Diario del 4 giugno. Cosa leggere e cosa vedere in tv

 

COSA STAI PER LEGGERE

 

     TENNIS Il nuovo numero 1 del mondo del tennis è Sinner: l’infortunio a Djokovic, la vittoria su Dimitrov, la sintesi della partita

▻  DI CHE COSA SI PARLA STAMATTINA L‘attesa per la finale NBA: siamo nell’età dell’equilibrio o si sta aprendo la stagione dei Celtics? [qui]

 

▻  RUOTE Tracce di Roglic al Delfinato

 

▻  VITE OLIMPICHE  Il gesto nobile di Simone Biles | Il Tour de Flame: la fiaccola in Vandea |

 

▻  RUBRICHE Il meteo del martedì: la malinconia di Platini, Marquez compagno serpente di Bagnaia, la promozione in A del Venezia, un’altra finale per Belinelli vent’anni dopo la prima

▻  LA PRIM’ORA | Che  cosa vedere oggi in tv | Le prime pagine dei giornali di stamattina

TENNIS..

SINNER IL NUOVO NUMERO UNO DEL MONDO

GIORNI

Quando tutto il mondo ha saputo, notifica più notifica meno, Jannik Sinner era avanti 6-2 6-4 3-3 nel suo quarto di finale al Roland-Garros contro il bulgaro Dimitrov. Novak Djokovic aveva deciso che basta così, due partite consecutive al quinto set sulla terra di Parigi potevano bastargli. Si è ritirato, ha mandato Ruud in semifinale e Sinner al numero 1 della classifica mondiale, sarà nero su bianco da lunedì.

Quasi come se avesse sentito arrivare tutto il peso dell’evento, il primo italiano lassù dove sono passati statunitensi e sudamericani, ragazzi dell’Est e ragazzi del Nord, mai un africano, mai un asiatico, Sinner ha finito per giocare un drittaccio, l’ha sparato in cielo, poi è andato a pulire la riga di fondo campo con la suola della scarpa, perché questo si fa nel tennis, si ripulisce la mente dai cattivi pensieri di un errore, e si va avanti.

Il portale spagnolo Punto de Break ha fatto subito due conti e scrive che chiudere l’anno al primo posto dipende solo da lui. Deve difendere meno punti di Alcaraz e di Djokovic. 

Leggi tutto >

 

LE IMMAGINI DA EUROSPORT

 

LE PARTITE DI OGGI

  LE GUIDE INUTILI DI SLALOM  | LE PARTITE PRIMA DELLE PARTITE

 

①  COCO GAUFF VS MARKETA VONDROUSOVA

Non c’è stato molto tennis nel loro scontro diretto precedente: una vittoria per 6-0, 6-1 di Gauff alle finali WTA di Cancun lo scorso ottobre. Jabeur ha un record di 2-4 contro l’americana. La rivista Tennis scrive che Gauff fornisce la consistenza e la velocità  di questo gioco, la carne e le patate,  mentre Jabeur è la ciliegina sulla torta con la sua fantasiosa selezione di colpi. Ognuna sa come muoversi su un campo in terra battuta, ma ognuna si avvicina a questa superficie in modo diverso. Jabeur ha il potenziale per battere Gauff e chiunque altra, in qualsiasi giorno. Ma il gioco delle percentuali, secondo il magazine, fa pendere il pronostico dalla parte dell’americanina. 

Il sito del torneo ricorda che Coco sa cosa serve per vincere un titolo del Grande Slam e conosce il dolore di una sconfitta in finale. Jabeur ha assaporato solo quello, battuta due volte a Wimbledon e una a New York, sempre sulla soglia per diventare la prima donna africana e araba a vincere un titolo. 

Cercare di scacciare quei brutti ricordi dalla mente non è facile, e poi c’è stato questo fastidioso infortunio al ginocchio da cui s’è dovuta riprendere, con il corpo e con la mente, direbbe Julio Iglesias. Finora ha perso solo un set.

