Euro 2024, Wimbledon, il Tour | Cosa vedere, cosa leggere, cosa succede | LIVE

 

SABATO  6 LUGLIO 2024

#20 GIORNI ALLE OLIMPIADI

 

IN CIMA AI PENSIERI

IL DISPERATO ASSALTO DEL BASKET DI PETRUCCI E POZZECCO

 

Alle dieci della sera, l’Italia della pallacanestro si giocherà un posto ai Giochi nel peggior modo possibile, senza la garanzia che una vittoria valga la qualificazione. Se lo gioca solo nel senso che deve salvare la sua occasione, deve fare una mezza impresa e battere la Lituania per ripresentarsi in campo in finale, probabilmente di nuovo contro Porto Rico. 

Flavio Vanetti sul Corriere della sera sintetizza: In soldoni: lo sforzo di domare Sabonis & co non basterà, mentre sarebbe stato sufficiente in caso di finale. La sostanza non cambia, la forma sì ed è la punizione per non aver scalato Portorico nella sfida-primato del girone B.

Certo, tirava un’altra aria tre anni fa, quando il baffo selvatico di Romeo Sacchetti faceva da fil rouge di una Nazionale capace di andare a vincere in Serbia lo spareggio nonostante l’assenza del miglior giocatore di questa generazione, Danilo Gallinari, ancora oggi pericolosamente il numero uno, l’incarnazione di un freno presente nel sistema, un ingranaggio rotto da qualche parte, un inghippo, qualcosa, se le giovanili fanno bella figura come nel calcio [la Under-17 è in semifinale ai Mondiali] e se l’Italia adulta meno. L’Italia adulta ha giocato un’Olimpiade delle ultime quattro, non arriva fra le prime sei ai Mondiali dal 98, non si piazza sul podio agli Europei dal 2003. 

Il 114-53 sul Bahrein aveva illuso e aveva inondato di notifiche e di aggettivi gli schermi degli smartphone. Asfaltare. C’era soprattutto il verbo asfaltare. Invece non contava niente. Non contava niente neppure che Porto Rico ne avesse segnati al Bahrein 15 meno di noi, subendone 3 di più, in un basket nel quale le Filippine sono andate a vincere a Riga contro la Lettonia del ct Luca Banchi, allenatore della Virtus Bologna, la prima partita contro una nazionale europea in 64 anni. Non ci riuscivano dalle Olimpiadi del 1960: 84-82 alla Spagna.

Per andare a Parigi, bisogna superare il figlio di Sabonis, mentre noi siamo ancora tutti con gli occhi posati sul ginocchio destro di Gallinari e la borsa del ghiaccio che aveva l’altra notte, seduto in panchina. Giocherà, pare, non sarà al meglio – scrive Vanetti – e adesso che gli dei ce la mandino buona. Ma prima o poi, quando gli dei si saranno stancati, verrà anche il momento in cui dovremo iniziare a fare affidamento sugli uomini, sui giocatori, sui cittì, sui presidenti federali. 

PALAZZETTI E DINTORNI

LE MIGLIORI RÉCLAME DEL BASKET

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PER DINDIRINDINA  C’è un mostro del basket che oggi resta fuori dai Giochi. Nella versione per Nazionali di Milwaukee Bucks-Dallas Mavericks, una delle semifinali del torneo preolimpico oggi mette uno di fronte all’altro Giannis Antetokounmpo e Luka Doncic. Chi vince è a una partita dalle Olimpiadi, chi perde prenota l’ombrellone. La posta in gioco è alta quanto il loro status di superstar NBA scrive L’Équipe che al duello dedica uno spazio sul giornale di oggi e anche online. Li aspettavamo in finale, ma la Croazia di Mario Hezonja [Real Madrid] e Ivica Zubac [LA Clippers] ha rotto le uova nel paniere sloveno [108-92], costringendo Lukone a non sbagliare contro la Nuova Zelanda. Sarebbe servita una differenza canestri più ampia per scansare la sfida in semifinale, uno qualunque dei tiri da tre mancati, ma in fondo la sfida sarebbe solo stata rimandata alla finale. 

