Lo sport, la morale e Margaret Court
La celebrazione dei 50 anni del Grande Slam di Margaret Smith Court, in Australia è tutto fuorché una festa. Un anno fa la ricorrenza del mezzo secolo toccò a Rod Laver, perciò la tennista ha fatto sapere di esigere lo stesso trattamento. L’organizzazione la inviterà ma il direttore del torneo ha escluso che sarà lei a consegnare la Coppa alla vincitrice.
???? Esiste una sorta di sguardo strabico sulla figura di Margaret Smith Court. Un occhio guarda e ammira i suoi 24 titoli dello Slam, un altro si posa sulle sue posizioni ostili alla comunità LGBT espresse apertamente più volte dal 2017.
Margaret Smith Court ha 77 anni. È l’ultima di quattro figli di una famiglia molto povera. Gli Smith vivevano in una casa di alluminio e amianto. Non avevano né telefono né auto. Suo padre in casa era violento. Margaret vinse il primo Slam a 17 anni, si ritirò per sposare Barry Court, fratello di Richard, attuale ambasciatore australiano in Giappone, e tornò dopo il matrimonio, vincendo col doppio cognome e poi da mamma. I parenti di suo marito erano membri del partito liberale e questo ha influito sul suo orientamento omofobo, insieme alla vicinanza alla chiesa pentecostale di Perth. Dal 1983 è teologa, nel 1995 ha fondato come reverenda il Victory Life Centre.
???? La sua militanza antigay si è estesa al boicottaggio della linea aerea Qantas perché giudicata troppo inclusiva. Negli anni 70 Margaret sosteneva l’apartheid in Sudafrica. Per tutto ciò l’Australia è in imbarazzo nel dedicarle grandi celebrazioni, molti anzi chiedono che sia cambiato nome al campo che a Melbourne le è stato dedicato.
Che cosa ha scritto il Times sulla questione.
Churchill era un eugenista, favorevole al confino, alla segregazione e alla sterilizzazione delle persone giudicate come “deboli di mente”. George Washington era proprietario di schiavi. Margaret Thatcher secondo alcuni era omofoba. …
Supponiamo che tra 40 anni, Roger Federer sia invitato a Wimbledon a celebrare i suoi successi. Supponiamo che l’occasione sia il cinquantesimo anniversario della sua epica vittoria su Andy Roddick. Supponiamo anche che Federer stia ancora mangiando carne in un mondo che si è in gran parte opposto a questa pratica. Lui farebbe qualcosa che ha sempre fatto, qualcosa che crede sinceramente accettabile. Qualcosa che il mondo ha fatto per secoli. Il 77enne Federer dovrebbe essere invitato a Wimbledon per celebrare i suoi successi nel tennis? Un giocatore sempre apprezzato per la sua cortesia dovrebbe essere accolto nel club? O dovrebbe essere ritenuto riprovevole, moralmente non grato, perché l’opinione della maggioranza è cambiata su una questione etica?
La Court è nata in un’epoca in cui l’omosessualità era vista come immorale, considerata tale non da fanatici, ma dai nostri genitori e nonni. Quando aveva 12 anni, Alan Turing, il matematico, fu castrato chimicamente dallo stato britannico perché si scoprì che aveva avuto una relazione omosessuale consensuale. In seguito si suicidò. In Australia, la vita per i gay era anche peggio. Mentre il Regno Unito iniziava a organizzare movimenti per depenalizzare l’omosessualità, non vi era eco di tutto questo in Down Under. …
L’omosessualità è stata ufficialmente considerata una malattia dall’Australian Medical Association (e dall’American Medical Association) fino al 1973. Insegnanti, medici e politici hanno condannato la pratica come perversa. Solo nel 1996, decenni dopo il ritiro della Court, il sesso gay è stato depenalizzato in Tasmania. … Pur simpatizzando per coloro che sono il bersaglio delle parole di Court, simpatizzo anche – in senso limitato – con la stessa Court. Non si tratta di perdonare l’omofobia, ma di notare l’ironia psicologica in gioco quando la sensibilità morale di una società evolve più velocemente della sensibilità morale dei suoi (anziani) membri. Sono sicuro che molti di noi hanno avuto dei nonni che potremmo descrivere senza esitazione come brave persone, ma che avevano opinioni, al momento della loro morte, inaccettabili. Non vedo alcuna contraddizione tra la celebrazione dei successi di Court nel tennis e il disaccordo con le sue opinioni sull’omosessualità. | Matthew Syed, the Times
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tennis
Il muratore che ha messo in crisi Thiem
Le partite della notte. Vittorie in tre set per Medvedev e Zverev, mentre ha sofferto l’austriaco Thiem (vittoria al quinto) contro Alex Bolt, numero 140 al mondo con una storia speciale. Quattro anni fa aveva lasciato il tennis per lavorare come muratore. Una decisione presa per i troppi infortuni. “Non mi divertivo più. Mio cognato mi diceva di aver bisogno di una mano e provai. Sveglia alle 5 per iniziare alle 6 a scavare, piantare pali e cementare. Alcuni giorni sono stati duri e faticosi ma ho fatto ciò che dovevo fare e credo sia stata la decisione migliore della mia vita”. Dopo nove mesi s’è messo a giocare a calcio australiano prima di darsi un’altra chance con il tennis. Gulbis ha battuto Bedene ed è al terzo turno partendo dalle qualificazioni.