 

②  IGA SWIATEK VS MARKETA VONDROUSOVA

C’è una buona notizia per Swiatek, secondo la rivista Tennis. Si sente fresca come una rosa. Non è una faccenda rassicurante per Vondrousova. La numero 1 del mondo ha avuto bisogno di soli 40 minuti per battere Anastasia Potapova domenica, con il secondo scarto più netto di sempre nella storia del torneo. Arriva alla partita di oggi con un vantaggio di 3-0 nel confronto diretto, anzi alla ceka non ha mai lasciato un set. Negli ottavi la polacca ha lasciato 10 punti in tutto all’avversaria e ha commesso solo due errori non forzati. 

Vondrousova fa affidamento sulla sua capacità di giocare fuori dai radar, come scrive L’Équipe stamattina. Bertrand Lagacherie dice: Con i suoi tatuaggi che le scendono lungo entrambe le braccia, non dovrebbe passare inosservata. Tuttavia, Marketa Vondrousova è arrivata ai quarti di finale del Roland-Garros senza fare rumore e senza suscitare la tempesta mediatica che circonda lo Slam parigino

Lei dice che non le piace essere al centro dell’attenzione. Non le importa di non essere la più famosa del circuito WTA. Pensa che il suo stile di gioco costringa le avversarie a commettere più errori del solito. Si spinge a immaginare che il suo gioco possa risultare noioso. È più brava a far giocare male le altre. Ma L’Équipe considera che in un Tour nel quale il gioco spesso assomiglia a una gara di colpi pesanti, il suo batuffolo di cotone emerge.

 

③  JANNIK SINNER VS. GRIGOR DIMITROV

Come Alcaraz, Sinner ha iniziato questo torneo sotto la nuvola di un infortunio. Anche lui è cresciuto partita dopo partita. Ha perso solo un set contro Corentin Moutet, tormentato da smorzate e servizi da sotto. Dopo gli ha lasciato 6 game in tre set. Sinner è avanti 3-1 contro Dimitrov. Due mesi fa lo ha fermato in finale a Miami. Secondo la rivista Tennis, la terra dovrebbe essere più congeniale a Dimitrov e al suo rovescio a una mano. Quattro anni fa a Roma vinse lui, ma Sinner era ancora un ragazzino. Dimitrov aspetta da 14 anni questi quarti di finale.

 

CARLOS ALCARAZ VS. STEFANOS TSITSIPAS 

C’è qualcosa nel gioco di Tsitsipas che tira fuori il meglio da Alcaraz. È la tesi della rivista Tennis, nella sua guida alle partite del giorno.  Lo spagnolo si è fatto conoscere da adolescente, tre anni fa, proprio quando sconfisse il greco in cinque set agli US Open. Da allora ha tirato dritto con altre quattro vittorie negli scontri diretti e nessuna sconfitta. 

L’anno scorso al Roland Garros, Alcaraz ha battuto Tsitsipas ai quarti. Ma il greco sembra essere salito di livello sulla terra. È stato campione a Monte-Carlo, finalista a Barcellona, ha superato avversari difficili a Parigi: Fucsovics, Zhang, Arnaldi, e senza troppi problemi.


EUROGOL

L’ITALIA DI SPALLETTI NON E’ ANCORA DI SPALLETTI

EURO 2024 | -10 GIORNI

 

 

 

ITALIA  0

[4-2-3-1]: Vicario; Di Lorenzo, Mancini, Bastoni, Dimarco (40′ st Calafiori); Jorginho (17′ st Fagioli), Cristante; Orsolini (1′ st Cambiaso), Pellegrini (23′ st Frattesi), Chiesa (1′ st Zaccagni); Retegui (23′ st Raspadori).

0  TURCHIA

[4-2-3-1]: Bayindir; Celik (20′ st Ozkacar), Bardakci, Kabak (40′ Demiral), Muldur; Calhanoglu, Ayhan (20′ st Ozdemir); Aydin (1′ st Omur), Yazici (9′ st Kokcu), Yildiz; Yilmaz (36′ st Kilicsoy).

GOL nessuno

Cartellini gialli Orsolini [29], Mancini [90+1]

Statistiche Possesso: 53 a 47, Occasioni 0 a 1, Parate 2 a 2, Falli 17 a 12, Passaggi 548 a 490, Tiri in porta 2 a 2, Palloni in area 22 a 13

  Forse era solo una questione scaramantica, di buonaugurio, chi lo può dire, L’Italia ha voluto cominciare di fatto la sua avventura europea con un’amichevole contro la Turchia, per riproporre la partita d’apertura del torneo di tre anni fa, stadio Olimpico, 11 giugno 2021, tre gol tutti nel secondo tempo, prima di farne altri tre alla Svizzera, uno al Galles, scavalcare l’Austria agli ottavi, il Belgio ai quarti, la Spagna ai rigori in semifinale, infine Wembley. 