Doncic dovrà moltiplicarsi contro i 12.000 spettatori del Palazzo della Pace e dell’Amicizia al Pireo. Antetokounmpo ha un solo desiderio in testa da tempo: assicurarsi una partecipazione olimpica dopo due fallimenti nel 2016 e nel 2021, sebbene ci abbia fatto sapere con chiarezza quale sia il suo pensiero sulla parola fallimento [QUI ne scrisse il Post]. Rimasto fuori dai play-off NBA per un problema a un polpaccio, la sua condizione fisica è tornata eccellente.

SPOILER

HA VINTO GIANNIS

LA PARTITA A PEZZETTINI

EURO 2024

L’INGHILTERRA IN SEMIFINALE

L’Inghilterra in semifinale grazie ai rigori: proprio il modo in cui aveva perso il titolo nel 2021. Anche la Francia si era liberata di una maledizione ieri sera.

 

LE PARTITE DI OGGI

ANTEPRIMA

 

La Turchia si presenta alla partita con la candidatura del suo portiere alla parata più bella degli Europei e quella di Arda Güler a superstar del futuro, secondo la definizione di The Athletic: Pochi giocatori hanno avuto un impatto così grande in così poco tempo, pochissimi avendo per giunta 19 anni. La fame di etichette lo porta all’acclamazione di Messi turco, secondo la rivista americana è già una stella molto più grande in Turchia di quanto lo sia Jude Bellingham in Inghilterra

In una intervista con L’Équipe dei giorni scorsi, Hamit Altintop ha detto che questa è la Nazionale del futuro. È lui l’artefice nell’ombra della squadra.

 L’Inghilterra deve la sua presenza ai quarti al miracoloso pareggio di Jude Bellingham, minuto 90+5, durante gli ottavi di finale contro la Slovacchia, domata il 30 giugno con un secondo gol di Kane appena cominciati i supplementari. Il grande tema di discussione in questi giorni è stato il 4-2-3-1 che vede protagonisti Harry Kane, Jude Bellingham e Phil Foden, accusati di pestarsi i piedi nello stesso settore. Il pressing va così così, la squadra pende a destra, più in omaggio al clima politica europeo che a quello tornato in auge con le elezioni dei giorni scorsi nel paese. Grande solidità difensiva [due gol subiti] nonostante l’assenza di Harry Maguire, i maligni dicono proprio grazie a quello, il poverino da tempo è il capro espiatorio. Luke Shaw invece fa parte del gruppo e sembra recuperato, ma non ha ancora giocato un minuto.

La Svizzera è un dolore solo a pronunciarne il nome. Ha appena eguagliato il suo miglior risultato agli Europei. Per molti osservatori nel suo paese, si tratta della migliore squadra della sua storia, con giocatori internazionali come Manuel Akanji [Manchester City], Granit Xhaka [Leverkusen] e i portieri Yann Sommer [Inter] e Gregor Kobel [Borussia Dortmund]. Ha quasi battuto la Germania, l’ha costretta a incrociare la Spagna ai quarti chiudendo il girone al primo posto e ha fatto fuori l’Italia, inoltre stanno emergendo i bolognesi Michel Aebischer e Dan Ndoye o Ruben Vargas [Augsburg].

 

LE PARTITE DI IERI

AVANTI FRANCIA E SPAGNA

 

  IL SIPARIO SU CRISTIANO RONALDO

È stata la fine di un sortilegio. Così la prende la Francia, che dal titolo del 2000 in avanti era stata eliminata 4 volte giocando i supplementari in un grande torneo. La maledizione dei rigori, pure, al termine di un Europeo in cui il sole sembrava non essere mai sorto, i Blues hanno ribaltato il loro destino poco prima di mezzanotte, proprio nell’ora in cui storicamente arrivava il tormento ha scritto Vincent Duluc su L’Équipe.  Non ci sono stati miracoli, prodezze, eroi, Mike Maignan – continua l’editorialista francese – non ne ha fermato uno, ma ha occupato il campo con tutta la sua statura e i suoi balzi, e forse ha finito per entrare nella testa di João Félix, l’unico che ha fallito. Palo. 

