Paola, preparati. Le cose stanno così: l’Italia che aspetta Egonu

PALAZZETTI E DINTORNI

Le migliori réclame del basket

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MIGUEL SON MI Super Napier

Paolo Bartezzaghi racconta così la vittoria di Milano sul Fenerbahce: Ancora una grande impresa e ancora un filo di speranza per una Milano che, proprio quando sembra ormai finita, trova energie e talento per restare in corsa. La qualificazione ai playoff resta appesa a una serie di coincidenze che si devono incastrare, tra le quali solo una è nelle mani dell’Olimpia: vincere tutte le partite da qui alla fine.  mancano cinque partite al termine della stagione regolare: venerdì in casa con il Bayern, la prossima settimana due trasferte ancora a Istanbul con l’Efes e a Tel Aviv con il Maccabi, poi in casa con il Barcellona e l’ultima a Bologna con la Virtus,

 un sostanzioso contributo da tutti, dalla partenza in attacco di Timothé Luwawu-Cabarrot, la difesa di Stefano Tonut e il finale da protagonista di Billy Baron. Ma soprattutto dall’impressionante dimostrazione di onnipotenza offensiva di Shabazz Napier che firma la seconda parte della sfida con triple e canestri, caricandosi sulle spalle l’attacco della squadra

Lo Zecchino [della pallavolo] d’oro

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LO STELLIERE Chieri a due set di distanza dalla Challenge Cup

«Non avevamo neanche i palloni», dice Filippo Vergnano, presidente del Chieri a La Stampa. Stasera avranno una Coppa europea, la Challenge Cup, la terza per importanza, anche perdendo al quinto set contro le rumene del Lugoj. Chieri difende il 3-0 dell’andata a Timișoara, al culmine di una scalata cominciata in serie B2 nel maggio del 2009, quando il nome del territorio resisteva ma la squadra aveva perso il contatto con la città e di lì a pochi anni per le sue manie di grandezza avrebbe portato i libri in tribunale

Si chiama Max Gallo l’ex allenatore poi direttore sportivo e oggi occhio sul mercato. A lui si deve l’arrivo in Italia dell’americana Jordyn Poulter – scrive Oscar Serra su la Stampa – che quando sbarcò a Chieri era poco più di una promessa e oggi è campionessa olimpica, o della francese Héléna Cazaute, tra le rivelazioni di quest’anno. Il numero 76 nel nome del club indica la fondazione della gloriosa Pallavolo Chieri, l’anno zero in cui divampò la scintilla. Per realizzare il logo la società si ispirò a quello dei Philadelphia 76ers. È una storia romantica quella del Chieri 76, che ricorda da vicino l’impresa dello United of Manchester, una società nata nel 2005 per mano di un gruppo di tifosi contrari all’acquisizione del «loro» Manchester Utd da parte dell’imprenditore statunitense Malcolm Glazer”.

 

36  I punti di Paola Egonu nel ritorno dei quarti di finale vinto dalla VakifBank al golden set contro Milano. Carlo Lisi per iVolleymagazine: Grandi difese e tanta generosità non sono riuscite ad evitare l’eliminazione dei della Vero Milano. Dall’altra parte della rete c’era una Paola Egonu ispirata. In una gara in cui due fuoriclasse come Gabi nelle file turche e Stevanovic in quelle milanesi hanno deluso, altre eccezionali campionesse si sono esaltate. Jordan Larson ha cancellato l’incolore prova di Istanbul mostrando un piccolo manuale del campione di pallavolo, in difesa ed in attacco, in ricezione ed al servizio. Accanto a lei semplicemente eccezionale il libero milanese Bea Parrocchiale, che con Alessia Orro e Miriam Sylla ha fatto vedere delle abilità difensive davvero non comuni. Decisamente sufficiente anche Raphaela Folie. Nel Vakifbank, molto bene Kara Bajema, ma anche e soprattutto la regista Cansu Ozbay.

 

NON LO FACCIO PIÙ Paola, preparati. Le cose stanno così

 ➣  Maurizia Cacciatori a Sanremo si sarebbe comportata come Paola?

«Paola ha semplicemente dosato male le parole. La Nazionale italiana e la maglia azzurra sono molto amate. E noi quella maglia la vogliamo addosso a lei. Paola ha sofferto molto, ha trattato temi importanti, ma forse ha sbagliato nell’inquadrare le parole nel modo giusto. Ha detto certe cose per mancanza di esperienza e per impulsività».

 ➣  Egonu ha definito l’Italia un Paese ancora razzista, seppur in miglioramento.

«Non ci sto a dire che gli italiani sono razzisti. L’Italia vuole bene a Paola, le ha insegnato a giocare a volley e lei ne è consapevole. Comunque apprezzo che poi abbia riconosciuto di essere andata oltre il segno».

 ➣  Un grande personaggio deve poi saper gestire certe situazioni.

«Sì e credo che lei lo sappia. Forse ha ceduto al ricordo e alla rabbia di certi episodi.

Paola ha davanti tante bambine e deve sempre dare buoni messaggi. Il razzismo va combattuto, ma questo Paese va oltre certe cose. Un po’ di autocritica le farà bene».

 ➣  In un’intervista al «Corriere», Francesca Piccinini ha aggiunto qualche appunto alla pallavolista Egonu: rischia di diventare un’accentratrice.

«Il ruolo in cui gioca si presta: attacca le palle più importanti. Ma Paola conosce il senso della squadra. D’altra parte sente la pressione che la circonda e lo stress del dover vincere. Ma credo abbia capito. Io poi tendo a guardarla con una visione materna e sono indulgente». intervista di flavio vanetti, Corriere della sera

 

in tv oggi ore 17.30 Sportitalia e Discovery+: Lugoj-Chieri

 

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