Leggi tutto >

AMERICHE..

LA NBA NELL’ETA’ DELL’EQUILIBRIO. O FORSE STA COMINCIANDO L’ETA’ DEI CELTICS

LE FINALS

   Sei stagioni, sei campioni diversi. Non è il campionato di Karl Marx. È il regno del capitalismo applicato allo sport. È la NBA che per diventare più ricca, per attrarre sponsor e investimenti, sa di non poter vendere un campionato con lo spoiler. Boston vs Dallas è la finale che ancora una volta racconta questo sforzo. I Mavs non vincono il titolo da 13 anni. I Celtics sono l’equivalente del Real Madrid calcistico nella pallacanestro americana, nessuna franchigia ha vinto più anelli di loro, eppure il più recente porta la data del 2008, ed è stato il solo negli ultimi 38 anni. 

Leggi tutto >

RUOTE

ASPETTANDO ROGLIC

    GIRO DEL DELFINATO

 

LA TAPPA DI OGGI  |  CELLES-SUR-DUROLLE > LES ESTABLES

 

 

181,7 KM da percorrere con partenza da Celles-sur-Durolle e subito la Côte d’Augerolles [2.4 km al 5.7%], prima di avviarsi verso la Côte de Saint-Victor-sur-Arlanc [3.3 km all’8.8%)] e un susseguirsi senza fiato di salite e discese, tra la Côte de Retournac [3.2 km al 5.3%[, la Côte de Valogeon [2.1 km al 5.1%], l’arrivo in cima alla Côte des Estables [3.8 km al 4.9%].

Quando la strada è andata in salita, ieri si è rivisto Primoz Roglic, secondo nella nebbia alle spalle di Cort-Nielsen. È naturale aspettarselo anche oggi. Ne scrive Alessandra Giardini sulla Gazzetta.

 

L’altro sloveno eccolo. Primo arrivo in salita al Delfinato, sul Col de la Loge, e Primoz Roglic c’è: spunta nella nebbia alle spalle del danese Cort Nielsen, davanti a Jorgenson e a Ciccone

Roglic ha 14 giorni appena di gara nelle gambe, una vittoria, la cronometro di apertura dei Paesi Baschi, a Irun: quando sbagliò strada e batté comunque Evenepoel, Ayuso e Vingegaard. Nei giorni successivi è caduto due volte, abbastanza scorticato e incerottato da saltare le classiche delle Ardenne ricorda Giardini. 

Il vero Roglic – in definitiva – non si era ancora visto con la Bora, che al Tour cambierà ufficialmente nome in Red Bull-Bora Hansgrohe: alla Parigi-Nizza non sembrava neanche lui, ai Paesi Baschi è successo il patatrac, in questo Delfinato comincia a fare sul serio, nella nuova versione di se stesso, quella dello sfidante. E poi al Tour de France sarà derby tra i due sloveni – anticipa Giardini – che dal 2019 a oggi hanno vinto 7 grandi Giri su 16 (4 Roglic, 3 Pogacar) arrivando altre 6 volte sul podio, 3 a testa.

 

E POI

Il giorno più luminoso nella carriera del canadese Derek Gee – che molte volte era andato vicino a un bel risultato e spesso si era trovato a stringere un pugno d’aria. È il sesto corridore che nel 2024 ha ottenuto il primo successo nel World Tour, dopo Isaac Del Toro e Oscar Onley al Tour Down Under, Maikel Zijlaard al Giro di Romandia, Valentin Paret-Peintre e Georg Steinhsuer al Giro d’Italia.

L’ultima maglia gialla al Delfinato di un canadese era stata sulle spalle di  David Veilleux nel 2013. Sempre Veilleux era stato l’ultimo a vincere una tappa. 

 

LEGGI ANCHE

FROOME HA DEI NEMICI FRA I COMPAGNI DI SQUADRA

 

Non è stato facile per Chris Froome. Non vince una corsa da sei anni, Bardonecchia è stato l’ultimo posto della sua gloria

Leggi tutto >

RUBRICHE..