I due migliori tiratori della squadra erano usciti [Mbappé perché non era più fisicamente in grado di fare la minima differenza e Griezmann], il terzo [Giroud] non era entrato, la responsabilità è toccata a Ousmane Dembélé, Youssouf Fofana, Jules Koundé, Bradley Barcola e Theo Hernandez: tirare contro Diogo Costa, che gli sloveni ne aveva parati tre. Per la Francia è la quarta semifinale in cinque edizioni, raggiunta senza aver ancora segnato un gol su azione, o sono stati autogol o calci di rigore. Era da 60 anni che non si ripeteva una striscia di questo genere e allora, dice Duluc, bisogna riconoscere che i Blues sono rimasti al di sotto dei loro standard dall’inizio della competizione, e non solo in termini di efficienza

Votacci, ovviamente. In difesa c’è un 4 per Koundé, in attacco un 3 per Griezmann [Più centrale, avrebbe dovuto essere più a suo agio, ma la sua influenza sul gioco è stata nella migliore delle ipotesi incostante, troppo spesso insufficiente]  e addirittura un 2 per Mbappé [Avrebbe dovuto aggiungere velocità al gioco e invece lo ha rallentato. Nemmeno lui è stato servito abbastanza, ma è meno facile trovarlo perché non alza più la testa e non osa più duellare]. I migliori della Francia sono stati Saliba e Maignan [8 – il portiere imperiale], mentre dall’altra parte ha chiuso con un 2 Bruno Fernandes e con un 3 Cristiano Ronaldo: Non ha avuto l’ombra di un’occasione. Inesistente nella ripresa, dove perde i rari palloni toccati

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Paolo Tomaselli sul Corriere della sera concorda. Ha visto un Cristiano con la stessa mobilità che aveva nei poster appesa nella cameretta di Kyky, entra in campo carico, con il suo ghigno un po’ sarcastico, fa giochetti negli spazi stretti che infiammano il pubblico, concede a sorpresa una punizione allo scudiero Bruno Fernandes come fosse una grazia, ma fatica a reggere il peso dell’attacco: per superare due colossi come Saliba e Upamecano servirebbe un tempo di reazione diverso, non quello del migliore 39enne al mondo (assieme a Modric)

Giulia Zonca su La Stampa dice che un’eccezione, Ronaldo non lo è più: tanti altri campioni sono passati dallo stesso momento che lui vive ora, quando le aspettative non coincidono più con la realtà. Lui non si poneva limiti prima, quando gli riusciva quasi tutto e non lo fa adesso. Tra Europei e Mondiali ha tentato 61 volte il tiro su punizione e ha segnato un singolo gol. Ancora ci prova. Il rigore non lo sbaglia, il tempo dei saluti sì. Lo straordinario Kroos è stato più bravo di lui


    USA 2024

LA COLPA DEL FALLIMENTO USA IN COPPA AMERICA E’ TUTTA DEL C.T.: LO DICE IL NEW YORK TIMES

  Nella sua newsletter On Soccer, la firma del calcio del New York Times, Rory Smith, analizza cosa è accaduto agli USA; scrivendo che a volte i risultati sono propria colpa dell’allenatore. Eh sì. Gli USA sono crollati sotto il peso delle aspettative. Smith ripercorre il percorso di reclutamento del cittì Gregg Berhalter, selezionato in federazione attraverso l’analisi dei dati, metriche sofisticate e metodi di all’avanguardia.

