Si è incarognita l’aria a Barcellona intorno a Maradona. Si è incarognita perché sono caduti i veli. La copertura di Juliano è caduta, Diego è venuto allo scoperto. Ora la città sa che Diego vuole andarsene e che il Napoli lo ha convinto. Ma c’è un problema. Esistono dei tempi tecnici da rispettare per il trasferimento dei soldi dall’Italia in Catalogna, e invece in Catalogna hanno fretta. Altrimenti minacciano di far saltare tutto. Vattene, dicono a Diego, da Barcellona. Ancora ieri il Mundo Deportivo quasi ignorava la notizia, stamattina il giornale ufficiale del barcellonismo si è arreso e dedica 6 pagine alla partenza di Maradona.
Il Mundo Deportivo se ne occupa con una galleria di immagini, un pezzo scritto dall’inviato italiano della Gazzetta Rosario Pastore e con un altro retroscena nel quale continuano a chiedersi se in quest’operazione, alle spalle del Napoli, non ci sia la Juventus. «Magari – ha risposto Juliano – noi non rifluteremmo di certo un simile aiuto. La società bianconera ha un grande nome ed una tradizione ancor più prestigiosa. Pensate, più d’un dirigente del Barcellona ha confuso il mio cognome con quello di Giuliano della Juventus. E questo gioco di parole è servito ad aprire molte porte. L’ingaggio di Maradona, come potete immaginare, è di una complessità incredibile. Il Napoli, per riuscire in quest’impresa, ha bisogno dell’aiuto di tutti. Che tipo d’aiuto? Diciamo morale. Non posso certo usare altre parole. Sono pronto, comunque, ad ascoltare tutte le eventuali proposte con una condizione: avere il prossimo anno Maradona in maglia partenopea».
Insomma, domandano a Juliano, chiedete di non aver intralci durante la trattativa? «Anche» è la risposta. Ma non è rassicurante il tenore del pezzo uscito oggi su La Stampa, quotidiano di proprietà della famiglia Agnelli. Bruno Perucca ha scritto: “Si possono fare i complimenti al Napoli, ma dire a Juliano di tenere d’occhio la Juventus. E forse Totonno se ne è già convinto, nei giorni passati a Barcellona. Maradona è in vendita, che venga in Italia è probabile. Dove andrà? Diego, come Platini prima di venire alla Juve, ha tanta voglia di cominciare a vincere. Adesso il Napoli riprova, ma la Juve non ha mai dimenticato Maradona”.
Gianpiero Boniperti dice però che solo il Napoli in Italia può permettersi una spesa del genere, per gli incassi di cui dispone e di cui disporrà. I soldi si incassano solo al botteghino.
Di certo, la Gazzetta scrive oggi che l’’operazione ha subito una frenata.
“Cosa è successo? Sabato pomeriggio – racconta il giornale diretto da Cannavò – i presidenti di Barcellona (Nunez) e Napoli (Ferlaino) si erano accordati per il passaggio del campione argentino sulla base di 7 milioni e mezzo di dollari (quasi 13 Miliardi di lire). Un accordo sulla parola che stabiliva anche i tempi di pagamento da parte del Napoli: tre rate annuali, ognuna di 2 milioni e mezzo di dollari. Una cifra considerevole che, a Barcellona, vogliono però in tempi brevissimi: nel club catalano c’è chi, con eccessivo ottimismo, riteneva possibile l’invio della garanzia bancaria dall’Italia nello spazio di poche ore. Il che e impossibile, o comunque molto difficile. Il Napoli ha chiesto al Barcellona di pazientare: il rischio e che altre società si facciano sotto con i contanti. Ma l’arrivo a Roma di Nunez e del consulente finanziario del Barcellona per incontrare Ferlaino fa capire che per il Napoli i giochi sono comunque fatti. La spedizione italiana dei dirigenti catalani ha anche l’intento di contattare Rush, possibile erede di Maradona”.
Ian Rush, gallese, il centravanti del Liverpool, avversario domani sera della Roma all’Olimpico per la finale di Coppa dei Campioni.