PLATINI PENSA A MOZART, MARQUEZ SARA’ UN SALIERI

IL METEO DEL MARTEDÌ

MARE MOSSO  MARQUEZ IN DUCATI, MARTIN SI E’ OFFESO

Tra poco sarà ufficiale, ma stamattina i giornali lo danno per fatto. Marc sarà il compagno di Bagnaia l’anno prossimo. Bastianini va verso la Ktm e l’altra conseguenza è la rottura con Jorge Martin, dato per favorito al posto in sella. Lascerà la Pramac e se ne andrà all’Aprilia. 

Paolo Ianieri sulla Gazzetta dice: Una coppia bellissima, intrigante, esplosiva, tra due piloti diversissimi tra loro per stile e personalità, che si sono sempre rispettati tra di loro, ma che al tempo stesso non si sono mai annusati troppo. Perché, anche se a lui di questo non importa troppo, Pecco è cresciuto nella nidiata di Valentino Rossi e cosa il nome di Vale e di Marc suscitino quando vengono accostati, non è neppure il caso di dirlo, con quel 2015 che ancora cova sotto la cenere nonostante siano passati quasi dieci anni

 

  BASSA PRESSIONE   IL MALINCONICO PLATINI

   Non le viene mai voglia di tornare davvero? Le istituzioni mondiali del calcio la fecero fuori, ma dalle accuse è stato assolto completamente.

«Tutto finito: mi resta l’ingiustizia subita e me la tengo. Conosco i dirigenti di ieri e di oggi, tutti uguali, Ceferin e Infantino sono niente, pensano solo ai soldi. Hanno creato una nuova Champions League stupida, troppe partite. Io volevo che il governo del calcio fosse affidato ai calciatori, a chi ne sa davvero».

   C’è ancora tempo?

«Non lo so, me lo auguro. Come giocatore, allenatore e dirigente ho sempre cercato di fare bene, di aumentare il divertimento nel football e la base di chi lo pratica. Oggi, questo sport è in mano a dirigenti senza storia e ad allenatori fissati con la tattica. Invece, bisogna dare il pallone a un bambino come diedero un pianoforte a Mozart».

   Pensa che Thiago Motta sia l’uomo giusto per ripartire?

«Come tecnico ne so poco, come giocatore era molto forte. Questo, comunque, è il tempo di risanare, non di sognare. Per comprare servono soldi, e tutti ormai costano troppo».

   Vogliono dare il 10 a Yildiz.

«Mi spiace, non lo conosco».

   Ha visto? Forse la Super League la faranno davvero.

«Mi sembra un male inevitabile, però è importante che i giudici europei abbiano stabilito che non potrà organizzarla una lega privata. Chi comanda vuole giocare da solo, ma questo non è calcio».

[intervista di maurizio crosetti, Repubblica]

 

CIELO STELLATO  LA PROMOZIONE DEL VENEZIA

 Nicola Binda sulla Gazzetta ha parlato con  Duncan Niederauer, l’ ex presidente di Wall Street, il manager in giacca e cravatta nel G100 degli amministratori delegati di tutto il mondo, l’uomo che quando arriva a Venezia mette volentieri i bermuda e sempre la maglietta a strisce verdi e arancioni. Il posto in tribuna accanto alle autorità? Macchè, il presidente va in curva con gli ultrà e si gode la partita da lì. Magari con una birra in mano, così, per smorzare la tensione.

 

   Quale differenza passa tra le due promozioni che ha conquistato con il Venezia?

«È stata molto più emozionante questa. Durante il campionato abbiamo fatto un grande lavoro per sistemare il club e fare una squadra forte, e la crescita dei ragazzi è stata incoraggiante. Ci siamo dati forza a vicenda. E poi abbiamo avuto un supporto incredibile dei tifosi: senza di loro sarebbe stato impossibile farcela, si è creata un’atmosfera bellissima».

   Come si ripresenta il Venezia in Serie A due anni dopo?

«Con una squadra più pronta, con una rosa migliore: c’è meno lavoro da fare in vista della prossima stagione. Ma siamo più pronti in generale, anche come organizzazione societaria, con un centro sportivo moderno ed efficiente. E con più anni di esperienza sulle spalle. Insomma, è un altro Venezia».