È stato calcolato che esistono 22 caratteristiche per allenare una squadra di calcio, tra cui guidare il coinvolgimento dei giocatori fuori dal campo, supportare l’audit della squadra, qualsiasi cosa voglia dire, e otto competenze di base. Ogni candidato alla posizione di cittì doveva possederle, e tra esse c’era pure l’identità guidata dalla visione, un tratto che secondo Rory Smith fa sembrare il lavoro in panchina uguale a quello di un ottico. Comunque. Quando gli USA hanno assunto Berhalter in virtù della sua adesione alle 8 voci necessarie, secondo l’editorialista del Nyt hanno commesso un errore. Con il senno di poi, purtroppo – scrive – avrebbero dovuto considerare una nona competenza fondamentale: non perdere contro Panama

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    TOUR DE FRANCE

UN’ALTRA VOLATA DI GIRMAY

TAPPA-8

 

COSE DA LEGGERE SU GIRMAY

LA FESTA PER LE STRADE DI ASMARA

CHE COSA SI DICE DELLA TAPPA DI IERI
LA CRONOMETRO DELLA VERITA’ CHE NON VOGLIAMO ANCORA VEDERE

  Allacciate le cinture, perché se la cronometro è finita così, che altro ci possiamo aspettare. La firma più immaginifica de L’Équipe, Alexandre Roos, si era costata alla tappa di ieri con tutta la sua avversione sentimentale per le corse contro il tempo, niente, non gli piacciono proprio, sostiene che nel correre da soli forse può esserci la tecnica, perfino la bellezza di un gesto, ma il romanticismo ce lo possiamo scordare. Stamattina, dinanzi ai Fantastici Quattro chiusi in 37 secondi ai primi quattro posti, davanti a specialisti come Victor Campenaerts e Stefan Küng, si è sciolto scrivendo che di questo passo ci chiediamo se anche il giorno di riposo di lunedì non sarà entusiasmante, se i quattro folli non riusciranno a riunirsi attorno a una partita a bocce o a domino, se non ci mostreranno qualcosa di speciale, e non solo con il duello Pogaçar-Vingegaard, ma pure con Evenepoel e Roglic, che non sono poi così lontani.

Ha vinto Evenepoel, il più specialista fra i quattro, anche se a 2,5 km dal traguardo ha creduto di aver forato e ha rallentato. È stata la prima tappa in carriera al Tour de France, gli manca ancora la prima maglia gialla. Ha consolidato il secondo posto e ora si sottoporrà a una prova di resistenza su altri terreni, in particolare in alta montagna. La cronometro della verità in effetti non ha scolpito sentenze, ha solo confermato Il quadro generale e la gerarchia osservata fin dalla partenza da Firenze. Così scartavetrando la superficie e le apparenze, Pogaçar ha il pieno controllo della corsa, sembrava, scrive Roos, un piccolo Mario, tutto giallo e irrequieto, che mandava il suo kart in sbandata nelle curve. Immaginava di scavare un solco più profondo, ha comunque dato 25 secondi a a Vingegaard, per un totale di 1:15 complessivi. Possiamo aspettarci – dice L’Équipe – che riprenda la pressione molto presto, domenica sulle strade bianche, per esempio

Giovanni Battistuzzi sul Foglio si occupa del danese e scrive che Jonas Vingegaard si è concesso tempo non pensando al tempo. Non quello perso in questi mesi, perché ogni infortunio, ogni motivo che ti tiene lontano dalla bicicletta può benissimo essere considerato tempo perso, e non solo per i professionisti. Nemmeno quello futuro, più o meno prossimo.  È concetto complicato il tempo. C’hanno messo parecchio, un’infinità, a stabilire che un secondo è 1/86 400 del giorno solare medio. È una convenzione il secondo, stabilita nel 1956 dal Comitato internazionale dei pesi e delle misure. Poco male che esista da sempre, da ancor prima degli uomini e dei loro tentativi di definire il meglio possibile ciò che è di questo mondo.  È molto più semplice il tempo per i corridori. È fatto di secondi e di minuti, le ore non esistono, sono solo una parentesi riempita di pedalate, a volte una possibilità.

ADDII

LA MORTE DI GEMINIANI

Il coccodrillo di  Raphaël Geminiani era nei cassetti delle redazioni dei giornali francesi da 64 anni. Stava morendo nel 60 come Coppi, una volta tornato insieme a lui con la malaria da una battuta di caccia nell’Alto Volta, oggi Burkina Faso. Il prete di Chamalières gli aveva impartito l’estrema unzione, scampò la morte perché fu salvato dall’Istituto Pasteur che intuì la diagnosi prima e meglio dei medici italiani con Faustò, e da allora non è più stato di nessun tempo ma di tutte le epoche contemporaneamente scrive stamattina su L’Équipe – il suo vecchio giornale – la storica firma Philippe Brunel.

