I 50 punti dell’oscuro Flynn, ancora arrabbiato con l’allenatore del liceo. Breve storia della sua Tacoma City

   Atlanta è uscita dal campo col tesoro più grande, la certezza di avere un posto ai play-in; Detroit finalmente con un record di cui vantarsi dopo le tante parole per i primati negativi. Stavolta è stata storica la partita di Malachi Flynn, uno dei suoi tre giocatori andati in doppia cifra, molto doppia, 50 punti.

Cade Cunningham, la stella dei Pistons, è rimasta a guardare per un problema al ginocchio sinistro, così nella rotazione si è aperto un buco. In quel buco si è infilato questo oscuro operaio della pallacanestro, alla terza squadra diversa in stagione dopo essere partito da Toronto e passato da New York. I 50 punti li ha segnati uscendo dalla panchina. A Detroit non era mai successo a nessuna riserva. Ha chiuso con 18 su 25 al tiro, ottava prestazione di qualsiasi giocatore con la canottiera dei Pistons, secondo maggior numero di punti realizzati da un giocatore venuto dalla panchina nella storia della NBA, a pari merito con i 50 punti di Nick Anderson nel 1993, uno sotto il bottino di Jamal Crawford contro Dallas nel 2019.

Flynn è un tipo che solitamente segna 5,2 punti di media a partita, la più bassa tra tutti i giocatori che siano mai riusciti a farne almeno 50 in una volta, nella storia della NBA.

MAPPE

È l’ultimo di 7 figli. È un ragazzo di Tacoma, dove un tempo abitava il popolo Puyallup, lungo le acque del Puget Sound. Nel 1852, uno svedese di nome Nicolas Delin costruì una segheria ad acqua su un torrente vicino all’inizio di Commencement Bay, ma il piccolo insediamento iniziale venne abbandonato durante la guerra del 1855–56  tra l’esercito statunitense e i nativi americani delle tribù Nisqually, Muckleshoot e Puyallup.

La guerra finì con l’impiccagione del leggendario capo tribù Leschi. In risposta a un’azione dei nativi, l’esercito aveva catturato 4.000 persone tra i civili e le aveva tenute prigioniere sull’isola di Fox. Molte di loro morirono per mancanza di cibo, acqua e riparo. Le tribù del sud-ovest non avevano alcuna tradizione guerriera. Furono saccheggiate e disarmate. Le famiglie furono trasferite con la forza in una fattoria vicina o nell’entroterra. Molte restarono prigioniere per due anni.

La battaglia finale si tenne nel marzo del 1856, quando una colonna di 110 volontari cadde in un’imboscata guidata da Leschi. Quando i nativi si ritirarono, portarono con sé i loro morti e feriti, lasciando sul campo vestiti e tamburi insanguinati. Leschi e i suoi si ritirarono oltre le cascate, ma dopo la guerra venne arrestato abusivamente con l’accusa di omicidio: per aver ucciso un soldato in guerra. Nel 2004 un tribunale storico lo ha scagionato. Un quartiere di Seattle porta oggi il suo nome. 

Dodici anni dopo la fine della guerra con i nativi, il direttore delle poste Job Carr, un veterano, uno speculatore fondiario, costruì una capanna che doveva fare da ufficio smistamento delle lettere. Carr sperava di trarre profitto dalla scelta di Commencement Bay come capolinea della Transcontinental Railroad. Così vendette piano piano la maggior parte dei suoi diritti a Morton McCarver, che sviluppò il progetto di Tacoma City. Quando alla fine del XIX secolo arrivò la ferrovia, Tacoma fu chiamata dai nativi il posto dove le rotaie incontrano le vele”.

The Athletic racconta che Flynn aveva quasi segnato 50 punti anche al liceo. Si era fermato a 49, l’allenatore lo aveva sostituito e lui gli porta ancora rancore.

Qui c’è un vecchio pezzo di Raptors Republic tradotto da Around the Game su come andò la stagione da rookie, definita piena di flash sul suo potenziale.

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