 

TORNADO  LA FINALE VIRTUS-OLIMPIA

Comincia giovedì la finale di basket per lo scudetto tra Virtus Bologna e Olimpia Milano, la quarta uguale di fila, non un bel segnale per lo stato di salute della media borghesia. Luca Aquino ne ha parlato con Marco Belinelli sulla Gazzetta, a 20 anni di distanza dalla prima che giocò quando era dall’altra parte di Bologna, aveva la maglia della Fortitudo, fece il fenomeno in semifinale contro Napoli e perse lo scudetto contro Siena

  Se potesse togliere un giocatore a Milano chi sceglierebbe?

«Sono forti in tutti i ruoli. Spesso abbiamo sofferto Shields, ma ho grande fiducia nei miei compagni, nei miei difensori: abbiamo un reparto esterni che ci invidiano e che farà di tutto per fermare uno dei loro migliori».

  Quale sarà la chiave della finale?

«Loro stanno giocando una grande pallacanestro, sia in attacco sia in difesa, Messina sarà pronto come sempre e noi stiamo facendo un lavoro importante per fare in modo che avvenga qualcosa di positivo. Giusto dire che sono la squadra da battere, ma non abbiamo paura. Sono orgoglioso di essere di nuovo in finale, ora abbiamo voglia di chiudere nel modo giusto».

 


VITE OLIMPICHE..

LA FIACCOLA IN VANDEA

  PARIS 2024 | -52 GIORNI

La Vandea si è affermata come terra di sport, dice il sito olimpico. Perché da qui parte la Vendée Globe, qui hanno ospitato spesso la partenza del Tour de France con un pacco di soldi, qui passa allora il Tour de Flamme verso Parigi, attraverso il Passage du Gois, questa strada accessibile solo con la bassa marea, la strada che collega l’isola di Noirmoutier alla costa. L’itinerario prevede un passaggio da Fontenay-le-Comte con le sue facciate rinascimentali, da Montaigu-Vendée, città reale nel XV secolo, e poi la visita al Puy-du-Fou, 2 milioni di visitatori ogni anno.

All’interno del parco sarà organizzata una staffetta di 3 chilometri. Il resto si svolgerà a La Roche-sur-Yon, città creata da Napoleone, e alla Pointe d’Arçay, sito naturale protetto assai caro agli uccelli migratori. La giornata si concluderà a Les Sables-d’Olonne con luci, colori, giochi di bandiere, ricchi premi e cotillon. 

Una delle baie più belle del mondo, questo è il suo marchio, nel nome della tutela dell’ambiente. È la casa della Vendée Globe, il sacro fuoco di Olimpia accarezzerà il parco sportivo Rudelière, i negozi del centro storico, la grande spiaggia e infine salirà a bordo di una barca a vela, per dirigersi verso il Museo delle Conchiglie, 50.000 esemplari raccolti in tutto il mondo.

 

André LE PÈRE, inizio XX secolo Paesaggio della Vandea … | Drouot.com

Tra le molte edizioni del Tour de France partite dalla Vandea, spicca più delle altre quella del 1999. L’edizione che avrebbe dovuto avere Marco Pantani con il dorsale numero 1. Dopo la doppietta Giro-Tour dell’anno prima, avrebbe tentato il bis, lo fermarono col sangue troppo denso a Madonna di Campiglio. 

Alla partenza dalla Vandea, Gianni Mura attaccò così: In questo posto inventato in un deserto verde (9 km da fare per un panino) c’ è una corsa da inventare. Il numero 1 è sulle spalle di Garzelli. Non c’ è più religione. Gli altari sono liberi, è la fede che vacilla. Continuo a credere che Pantani abbia vinto benissimo il Tour e in modo pulito l’ anno scorso. Cosa poi abbia fatto o gli abbiano fatto al Giro non so, non mi dorme sotto l’ ala. Mi sento anch’ io più povero, senza le vibrazioni pantaniane da subito, un anno fa. Posso analizzare una tappa, un comportamento, una tattica, sapendo però che le analisi che contano sono quelle del sangue. In questo pezzo di Vandea dove quasi a ogni incrocio ci sono cartelli con cuori sanguinanti e cuori crociati, doveva ritrovarsi un Tour buio e pulito. Buio perché senza stelle. Si può pure fare una presentazione ispirata a Spoon River. Dov’ è il Fossile? Dov’ è Pantadattilo? Che arava le montagne col suo piglio infantile e luciferino?  Un proverbio napoletano fotografa bene questa situazione: i foderi combattono e le sciabole stanno appese. Senza offesa per i foderi