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    RUOTE..

LA SPRINT-RACE DI JORGE MARTIN SULLA PISTA DELL’HOT DOG DI BAGNAIA

IL GP DI SACHSENRING

Jorge Martin ha aumentato di 5 punti il vantaggio su Pecco Bagnaia, ma qui siamo al Sachsenring, un circuito dove 5 punti in meno non spaventano, se due anni fa ne avevi 91 di distanza. Nell’ex DDR, anno 2022, Bagnaia cadde e finì a un canyon di distanza da Fabio Quartararo, Così si presentò in pista mangiando un panino con un wurstel, un hot dog, per dire che «c’era da recuperare le forze, ho fatto tanti giri…».

Autoronia. Andò a finire che a un GP dalla chiusura del Mondiale, dopo una stratosferica rimonta, Bagnaia si ripresentò nei pressi del podio con lo stesso panino. Per dire che aveva ancora fame.

TITOLI     

▥  L’Équipe: Acosta, un’opportunità storica” – In Germania il pilota spagnolo ha un’ultima possibilità di battere il record di precocità di Marc Marquez come vincitore di un Gran Premio. David Fioux racconta che il 20enne sta vivendo i suoi primi intoppi, le prime battute d’arresto nella scoperta della MotoGP. Continua a guidare veloce quasi ovunque, ma cade regolarmente. Nei test e anche nelle corse. Bisogna essere dannatamente senza cuore per considerare Acosta una delusione. Ma i geni non vengono giudicati come gli altri. Acosta dovrebbe incolparsi per aver perso così tante opportunità di fare la storia? Per il suo team la questione non si pone nemmeno. Il record di Marc Marquez risale a un’altra epoca, quando la MotoGP era meno complessa da padroneggiare rispetto a oggi

▥  Corriere della sera: Marquez si frattura sulla pista preferita” – Lo spagnolo cade al Sachsenring e si rompe l’indice. Vinales il più veloce davanti a Martin

 

TITOLI     

▥  Corriere della sera: La Ferrari lotta con i soliti dubbi. Dalla McLaren lezione di rimonta” – Leclerc e Sainz ancora sperimentano, il team dell’ex TElla sfida Max in pista e fuori

▥  Repubblica: Dilemma rosso, la nuova Ferrari convince a metà

▥  L’Équipe: Stella: Silverstone è uno stadio di calcio da 150mila spettatori – Per il boss della McLaren, c’è qualcosa di unico nel suono e nella furia del circuito inglesee. Ma l’italiano è meno fiducioso nel successo delle sue McLaren su questa pista. Frédéric Ferret ha scritto: Andrea Stella è il team principal della McLaren, ma non gli piace molto che si parli di lui. L’ex ingegnere di Fernando Alonso alla Ferrari poi alla McLaren è un tipo discreto. Al punto che la sua comunicazione chiede di non fargli domande personali. La sua muscolosa difesa di Lando Norris dopo lo scontro con Max Verstappen, domenica scorsa in Austria (“Tutto il mondo sa chi è colpevole di questo scontro”), ha fatto impressione e non corrisponde assolutamente al carattere calmo e misurato dell’italiano. Parlando con lui capiamo meglio cosa è cambiato in casa McLaren e cosa permette a questa storica scuderia di lottare ancora in prima linea. [QUI]

VOCI

TOTO WOLFF

 

 ➣  L’ha sorpresa la decisione di Lewis?

«Il timing. Non me l’aspettavo, mi ha fatto un po’ male ma sono in pace. Capisco che le prestazioni del team non fossero al top, magari non pensava che potessimo recuperare».

 ➣  Cosa si aspetta da Hamilton in Ferrari nel 2025?

«Sarà interessante vederlo vestito di rosso. Poi dipenderà dalla performance». 