Il tennis femminile sta ritrovando Catherine Cartan Bellis, detta Cici, 20 anni, californiana, ex ragazzina prodigio, numero 600 al mondo a inizio torneo dopo essere stata 35 quando aveva diciotto anni. Numero 1 juniores, ha perso tempo e posizioni per un infortunio a un braccio e a un gomito. Bellis ha battuto 6-4 6-4 Karolina Muchova, 22 al mondo. In questo momento è già risalita al numero 298. Vittorie per Muguruza, Bencic e Kerber. Più tardi in campo: Nadal, Kyrgios, Halep, Camila Giorgi e Seppi.
Leggere dentro i gesti di Djokovic. Ho seguito molto attentamente le due partite di Novak Djokovic. Per il suo gioco, ma anche perché il suo stato «psicologico» mi interessa moltissimo. Ho sempre pensato che se le condizioni mentali di Novak, la sua motivazione e la sua confidenza sono al massimo, nessuno possa fermarlo, perché lui, tra i tre grandi, è il più forte.
Il maggior nemico di Djokovic in un torneo è Djokovic stesso: se è disinteressato e senza ispirazione, come negli anni neri tra il 2015 e il 2018, non è un vincitore di Slam. Sapevo che i primi turni degli Australian Open sarebbero stati ricchi di segnali sul suo stato di forma e sulla previsione per l’ intera stagione, e così è stato. Se osserviamo il giocatore serbo nei primi turni degli Slam, è raro che i suoi match siano appassionanti, è raro che Nole stesso sia impressionante nel suo gioco. Nello stesso tempo, però, il margine di ripresa è eccezionale e lui mostra ai giocatori di questo livello cosa sia il suo tennis, e come possa ribaltare una partita velocemente, e questo la dice lunga sul suo livello di gioco, che come sempre resta incredibile. | Patrick Mouratoglou, la Gazzetta dello sport
Le maratone di Fognini. Le vene sul collo, la lingua fuori, le nocche livide per i pugni tirati alla racchetta, sulle labbra l’invocazione a qualche divinità del tennis accomodata nel cielo sopra Melbourne. E le mani a coppa sulle orecchie, il ditino («come dite? non vi sento») alzato in direzione dei tifosi aussie, Lleyton Hewitt compreso, che gemono in tribuna. È il Fogna, al secolo Fabio Fognini, che l’ha rifatto. Ha vinto di nuovo al quinto set, sangue e (Margaret Court) Arena. Al primo turno aveva rimontato due set al troll americano Opelka, stavolta ha evitato di farsi fregare da Jordan Thompson, l’australiano con il baffo testosteronico da pornostar anni 70, dopo aver dato l’impressione di poter chiudere lui in fretta. In due match fanno 7 ore e 43 minuti passati sul campo, quasi il tempo di quattro maratone. Ma è ancora vivo, Fabio. | Stefano Semeraro, la Stampa
Ons Jabeur, la migliore giocatrice araba di sempre. “Mi piace che la gente si interessi a me. È un onore. Non ci sono altri giocatori tunisini. Vorrei essere d’esempio per altre ragazze. Sono orgogliosa di essere una donna araba e musulmana. Un simbolo? Può darsi”. Tuttavia, non tutto è stato roseo nel percorso verso il professionismo per la fan di Andy Roddick: “Non avevo i soldi per viaggiare, per pagarmi un allenatore. Ma l’ho fatto, e la mia famiglia era lì a sostenermi, moralmente e finanziariamente. I miei fratelli e sorelle mi trasferivano soldi. È stato difficile ma sono stata fortunata perché hanno creduto in me”. In lei e nel suo talento, perché Ons Jabeur è una giocatrice con un tocco raro sul circuito femminile. Gioca smorzate, volèe, rovesci in slice, attacca col dritto. | Sophie Dorgan, l’Équipe
~ la notte prossima contro Wozniacki
Forse il torneo arriva troppo presto. Non era mai capitato che i primi due del ranking ATP giocassero ben sei singolari (più diversi doppi) prima dell’esordio in Australia. È una buona premessa, ma forse non basta. Tra l’altro, i risultati dei tornei pre-Melbourne lasciano il tempo che trovano: Roger Federer e Novak Djokovic hanno vinto dodici delle ultime quattordici edizioni ed è capitato spesso che il loro esordio stagionale fosse direttamente a Melbourne. Curioso. Interpellato dal New York Times, Brad Gilbert (che ha accompagnato Andre Agassi nei suoi quattro successi Down Under), ha detto che diversi top-players preferiscono prendersi un po’ di riposo perché i match al meglio dei cinque set sono molto impegnativi, dunque meglio centellinare le energie. La sensazione che il torneo dovrebbe iniziare più tardi è abbastanza diffusa. … Craig Tiley, attuale presidente di Tennis Australia e direttore del torneo, ha detto che si è parlato di spostare il torneo addirittura a marzo. “Ma vista la nostra straordinaria crescita, la qualità del gioco e l’assenza di una ragione convincente per cambiare, la mossa non è stata mai seriamente contemplata”. | Riccardo Bisti, Tennis World Italia