L’hockey su ghiaccio entra nell’era di Sportify

  Quando i dischi di gomma presero il posto dei vecchi dischi in legno, parve una rivoluzione. Bene, e allora questa cos’è? Dire che sia pazzesco, non è dire neanche la metà, per quelli di noi che ricordano le notti passate sul laghetto, a cercare nel buio, con le ginocchia nella neve, dove fossero andati a finire ha scritto Kevin Paul Dupont sul Boston Globe. Succede che alla partenza della NHL, il campionato professionistico americano, dal 13 gennaio i dischi con i quali si giocherà saranno fatti di sensori e circuiti. Sembrano uguali a sempre, in realtà raccolgono dati e aprono una nuova era. Perché quei dati saranno trasmessi in televisione, arriveranno sugli smartphone dei ragazzi per tenerli legati alla partita più di quanto siano legati ora. 

I sensori sono abbinati alle spalline di protezione usate dai giocatori. La parte più sensibile dei dati resterà a disposizione dei soli club. In Italia ne ha scritto il Post. I dischi pesano 170 grammi, con un diametro di 7.62 centimetri e uno spessore di 2.54. 

I dischi volanti sono già stati sperimentati alla World Cup di 4 anni fa. Sono prodotti da tre aziende diverse: la Soucy Baron di Montreal (i dischi grezzi), la SMT di Raleigh (batterie e circuiti) e la Inglasco di Sherbrooke, in Quebec, che stampa sui due lati il logo della NHL e quello delle singole squadre. Ogni team dovrà tenere congelati i dischi ma cambia il metodo. Saranno conservati – spiega il Boston Globe – in un piccolo freezer portatile a bordo pista. Per decenni invece sono stati tenuti in un secchio di ghiaccio. Se erano abbastanza freddi al tatto, si usavano. Adesso ce lo dirà la vernice speciale con cui saranno dipinti. Se il disco diventa viola ci si può giocare, se resta grigia non ancora. Il Boston Globe scrive che ogni disco costa circa 40 dollari e alcuni giocatori riferiscono che l’impatto sui bastoni è uguale. A causa della stagione abbreviata, in questo 2020-21 non ci sarà il logo stampato delle squadre su una delle facce ma solo il logo della Lega. 

Qualcosa della tradizione resiste. I dischi che atterrano sugli spalti possono essere portati a casa come souvenir. Almeno questo pizzico di nostalgia non è andato perso nella marcia in avanti della tecnologia. Una volta che un disco è fuori dal campo – spiega il Boston Globe – lo staff tecnico dell’arena lo disattiverà dal sistema e ne verrà attivato uno nuovo, con un codice univoco. Il tifoso che torna a casa con il disco avrà così solo un pezzo di gomma e la sua batteria si esaurirà in 4-6 ore. Ma intanto avrà saputo esattamente quel disco a quanto andava, e chissà che altro ancora. 

 


la guida

 Che cosa chiamiamo Sportify e come sta nascendo

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| Come sarebbe stata Olanda-Italia 1996 senza cambio palla

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