 

IL GESTO NOBILE DI SIMONE BILES

 

  Quando Sunisa Lee ha chiuso l’esercizio al volteggio in totale disequilibrio, Simone Biles è corsa da lei per capire cosa fosse successo, va tutto bene, lasciati aiutare. Ci sono passata anch’io, le ha detto, un po’ come fa il Maradona di Sorrentino quando dice: sono mancino. Come se non lo sapesse tutto il mondo. 

Emily Giambalvo sul Washington Post ha raccontato l’errore di Lee e il gesto di fair play di Biles, avvenuti ai campionati americani di ginnastica. Un leggero inciampo dei piedi, un atterraggio un po’ troppo indietro, meno in sicurezza del solito. Lee avrebbe dovuto spingersi giù dal volteggio con le mani e completare due giri in aria. Invece si è persa mezza rotazione strada facendo, ha parlato di un incidente strano e fortuito, di una mancanza di consapevolezza sulla sua posizione in aria, e tutti hanno pensato ai twisties di Simone ai Giochi di Tokyo.

Sunisa Lee ha avuto un anno difficile per dei problemi ai reni. La gara dello scorso week-end è stata la prima su tutti e quattro gli attrezzi dai Giochi di Tokyo di tre anni fa. Alla trave è stata come al solito incantevole. 

 

Il concorso generale è stato vinto da Simone Biles, con lei si sono qualificate per i Trials olimpici le prime 13: Skye Blakely, Jade Carey, Dulcy Caylor, Jordan Chiles, Kayla DiCello, Sunisa Lee, Eveylynn Lowe, Zoey Molomo, Hezly Rivera, Joscelyn Roberson, Simone Rose, Tiana Sumanseker e Leanne Wong, più Kaliya Lincoln e Shilese Jones.

Louise Radnofsky  ha scritto sul Wall Street Journal che mai prima d’ora c’erano state così tante ginnaste in competizione per cinque posti in squadra. I selezionatori statunitensi stanno cercando di creare un quintetto per schierare tre ginnaste in ciascun attrezzo nella finale a squadre

 

Dopo Tokyo c’è stato un nuovo boom nella ginnastica universitaria, il nome nuovo del triennio è stato quello di Shilese Jones, argento ai Mondiali 2022 e bronzo nel 2023. È la prima punta ormai dietro Biles, per i suoi ottimi punteggi alla trave, al corpo libero, alle parallele e al volteggio. Venerdì, però, si è ritirata dai campionati nazionali per un infortunio alla spalla, dicendo che voleva dare priorità al recupero per essere al massimo ai Trials. 

Si è defilata Gabby Douglas. Il suo progetto ambizioso di rientrare 12 anni dopo l’oro di LOndra, diventa ancora più ambizioso. La NBC sostiene che ha maturato la convinzione di allenarsi come si deve per i Giochi di Los Angeles del 2028. 


 IL TELECOSLALOM..

LO SPORT IN TV

LA GIORNATA

 

VITE OLIMPICHE

10.00 Tiro a segno, qualificazioni olimpiche: finale pistola 25 metri donne – in streaming su Olympic Channel

TENNIS

11.00 Roland Garros, quarti di finale – su Eurosport

RUOTE

15.35  Giro del Delfinato, terza tappa – su Rai Sport e Eurosport2

EUROGOL

15.00 Torneo di Tolone: Italia vs Giappone Under 21 – su Rai2

18.15 Qualificazioni Europei femminili 2025: Italia vs Norvegia – su Rai 2

20.45  Amichevole: Austria vs Serbia e Portogallo vs Finlandia – su Sky

21.00 Amichevole: Italia vs Turchia – su Rai 1

PALAZZETTI E DINTORNI

20.30 Play-off serie A2: Cantù vs Trieste – su Raisport


RASSEGNA..

Che cosa si dice oggi in giro

EDICOLA

Il diario di Slalom si è aperto come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.