 ➣  Se aveste avuto una macchina migliore sarebbe rimasto?

«L’ho pensato, ma niente rimpianti. Anche quando Rosberg decise di lasciare fu una grande sorpresa, ma poi con Lewis abbiamo vinto tanto».

[INTERVISTA DI JACOPO D’ORSI, La Stampa]

 

 

TUTTI GLI HIGHLIGHTS DELLA GIORNATA DI SPORT NELLA STANZA DELLE SINTESI DI SKY  [QUI]

TENNIS..

IGA SWIATEK E’ FUORI

IL TERZO TURNO A WIMBLEDON

 

ZIMBLEDON

LO ZIBALDONE DI WIMBLEDON

 

  MAMELISMI SINNER AL QUARTO TURNO 

Gaia Piccardi ha scritto sul Corriere della sera che Sinner ieri ha messo piede sull’erba con un solo obiettivo in testa: sprecare meno energie possibili con Kecmanovic, rivale che conosce bene e che non ha armi per impensierirlo; usare il match come allenamento di giornata era la strategia già adottata al Roland Garros per testare l’anca infortunata, questa volta il verde di Church Road gli ha dato la possibilità di replicare ai rovesci in back del serbo e a un servizio mai più potente del suo (209 km all’ora come punta massima), ma la risposta tornerà un’arma — la stessa che ha scavato la differenza in quattro set con Berrettini — negli ottavi. Il rivale di Jannik di domani, infatti, uscirà dal confronto tra l’americano Shelton (n.14), stella nascente (21 anni), e il canadese Shapovalov (n.121), stella mai nata (25 anni), entrambi mancini.

Paolo Rossi su Repubblica considera che nella notte di Wimbledon Sinner ha portato in scena lo spettacolo della consapevolezza del dominio, unito all’umiltà e al rispetto per l’avversario. Il derby ha sciolto definitivamente l’azzurro, in fiducia totale.

Paolo Bertolucci sulla Gazzetta dello sport giudica a sua volta che sia stata “una tranquilla serata in ufficio. Dopo due turni in cui Sinner è sembrato portare addosso il peso del numero uno e il ruolo di favorito del torneo, convincendo solo a tratti pur offrendo comunque momenti di grande tennis, la vittoria su Kecmanovic ci ha restituito un giocatore perfettamente centrato, mai in difficoltà, che ha alzato il livello nei pochissimi momenti in cui il punto poteva rimettere in carreggiata l’avversario

  ORIZZONTI  ASPETTIAMO DI CAPIRE DJOKOVIC 

Ogni giorno diventa sempre più chiaro che il momento più importante per Novak Djokovic a Wimbledon 2024 è stato il sorteggio. Quando il nome di Carlos Alcaraz è finito sul lato opposto del tabellone. Così, la testa di serie numero 2, sette volte campione in singolare su codesti prati in fiore, è arrivato ai 16esimi di finale senza dover battere nessun avversario classificato più su del numero 123 al mondo. Ha faticato in quattro set [6-3, 6-4, 5-7, 7-5] contro Jacob Fearnley, wild card scozzese, numero 277 del mondo, il flirt dell’anno per i giornali inglesi, il flirt del giorno per il pubblico del Centrale. The Athletic ha trovato Djokovic rigido. lento per il suo standard, titubante, tutte cose parecchio comprensibili dopo l’operazione al menisco di un mese fa. Gli fanno male i muscoli quando la partita si allunga, nel frattempo si allunga lui, su ogni palla, nel recupero più rapido dello sport mondiale dopo quello di Franco Baresi a Pasadena. 

