“La Juve prende Maradona”. L’estate dell’arrivo di Diego in Italia giorno per giorno.

 

SABATO 12 MAGGIO 1984

Oh, che sveglia. La prima pagina della Gazzetta stamattina fa sobbalzare. È sabato. L’ultimo sabato di vigilia del campionato nell’ultimo mese di scuola. Domani alle quattro del pomeriggio si gioca l’ultima giornata della serie A. Dopodomani la Sannia interroga. Dice: portate due canti del Purgatorio. 

La Juventus è in Paradiso. Ha vinto lo scudetto in anticipo. Ha 43 punti, la Roma campione in carica per un’altra settimana 39, la Fiorentina è terza con 35. Genoa-Juventus e Roma-Verona sono gli ultimi impegni prima di due finali europee che in classe aspettano con una certa fibrillazione. Michele è juventino. La Juventus gioca il 16 contro il Porto a Basilea per la Coppa delle Coppe. Antonio e Salvatore hanno una simpatia per la Roma, a fine mese nel suo stadio gioca contro il Liverpool per la Coppa dei Campioni. 

 

E adesso arriva questa prima pagina che fa sobbalzare. La Gazzetta scrive che da mercoledì sera, dopo la finale di coppa delle Coppe, Boniperti e Trapattoni si metteranno a discutere del secondo straniero da affiancare a Platini. La Juventus ha cinque giocatori sotto controllo e la Gazzetta pubblica le percentuali: Maradona 40%, Robson 20%, Zico e Boniek 15%, Socrates 10%. 

Dall’esito della finale con il Porto – sintetizza il giornale da Milano – dipenderà anche il destino di Boniek. I tifosi lo vorrebbero confermato ma la società sembra orientata a sostituirlo. Se la Juve conquisterà anche la coppa, aumenteranno le probabilità di Boniek di restare bianconero. Ma ci sono quattro nomi prestigiosi in lista d’arrivo, primo fra tutti quello di Maradona che, come è noto, piace molto all’avvocato Agnelli

C’è una pagina dedicata ai grandi colpi del passato della Juventus, colpi a sorpresa. David Messina, la firma della Gazzetta sul calciomercato, parla di un bel dilemma. È fuor di dubbio che in un felice dilemma del genere vorrebbero potersi trovare tutti i presidenti di serie A. La scelta, però, non è facile lo stesso. Si tratta in sostanza di scegliere il fiore che meglio si adatti, per colori, profumo e vividezza, all’occhiello di un abito di gran gala sul quale già figurano fregi e decorazioni di una lucentezza eccezionale, «firmato> dai nomi altisonanti di Platini, Paolo Rossi, Giordano, Tardelli, Cabrini, Scirea e chi più ne ha più ne metta

Sì, anche Giordano. La Gazzetta scrive che la Juventus ormai l’ha preso dalla Lazio. È fatta. Arriva insieme a Collovati dal Milan, al quale sarà girato Manfredonia. Come Trapattoni possa farli giocare tutti assieme, non si sa. La Gazzetta fa notare che lo scudetto è arrivato con una macchia, il maggior numero di gol subiti da una squadra campione. Trapattoni spiega che ne prendono tanti in contropiede perché la sua è una squadra che va all’attacco, anche se noi tutti gli diamo del catenacciaro.

Le voci di mercato sono pazzesche. L’Udinese vuole cedere Zico perché ha in pugno Socrates, il Torino ha ottenuto il sì di Junior, Tricella sarà presto dell’Inter, con Hansi Muller Bini e soldi al Verona. Il legale di Falcao è arrivato a Roma e promette un rinnovo con la Roma per altri due anni.

Ci mancava solo Maradona. Alla Juve davano per scontata fino a pochi giorni fa la conferma di Boniek, ma spiega la Gazzetta che in  piena discordanza con queste voci, però, l’avvocato Agnelli ha già avuto modo di far osservare a Boniperti ed ai suoi collaboratori che «Boniek è bravo ma la Juve ha bisogno di essere rinnovata».

David Messina scrive che se mercoledì la Juventus dovesse perdere la finale di Coppa delle Coppe contro il Porto, sceglierà il nuovo straniero da accostare a Platini entro una rosa di candidati che comprende Robson, Zico, Maradona e Socrates. Maradona è il favorito. 

 

C’è una dichiarazione di Maradona dalla Spagna che non incoraggia. «Io sono un giocatore del Barcellona, e non ho intavolato trattative con alcuna altra squadra. Ho un contratto con il Barcellona per altri quattro anni e devo rispettarlo».

Definitivo. 

Ma non troppo.

Perché Diego dice: devo. Non dice: voglio.  

CHE COSA DICONO A BARCELLONA

Il Barcellona è un covo di incertezze. Il Mundo Deportivo di stamattina racconta in prima pagina che César Luis Menotti ha incontrato il presidente Nunez e gli ha offerto di restare, nel caso in cui non trovasse un nome spendibile per la panchina. Luis Suarez e Leo Beenhakker – se ne scrive a pagina 4 – sono prospettive che non convincono. Il nome di Maradona appare solo a pagina 6, dove si parla di quest’amichevole che una selezione di sudamericani dovrebbe giocare il 17 contro una selezione del Barcellona del passato. Insomma: Cruyff contro Maradona.

 

Ieri sì, ieri sì che in Catalogna ne parlavano. Il Mundo Deportivo ieri ha messo in prima pagina l’addio certo di Menotti e Maradona che flirta con il Calcio, nel senso di serie A. Maradona è bravino, ma non ha niente a che vedere con Cruyff – ha detto Paisley, leggendario allenatore del Liverpool. 

