Gianmarco Tamberi non ha ancora un allenatore, salterà tutta la stagione indoor e pare ossessionato dai lavori di ristrutturazione a casa. Li cita tre volte nella lunga intervista di stamattina con Giulia Zonca su la Stampa, nella quale parla di programmi e progetti per la prima stagione senza papà-coach.
«Per ora lavoro con un preparatore atletico e curo i dettagli del pre salto, la figura tecnica arriverà a breve, ho una rosa di candidati e valuto delle opzioni italiane perché non voglio cambiare il team e le abitudini».
Dice di non aver paura di sbagliare guida, perché «faccio scelte razionali. Conosco il mio salto e l’ho metabolizzato. Il ruolo di papà è vacante ma lo sostituirò con qualcuno in grado di accompagnarmi, di capire gli errori e correggere, di sostenere: non si tratta di costruire da zero».
Non si trasferirà all’estero, non gli piace l’idea di lavorare con Barshim dopo aver diviso un oro olimpico con lui [«Due numeri uno avversari insieme ogni giorno? Non sarebbe divertente»], confida che si confronterà con sua moglie Chiara per la scelta tecnica. «Certo, come su tutto il resto. Lei è quella più lucida».
Ci sono critiche anche per la gestione dell’atletica. «Parliamo di uno sport conservatore, la Nba dà spettacolo, l’atletica teme che lo show ne comprometta la serietà. Solo i 100 metri hanno avuto una presentazione spettacolare a Tokyo e soltanto lì. Bisognerebbe chiedersi ogni volta come essere intriganti. Prendiamo gli eventi in piazza, piacciono, funzionano, dare spazio a una sola disciplina premia e allora proviamo a concepire dei meeting su misura».
Le Monde: “È morto Pierre Carraz, storico allenatore di Christophe Lemaitre. Con questo ex insegnante di educazione fisica, che lo allenava volontariamente dal 2005, il corridore francese era sceso sotto la soglia dei 10 secondi sui 100 metri nel 2010, primo velocista bianco a riuscirci.