Ora, così come Baresi sbagliò il rigore in finale prima di Baggio, la domanda nei paraggi di Djokovic è se esiste qualcuno che avrà il gioco e il coraggio di trarre vantaggio dalle sue condizioni malconce ma finora ben nascoste, sulla sua superficie preferita, prima che arrivi il momento di vedersela con uno fra Alcaraz e Sinner. Zverev non è mai andato oltre il quarto turno a Wimbledon. Fritz e Paul non hanno mai battuto Djokovic. Holger Rune sì, ma non sull’erba. Secondo Matthew Futterman, firma del New York Times, oggi su The Athletic, possiamo aspettarci qualcosa da Alexei Popyrin, un grande battitore che ha messo in difficoltà il serbo in Australia a gennaio, e da Alex de Minaur, un altro amante dell’erba che ha la velocità e il gioco di gambe per coprire il campo e la forza per fargli male, soprattutto se Djokovic non diventerà più sciolto e veloce nei prossimi giorni.

  TRACCE  L’ORGOGLIO DI TIAFOE 

Questa è una sconfitta che assomiglia tanto, ma proprio tanto a quella di Matteo Berrettini contro Jannik Sinner. Il Washington Post parla di rinascita di Frances Tiafoe a Wimbledon per la sconfitta in cinque set contro Carlos Alcaraz. Ava Wallace ha scritto che alla fine di un lungo soggiorno europeo, Frances Tiafoe non sembrava il solito intrattenitore nato, noto per il suo tennis audace e il sorriso smagliante, aveva nostalgia di casa e soffriva. Si è separato dal suo allenatore Wayne Ferreira, in autunno, il suo 2024 era stato costellato più da sconfitte che da vittorie. In un torneo di preparazione a Wimbledon, si è anche slogato il legamento collaterale mediale. Ma niente infiamma Tiafoe come un grande palcoscenico, e a Wimbledon si è rianimato

 


 IL TELECOSLALOM..

LO SPORT OGGI IN TV

LA GIORNATA

 

RUOTE

9,30  F1, GP Gran Bretagna – su Sky 

10.15 F1, GP Gran Bretagna – su Sky 

12:30 F1, GP Gran Bretagna – su Sky 

12.45 Tour de France – su Eurosport 1, Rai Sport – dalle 14 su Rai 2

14.10 F1, GP Gran Bretagna – su Sky 

15.00 MotoGP Germania – su Sky 

TENNIS

12.00 Il torneo di Wimbledon – su Sky

PALAZZETTI E DINTORNI

14.30 Preolimpico di basket, semifinale: Brasile vs Filippine – su Sky e DAZN

14.30 Europei femminili Under-20 basket – Italia vs Turchia – in streaming sul canale YouTube FIBA

16.30 Preolimpico di basket, semifinale: Grecia vs Slovenia – su Sky e DAZN 

17.30 Preolimpico di basket, semifinale: Bahamas vs Libano – su DAZN 

18.00 Preolimpico di basket, semifinale: Camerun vs Lettonia – su DAZN

20.00 Preolimpico di basket, semifinale: Repubblica Dominicana vs Croazia – su DAZN

20.30 Preolimpico di basket, semifinale: Finlandia vs Spagna – su DAZN 

21.00 Europei Under 22 femminili, finale: Italia vs Serbia – in streaming su Euro Volley Tv,  

22.00 Preolimpico di basket, semifinale: Italia vs Lituania – su Sky e DAZN

ACQUE

17.00 Nuoto, Europei giovanili: semifinali/Finali (quinta giornata) – Diretta streaming su euroaquaticstv.com.

18.45 Sardinia Cup pallanuoto: Grecia vs Spagna – in streaming su WP Channel 

20.50 Sardinia Cup pallanuoto: Italia vs Croazia – su RaiSport  

CALCIOMONDO

18.00 Inghilterra vs Svizzera – su Rai 2 e Sky

21.00 Olanda vs Turchia – su Rai 1 e Sky

24.00 Coppa América: Colombia vs Panama – su Sportitalia e Mola TV

3.00 Coppa América: Uruguay vs Brasile – su Sportitalia e Mola TV

RASSEGNA..

CHE COSA SI DICE STAMATTINA IN GIRO

EDICOLA

Il diario di Slalom si è aperto come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa. Francesi e spagnoli celebrano la qualificazione delle Nazionali alle semifinali degli Europei, gli inglesi aspettano la partita di oggi. L’Italia è immersa mani e piedi nel calciomercato, con un occhio a  Sinner.     

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