Il segreto malnascosto di Mbappé

  La falsa suspense, durata quasi tre mesi, si è conclusa in poco più di tre minuti. Questa è la sintesi di Eurosport France dopo il messaggio in video con cui Kylian Mbappé si è congedato dalla sua città e dal PSG. Se ne va, adesso l’ha detto. Non ha ancora svelato che la sua prossima squadra sarà il Real Madrid, ma pure questo non è più un segreto. 

 

La comunicazione era preparata da diverse settimane. Secondo L’Équipe il video è solo il primo passo di un piano mediatico più ampio che ci aspetta. Loïc Tanzi ha spiegato che non poteva che andarsene così. Non poteva lasciare un club nel quale ha trascorso sette stagioni, con 306 partite, 255 gol, 108 assist, 14 trofei, senza un ultimo addio al Parco dei Principi. 

Il giornale francese rivela che Mbappé ha cercato di mantenere questo annuncio il più segreto possibile, tacendolo anche ai massimi livelli del PSG. Ne erano a conoscenza alcuni ultrà del Collectif, lo sapeva il diesse Luis Campos, non Nasser al-Khelaïfi

A dimostrazione che il club è stato colto di sorpresa, all’annuncio del francese non è seguita alcuna comunicazione spiega L’Équipe. Nessuna parola sul sito ufficiale o sui social media. Anzi. Il club ha scelto invece di salutare Michel Montana, storico portavoce del club, quasi contemporaneamente. Non una parola per Mbappé. 

Una separazione dolorosa fino alla fine, comunque inevitabile ha scritto L’Équipe. Dal primo annuncio del giocatore al presidente parigino, in privato a Poissy, il 15 febbraio, i rapporti sono diventati gelidi. Mbappé ha ringraziato tutti i suoi allenatori: Unai Emery, Thomas Tuchel, Mauricio Pochettino, Christophe Galtier e Luis Enrique. Ha ringraziato i direttori sportivi: Leonardo e Luis Campos. Per averlo sempre seostenuto. Mancano all’elenco i nomi di due persone: Al-Khelaïfi e Antero Henrique. Nelle ultime settimane hanno preferito evitarsi per non doversi salutare, spiega L’Équipe

Nel club, sotto voce, tra le righe, fanno trapelare di essere sollevati dopo questo annuncio. È la fine di un lungo capitolo, dicono. Ora il PSG può costruire – si legge – una squadra giovane, disciplinata, con meno ego e votata al collettivismo. Gira il nome di Kvaratskhelia. Ma la fine dell’avventura avrebbe meritato di meglio da entrambe le parti, ed entrambe le parti – scrive L’Équipe – hanno la loro parte di responsabilità

Bixente Lizarazu, ex campione del mondo francese, oggi opinionista, spiega così certi alti e bassi di questa stagione. 

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