Il nuovo fair-play che piace al PSG è stato scritto con il presidente del PSG
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Le anticipazioni del New York Times sono confermate da L’Equipe. Il 7 aprile l’UEFA annuncerà il nuovo fair play finanziario, o meglio le nuove misure in materia di contenimento dei costi. Sarà meno restrittivo e più favorevole ai nuovi proprietari che entrano nel calcio, spiega L’Equipe.
“In vigore dal 2011 – ricorda il giornale francese – il fair play finanziario vivrà la sua rivoluzione culturale dalla prossima stagione, con una nuova versione. Oggi, nei bilanci che presentano all’Uefa, i club iscritti alle Coppe non possono spendere più del loro reddito reale, senza la possibilità per gli azionisti di colmare i disavanzi, quando necessario. Con una tolleranza di 30 milioni di euro in tre esercizi contabili. Ciò ha favorito club storici – scrive l’Equipe – ben radicati nel panorama, a discapito dei nuovi arrivati, come PSG o Manchester City, in mano a potenti fondi sovrani, ma ostacolati dalle regole rigorose”.
È una lettura dei fatti assai contestabile. PSG e Manchester City sono due dei club assenti dalla scena d’élite pre-2011. La loro ascesa non è stata affatto ostacolata dalle nuove norme e alcuni tecnicismi hanno invece consentito di dribblare le sanzioni. Questo è stato casomai il limite del fair play finanziario, non la sua introduzione.
Le nuove norme, fa notare L’Equipe, sono state scritte dall’UEFA in accordo con l’ECA, l’associazione europea dei club. I club non potranno spendere più del 70% delle loro entrate per gli stipendi entro il 2025. Con un periodo di adattamento, potranno restare entro il 90% nel 2023 e l’80% nel 2024. Secondo le informazioni a disposizione del giornale francese, si terrà maggiormente conto anche dei debiti. Se un club dovesse mostrare un risultato finanziario negativo, sarà tenuto a ridurre il debito del 10% ogni anno. Un risvolto che dovrebbe riguardare da vicino il Barcellona, per capirci. Le sanzioni prevedono la perdita di punti in classifica nell’ideona della maxi Champions post-2024. Oppure la retrocessione a tavolino in Europa League.
Anche senza un annuncio ufficiale, Nasser al-Khelaïfi, presidente del PSG, ha già accolto favorevolmente il cambio di rotta, dice L’Equipe. «Queste nuove regole – è il suo commento – sono progettate per controllare meglio i costi, incoraggiando al contempo gli investimenti che garantiranno il futuro del calcio».
Ora, considerato che lui stesso è il presidente dell’ECA con cui l’UEFA ha riscritto le regole, sarebbe stato bello strano che non fosse nemmeno soddisfatto. Però in effetti non si sa mai.