CHE COSA DICE MARADONA
Diego è a New York con i compagni di squadra, impegnato in un quadrangolare con una squadra locale, l’Udinese di Vinicio e Zico, la Fluminense – che però ha portato le riserve.
“Dopo la grande emozione – scrive Alberto Cerruti sulla Gazzetta – è cominciata la grande attesa, di un si desideratissimo, o di un no deludentissimo”. Il Barcellona alloggia all’hotel Sheraton di Hasbrouck nel New Jersey, a un’ora di macchina dal cuore di New York.
“Piove, la giornata è grigia e triste”. Diego in tuta blu scuro, “con la mano sinistra appoggiata al muro di fianco all’ascensore, riceve i giornalisti italiani e li aggiorna.
«Non c’è niente di nuovo – dice con aria delusa – perché purtroppo nessuno mi ha chiamato. Io aspetto sempre una telefonata da Juliano. Sono tranquillo, ho dormito bene e a lungo, ma spero che questa attesa termini presto. lo penso che entro domani ci sarà una decisione. Un sì, o un no. Non credo si vada oltre e spero proprio che non si vada oltre. L’idea di giocare a Napoli mi incanta, ma a questo punto io non posso far nulla. È il Napoll che deve accordarsi con il Barcellona e mi auguro che non vi siano ostacoli».
E se saltasse tutto? Diego dice che «rimarrei al Barcellona, perché devo rispettare un contratto. Al momento non ci sono altre squadre. O Napoli o Barcellona. I giornali hanno scritto: Maradona vattene. È soltanto questione di invidia. In Spagna non possono vedere gli stranieri e a questo punto tanto varrebbe per loro chiudere le fronttere. Se uno straniero segna un bel gol, dicono che è stato un gol normale. È un discorso che riguarda me ma anche gli altri. Se salta tutto, per me sarebbe ancor peggio, lo so, ma cosa posso fare? Non posso piantare un capriccio e dire basta. Io in campo ho avuto problemi solo con Goicotchea e la sua squadra, l’Athletic Bilbao. Non capisco proprio perché dicano che tutti ce l’hanno con me».
Quando gli dicono che a Napoli la gente è già in festa, che tutti l’aspettano, “iI volto gli si illumina. Improvvisamente Maradona ritrova un bel sorriso” [La Gazzetta]. «Ah si? Che bello! Non sono mai stato a Napoli, ma Sivori mi ha detto che è una meraviglia. L’ho visto In Argentina durante le vacanze».
A Diego hanno chiesto quale giocatore italiano gli piacerebbe avere al suo fianco. Risposta: «Giordano. Mi piace molto, anche perché assomiglia a Diaz». Figuriamoci. Giordano dalla Lazio sta andando alla Juventus. Impossibile. Più facile discutere con l’Avellino la comproprietà di Ramon.
Quali giocatore conosce Diego del Napoli? «Quel difensore forte…Ferrario… Juliano mi ha detto che è molto bravo. Juliano mi ha parlato di tutti i giocatori, descrivendomeli uno per uno».
A molti continua a sembrar strano che Diego abbia sempre manifestato l’intenzione di trasferirsi al Napoli e non alla Juventus. La Gazzetta gli chiede come mai. Risposta: «È logico per me parlare del Napoli, perché il Napoli è stata la prima squadra che mi ha cercato. Se mi avesse cercato la Juve, ora parlerei della Juve».

Se tutto si dovesse sbloccare domani, Diego giocherebbe il 3 giugno l’ultima partita a New York e poi volerebbe subito a Napoli per un paio di giorni nella nuova città.
Non teme di giocare in una squadra troppo debole? – gli chiede l’inviato della Gazzetta. «Juliano mi ha assicurato che oltre a me arriveranno tre o quattro buoni giocatori». Chi l’ha presa male è Dirceu, il numero 10 del campionato scorso. Chiederà ai dirigenti garanzie sul suo futuro, “stufo di leggere sui giornali – dice la Gazzetta – che il Napoli oltre al divino Maradona è sulle tracce di Diaz e Bertoni, per non parlare di Briegel e di Rush”.
