrond – su Eurosport 1 e Rai Play, dalle 14.45 su Rai 2 

VITE OLIMPICHE

16.30 Coppa del Mondo U-20 di rugby: Italia vs Georgia – in streaming su Rugby Pass TV

17.30 Atletica, meeting da Szekesfehervar – su Sky

PALAZZETTI E DINTORNI

17.00 Europei Under-20 femminili: Italia vs Polonia – sul canale YouTube FIBA, The Basketball Channel

19.00 Amichevole femminile di pallavolo: Italia vs Serbia – su Rai Sport

CALCIOMONDO

21.00  Europei, semifinale: Spagna vs Francia – su Rai 1, Sky

2.00  Coppa América, semifinale: Argentina vs Canada – su Sportitalia e Mola Tv


RASSEGNA..

CHE COSA SI DICE STAMATTINA IN GIRO

EDICOLA

Il diario di Slalom si è aperto come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa.  Francesi e spagnoli si concentrano sulla semifinale di stasera agli Europei, gli inglesi aspettano la loro Nazionale domani, in Italia c’è tanto tanto calciomercato.      

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