Alla professione di ottimismo in un mondo che possa andare avanti come nulla fosse, il tennis ha invece preferito il realismo della prudenza. Gli uomini cominciano con un torneo in Turchia senza copertura televisiva e uno negli Stati Uniti, due Paesi che in genere in gennaio non trovavano posto nel programma. Il calendario è stato preparato per i soli primi tre mesi dell’anno, sostanzialmente con un paio di grosse novità: 1) Indian Wells per ora manca, 2) gli Australian Open sono slittati da metà gennaio a inizio febbraio. È successo che lo stato di Vittoria non ha inteso fare eccezioni per i tennisti, nessuna deroga alla quarantena in arrivo nel Paese. Avrebbero dovuto giocare il primo Slam dell’anno senza tornei di preparazione. Così la ATP e la WTA hanno ridisegnato tutti. Le qualificazioni per il torneo di Melbourne si fanno a Doha (da domenica), e sempre a Melbourne si concentreranno a fine gennaio un paio di tornei di avvicinamento in genere sparsi per l’Australia.
mappe Chi c’è ▻ Dei primi 10 al mondo comincia a giocare il solo Matteo Berrettini in Turchia. Molti grossi nomi hanno preferito evitare impegni e viaggi per non correre rischi di contagio a ridosso dello Slam. Nella lista degli iscritti di Antalya ci sono altro due dei tennisti tra i primi 20, il belga Goffin e Fognini. Poi troviamo l’australiano De Minaur, il francese Paire, il croato Coric. Hanno rinunciato all’ultimo istante sia Sinner sia Cecchinato.
In una intervista con Stefano Semeraro per la Stampa, Berrettini stamattina ha raccontato come si fa a giocare a tennis in pandemia.
«La preoccupazione c’è sempre – ha detto – ma la voglia è più forte altrimenti non partirei. Bolle, quarantene, test, è complicato. Prima bisognava stare attenti, ora di più, perché per arrivare in Australia ci sono solo due giorni utili, se li manchi addio Australian Open. Speriamo che a Melbourne ci sia un po’ di pubblico. Flushing Meadows, ma anche il Foro italico: allucinante. La prima volta che ho preso un aereo dopo il lockdown mi sembrava di essere in un film di zombie. Fra tennisti siamo abituati ad abbracciarci, la mancanza di contatto fisico mi ha fatto senso. Nulla di fondamentale, ma ho capito quanto mi mancava. Io sono pro-vax, appena potrò mi vaccinerò. Perché di vivere così mi sono proprio stancato». Il suo nuovo manager è Ljubicic, il coach di Federer. Dice di aver portato con sé Il lupo nella steppa di Hermann Hesse, un regalo della nonna.
A Delray Beach le principali teste di serie sono il canadese Milos Raonic (numero 14 al mondo), il cileno Christian Garin (22) e l’americano John Isner (25), presente con gli altri USA Reilly Opelka, Frances Tiafoe e Sam Querrey. Alla luce del nuovo picco di contagi ha cambiato programma per non viaggiare Andy Murray, come l’altro britannico Evans e come il giapponese Nishikori. Per l’Italia c’è Gianluca Mager.
Il meglio della prima settimana viene dalle donne. Al torneo di Abu Dhabi sono iscritte quattro delle prime dieci giocatrici al mondo e otto delle prime 20. C’è subito Sofia Kenin, numero 4 della classifica WTA, vincitrice dell’ultimo Australian Open e del titolo di tennista dell’anno. Con lei l’ucraina Elina Svitolina (5 al mondo), la ceca Karolina Pliskova (6) e la bielorussa Aryna Sabalenka (10), la ragazza che ha vinto gli ultimi due tornei del 2020.
Il cast è straricco per la presenza di tre ex vincitrici del Roland Garros: Garbiñe Muguruza, Jelena Ostapenko e Svetlana Kuznetsova, per la semifinalista di New York Nadia Podoroska e per la sensazionale sedicenne Cori Gauff.
L’Italia si presenta con Martina Trevisan e Jasmine Paolini.
parole L’ex numero 1 Kerber ▻ Il 2020 mi ha dimostrato che ci sono cose più importanti dello sport. Come atleta, bisognerebbe fare un passo indietro e aprire gli occhi su altre cose. Stare a casa per molto tempo è stata per me una nuova esperienza. Ho avuto il tempo di ascoltare per davvero solo amici e familiari. Ho potuto non fare tutto velocemente, ho potuto occuparmi delle cose in modo più specifico. Ho imparato a essere paziente, a non voler pianificare tutto troppo in anticipo. Mentirei se dicessi di non aver pensato anche a quando mi sarò ritirata. Ma rimango fedele al mio motto: quando verrà il momento, me ne occuperò. Al momento sto cercando di respingere quel pensiero. Non credo che noi del tennis possiamo dirci arrabbiati. È deludente casomai che noi donne abbiamo avuto pochi tornei, decisamente meno rispetto agli uomini. Ma capisco che non deve essere così facile cambiare tutto in poche settimane. Quindi sono un po’ combattuta quando si tratta di criticare la WTA.
Angelique Kerber intervistata da Pirmin Clossé, Frankfurter Allgemeine Zeitung
in tv mercoledì dalle ore 7.30 Supertennis: WTA Abu Dhabi | giovedì ore 7.30 Supertennis: WTA Abu Dhabi | 18.30 Supertennis: ATP Delray Beach
rinascite Francesca Schiavone e la battaglia contro il cancro | «Mi sento di dire tre cose a chi si trova in questa situazione: la prima è di circondarsi di persone che vi amano, la seconda è che siamo più forti di quello che crediamo; quando pensiamo di non potercela fare, abbiamo sempre quei cinque minuti o quella palla in più da giocare, quella possibilità a cui nemmeno pensiamo. Ultima cosa: trovate qualcosa che vi dia motivazione, che vi stimoli ad alzarvi tutti i giorni per lottare».
Francesca Schiavone a Luca Casadei, podcast One More Time