SVQF. Sono venali questi francesi. Si fanno pagare troppo per vedere l’atletica ai Giochi di Parigi. Hanno lanciato lo slogan Apriamo i Giochi – e invece. Lo dice anche Sebastian Coe, il presidente di World Athletics. Così non va bene. Allo Stade de France – ha detto – «avremo i prezzi dei biglietti più alti mai visti in uno stadio di atletica alle Olimpiadi». Parbleu, avrebbe potuto aggiungere. «Abbiamo chiesto equilibrio. Abbiamo sottolineato che per i Mondiali di Budapest avevamo biglietti molto più convenienti. Ci saranno sempre biglietti premium, ma è importante che i nostri stadi siano pieni di persone che amano il nostro sport, non di persone che possono permettersi di andare ai Giochi Olimpici».
L’ha detto in una serie di interviste con la stampa britannica, sottolineando ancora come nello scorso agosto lo stadio di Budapest sia stato pieno per il 95 per cento. I biglietti più cari non superavano il costo di 90 euro.
«Il nostro sport non può permettersi di apparire marginale nei momenti più importanti. Sarebbe inaccettabile. Non voglio che la gente pensi che Budapest sia stata una parentesi. Non può essere un caso isolato. Deve essere la nuova normalità. Gli stadi pieni sono un prerequisito per ospitare l’atletica» ha aggiunto il capo di World Athletics, concedendosi un ulteriore passaggio nel quale considera che alle Olimpiadi di Londra del 2012 non fu come a Parigi. Infatti lo stadio olimpico era pieno mattina e sera.
Il confronto dei prezzi
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In Francia devono aver sbuffato, bisogna immaginarseli dentro il comitato organizzatore, uff, ma perché Sir Sebastian Coe adesso ce l’ha con noi? Così, tira fuori un documento di qua, tira fuori un documento di là, sulle pagine de l’Équipe è venuto fuori un lavoro che quelli bravi e consapevoli dentro le redazioni dei giornali chiamano di fact-checking. Si sono messi a verificare i costi dei biglietti, Olimpiade per Olimpiade.
I PREZZI DI PARIGI ► Il prezzo classico delle matinée a Parigi va dai 24 euro dei posti peggiori, nella parte alta dello stadio, negli angoli e nella fila opposta, ai 300 euro del posto privilegiato, i palchi, la lounge, la tribuna con accesso al ristorante a pagamento. Bisogna pagare 200 euro per la categoria A – i primi due livelli della tribuna, il rettilineo e l’inizio delle curve, poi a scalare 130 nella categoria B, 75 nella categoria C, 40 nella D. Sei sessioni mattutine su otto offrono anche dei posti a 24 euro. Per la sera i prezzi salgono a 690 euro in categoria A per la sera della finale dei 100 metri femminili. Il giorno dopo, per la finale dei 100 maschili, il biglietto costa 980 euro nella categoria A, 525 nella B, 295 nella C e 125 nella D. Ma la sessione più cara arriva il 9 agosto, con la staffetta della 4×100 e la finale dei 400 metri femminili. Un posto nella categoria A costa 990 euro.
I PREZZI DI LONDRA ► A Londra nel 2012 i biglietti in vendita per le sessioni mattutine costavano da 20 a 125 sterline, ovvero da 26 a 192 euro al cambio di luglio 2012. Per le serate migliori, i prezzi andavano dai 64 ai 928 euro. Secondo il calcolatore della Banca d’Inghilterra, 100 sterline del 2012 equivalgono a 137 di oggi. Tenendo conto dell’inflazione, il prezzo massimo a Londra 2012 per assistere alla finale dei 100 metri sarebbe oggi dunque di 993 euro. Di poco sopra i 980 che servono per entrare allo Stade de France.
I PREZZI DI RIO ► A Rio la situazione era diversa. Quarantott’ore prima della cerimonia di apertura, erano ancora disponibili un milione e 200 mila biglietti, compresi quelli delle finali di velocità. Erano le ultime Olimpiadi di Usain Bolt. I biglietti più economici erano andati esauriti molto presto, l’accesso alle tribune più costose rimase a lungo disponibile. I prezzi erano compresi tra i 380 e i 1.200 real, come dire tra 104 e 328 euro, molto più convenienti che a Londra. Il reddito medio annuo pro capite dei brtasiliani nel 2016 era di 5.740 euro. Oggi in Francia è di 20.520 euro.
I PREZZI DI TOKYO ► Se le Olimpiadi di Tokyo non fossero state rinviate di un anno a causa della pandemia di covid, se non si fossero poi tenute a porte chiuse, i biglietti per gli eventi di atletica leggera avrebbero toccato livelli record. I posti più cari per la serate della finale dei 100 metri sarebbero stati offerti a 130.000 yen, circa 995 euro. I prezzi più bassi furono fissati a 2.020 yen [15 euro]. Gli organizzatori avevano previsto sei diverse categorie di posti, con tre livelli di prezzo per le sessioni mattutine, a seconda che comprendessero finali o no. Due le categorie di prezzo per le sessioni serali. Un ventaglio d’offerta più ampia rispetto a tutte le altre città ospitanti, con tariffe particolarmente vantaggiose per gli spettatori in sedia a rotelle.
Tokyo offriva prezzi simili per le categorie A e B giacché si trovavano allo stesso livello di vicinanza alla pista, ma la categoria A era riservata ai rettilinei, la B alle curve.
Parigi vs Londra
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Parigi e Londra sono dunque le due edizioni più comparabili. Il rapporto dell’Economic Committee della London Assembly, organo della Greater London Authority, sottolineava il prezzo elevato dei biglietti e il numero troppo basso in percentuale di tagliandi a prezzi accessibili a disposizione del pubblico. “La strategia di vendita – si leggeva – ha contribuito a generare entrate significative per i Giochi. Il comitato organizzatore ha fissato l’obiettivo di raccogliere almeno 500 milioni di sterline dalla vendita dei biglietti e alla fine l’incasso è stato di 657 milioni, un obiettivo superato del 32%. Un risultato significativo, anche se col senno di poi potrebbe essere giudicata un’occasione mancata: il comitato avrebbe potuto mettere a disposizione molti più biglietti a prezzi accessibili e raggiungere comunque il suo obiettivo di entrate”.
In definitiva, il comitato organizzatore di Londra si era impegnato a offrire il 90% dei biglietti per meno di 100 sterline. L’atletica non andò oltre una percentuale del 55%. Alla fine dello scorso mese di maggio, dopo la seconda fase di vendita dei biglietti – sia in pacchetti sia singolarmente – l’organizzazione dei Giochi di Parigi 2024 segnalava che quasi il 60% dei biglietti venduti in tutti gli sport avevano un valore inferiore o uguale a 100 euro. Non sfugge il motivo per cui L’Équipe si sia soffermata soprattutto nel confronto con Londra. Ci son rimasti male: perché Sir Sebastian Coe ce l’ha con noi?