LA CITTÀ
«Diego Maradona, re di Napoli» c’è scritto sui murl di via Caracciolo. O almeno così garantisce Luca Calamai, inviato a Napoli dalla Gazzetta. “Dopo la festa, la riflessione. È finito Il tempo dei pazzarielli, Napoli vuole aiutare il Napoli a raggiungere, a concretizzare il sogno Maradona”. I club del tifo organizzato offrono di sottoscrivere abbonamenti biennali, la stessa formula che Mazza ha proposto ai tifosi friulani per tenere Zico, incassando critiche e contestazione.
“Se Maradona arriverà davvero – dice la Gazzetta – magari servirà un’ulteriore deroga su quei canoni d’affitto del San Paolo che I Napoli non paga dal lontano 1974. Se arriva Maradona dovranno presidiare i botteghini quando saranno messi in vendita gli abbonamenti. Il San Paolo è troppo piccolo”.
IL MORALISMO SUI 13 MILIARDI | I COMMENTI
| Mario Gherarducci, Corriere della sera: “Non ci vuole molta fantasia per immaginare già i gemiti qualunquistici dei soliti moralisti d’assalto, che si fingeranno indignati per i dieci o quindici miliardi pagati dalla società calcistica di una città alle prese con drammatici problemi sociali ed economici. Come se spettasse ad un club del pallone provvedere alla costruzione di scuole e di ospedali, di fogne e di abitazioni… C’è piuttosto da augurarsi che l’eventuale acquisto di Maradona non rappresenti unicamente il solito exploit isolato di una società a caccia di facili abbonamenti ma testimoni la volontà del tandem Ferlaino-Juliano di regalare finalmente ad un pubblico fedele ed appassionato una squadra in grado di tornare a battersi nei quartieri alti del campionato. Napoli ed i napoletani non meriterebbero di essere presi ancora in giro”
| Mario Sconcerti, Repubblica: “Si continua a parlare molto e spesso con grande scandalo del possibile acquisto di Maradona da parte del Napoli. In realtà la storia è molto semplice: Maradona andrà al Napoli se i soldi per il suo arrivo non incideranno sul bilancio della società. Tradotto in cifre significa che il presidente e i consiglieri si dovranno tassare o che comunque dovrà essere trovata una forma di colossale sponsorizzazione. Se una di queste due condizioni irrinunciabili si realizza, non c’ è nessun motivo perché si debba continuare a parlare di scandalo. Il calcio ha vissuto fino ad ora nella confusione economica anche e soprattutto perché i suoi dirigenti si concedevano gratuitamente lussuose vetrine. Adesso che sono chiamati ad esporsi in modo pesante è almeno prematuro coinvolgerli in moralismi che pochissimo hanno da spartire col nuovo calcio. Si dice che Napoli ha mille altri problemi. È purtroppo vero, ma l’errore sta nel considerare il Napoli una coda della città o una sua naturale espressione necessariamente dimensionata alla crisi generale. Nessuno chiede al Teatro San Carlo cinque anni di compagnie d’avanguardia con la promessa che diventeranno un classico. Se adesso si investe sullo spettacolo Napoli-calcio comprando Maradona si compie perfino un atto di onestà imprenditoriale. Né si può chiedere a Ferlaino di investire quei miliardi per riparare le case terremotate o trovare un’ occupazione alle migliaia di disoccupati. Con una squadra poche volte buona e quasi sempre mediocre, negli ultimi quindici anni il Napoli ha perso certamente almeno venti miliardi. Adesso porta nel suo teatro uno dei migliori attori del mondo pur sapendo che proprio “il suo grande pubblico” avrebbe riempito lo stadio anche in un ennesimo campionato deludente (non c’ è niente di più rassicurante per le casse di una società che un torneo ai limiti della retrocessione). Per farlo vedere non chiede finanziamenti occulti, ma prezzi altissimi (e ricordiamoci sempre che fino a oggi vedere le partite in curva rappresentava una spesa compresa fra le nove e le quindicimila lire al mese…), lasciando però così almeno la scelta del cartellone nelle mani del pubblico. Con il dovuto rispetto per qualunque professionista era molto più audace offrire uno spettacolo a scatola chiusa come gli anni scorsi con De Rosa e Pellegrini, che tentarne uno adesso a scatola spalancata con Maradona”.