JJ Castillo ha firmato un editoriale nel quale scrive che la partenza di Menotti lascia un vuoto a Barcellona che dovrà essere colmato. La macchina degli intermediari si è già messa in moto e Núñez sta comprando delle lenti d’ingrandimento per non farsi sorprendere. Ma questo può aspettare. L’importante è che Menotti, con i suoi capelli da poeta, la sua immagine di conquistatore, la sua studiata “nonchalance”, le sue frasi che hanno fatto la storia e la sua fama di vincitore, va via senza aver trionfato come avrebbe voluto. I tre titoli vinti – una Coppa, una Superlega e una Supercoppa – non gli sono bastati. Lascia con dignità un incarico difficile. Lascia anche molti amici, e crediamo pochissimi o nessun nemico

C’è più inquietudine intorno a Diego Maradona. Menotti dice che in loro destini non sono legati, perché Diego non ha bisogno della protezione di nessuno. 

Il Mundo Deportivo ieri scriveva che è stato offerto a un sacco di squadre e che la Fiorentina sembra interessata. Maradona andrebbe a giocare al posto di Bertoni, insieme con Passarella. Ma Núñez dice che non ne sa niente, non gli risultano offerte per il giocatore. È stata la visita del Barcellona in Italia a innescare questo giro di voci di mercato: su Schuster, sullo stesso Menotti – accostato alla Roma – su Maradona. 

Quattro giorni fa il Barcellona è venuto a Udine per un’amichevole. Zico contro Maradona. Sono stati venduti 30 mila biglietti, il cachet del Barcellona è stato di 60mila dollari, ma Maradona non si è presentato.  Ha vinto l’Udinese per 4-1, un gol di Zico e di De Agostini, due di Virdis.

Carlo Coscia su La Stampa si è chiesto: Già, ma di chi sono le colpe? «Di Sola» dicono tutti in coro. Sola è un giocatore di riserva dell’Atletico di Bilbao, avversario sabato scorso del Barcellona nella finale della Coppa del Re giocata a Madrid. Al termine dell’incontro, vinto dai baschi per 1-0, Sola ha attizzato il fuoco della rissa, aggredendo proprio Maradona. C’è stata una mischia terribile, dalla quale l’aggressore è uscito in barella con una larga ferita al collo (tacchetti). Maradona, a sua volta, ha rimediato un taglio sopra il ginocchio sinistro, quindici giorni di riposo.

Questo infortunio è diventato lo spunto per una riflessione più ampia sull’esperienza di Maradona in Spagna. Certamente l’avventura spagnola di Maradona non è stata finora felice.  Questo Sola, insomma, che si scaglia dalla panchina – ha scritto Carlo Coscia – è una specie di pazzo oppure è stato in qualche modo provocato? Possibile che Maradona sia stato un angelo, come assicurano Menotti e gli altri del Barcellona? Di sicuro, tuttavia, non c’era provocazione da parte dell’argentino quando, mesi fa, il difensore dello stesso Atletico Bilbao, Goicoechea, entrò dritto sulla gamba dell’avversario spezzandogliela come un grissino

In conferenza stampa a Udine, Menotti ha detto l’altro giorno che «in Spagna, ogni partita è ormai un gioco al massacro e avanti di questo passo si finirà per distruggere il calcio. Maradona è ormai al limite della sopportazione. Sabato dopo la partita con l’Atletico Bilbao ha avuto una crisi di pianto. Visto come lo trattano, ormai penso che se ne andrebbe volentieri dalla Spagna. Ma è legato da un contratto col Barcellona e finché nessuna squadra, magari italiana, si fa avanti lui non può fare niente… ».

 

Silvio Garioni sul Corriere della sera dinanzi a tutte queste voci che girano, si domanda: Fantasia o realtà?. Il giornale milanese aggiunge che Boniek sta mettendo in imbarazzo la Juve chiedendo ad alta voce se in giro c’è davvero uno più bravo di lui. 

 

INTANTO CHE COSA SUCCEDE

Un altro catalano, Juan Antonio Samaranch, è sulla pagine di sport. Sta facendo di tutto per far rientrare il boicottaggio sovietico alle Olimpiadi di Los Angeles. Anche Cecoslovacchia, Cuba e Polonia vanno verso il no alle Olimpiadi. Cernenko da Mosca non accetta mediazioni. Ha detto di no anche al senatore americano Jackson. 

Intanto, due anni dopo aver sventolato la pipa al Bernabéu, il presidente Sandro Pertini ha altro per la testa. Ieri ha ricevuto i presidenti delle Camere, Nilde Jotti e Francesco Cossiga, per esprimere il più vivo apprezzamento per l’intenso e delicato lavoro svolto dalla commissione di inchiesta sulla P2 sotto la presidenza di Tina Anselmi. 

Un giudice americano ha firmato l’estradizione di Michele Sindona in Italia per l’accusa di aver avuto un ruolo nel delitto Ambrosoli, l’avvocato liquidatore delle sue banche. Numerose testimonianze, compresa quella di Enrico Cuccia, ex ad di Mediobanca, lo accusano pesantemente.  In Abruzzo ci sono 20mila persone senza tetto per le scosse di terremoto dei giorni scorsi. Sono state avvertite anche a Roma e anche a Napoli, dove il panico è stato maggiore per il ricordo del dramma di tre anni e mezzo fa. In Abruzzo la pioggia incessante aggrava la situazione, molte strade sono inaccessibili. Stanno pensando di svuotare le dighe per scongiurare pericoli di alluvione. Ci sono stati due morti per lo spavento e 40 feriti. 

Di Maradona stamattina non scrive nessun altro, a parte la Gazzetta.

Boh. Vediamo. 

Aspettiamo domani. 

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