Il capitolo finale del Manchester City – Un altro mondiale per Guardiola

  4-0 Quando il Fluminense ha fatto girare la palla come sa, ha fatto girare la testa anche al Manchester City. Il calcio di Diniz è un meccanismo raffinato [vive di sintonie, quella collettiva tra i singoli calciatori e quella di ognuno di loro con il pallone: si gioca costantemente dal basso, si insiste nel fraseggio, si creano uno-due costanti, si cerca la superiorità numerica e si dominano le partite attraverso il possesso” – ha scritto Federico Raso su Undici e qui c’è l’analisi completa], un meccamismo raffinato ma non ancora spietato, non a certe altezze almeno, dove invece Pep Guardiola ha finito di irrobustire i rami e ripulire le foglie secche. 

Nel caldo di una notte mediorientale, il Manchester City è diventato campione del mondo per la prima volta, comodamente, con quattro gol ai brasiliani. Nonostante il giramento di testa iniziale. È la prima squadra inglese della storia a vincere cinque trofei in un anno solare [Premier League, Champions League, FA Cup, Supercoppa UEFA e Coppa del Mondo], giocando partita dopo partita – scrive stamattina il Times – in modo totalmente implacabile”

 

Una serata che contava tantissimo per il City. Guardiola ha messo perfino la cravatta, colore blu scuro, nodo stretto, e quando aveva il trofeo tra le mani l’ha slacciato. Ora è a 16 trofei totali a Manchester. È un titolo speciale per Julián Álvarez, conquistatore del mondo sia con il club sia con la nazionale. Ha aperto e chiuso le marcature al King Abdullah Sports City Stadium. Ha spiccato come sempre Rodri a centrocampo [lui e tutti i giocatori del City erano semplicemente troppo veloci e troppo bravi per il Fluminense” – Henry Winter, Times]. Resta quel velo – diciamo così – sulle operazioni finanziarie della proprietà. La Premier sta investigando, i tempi sono lunghi. Se l’unità di misura sono i 10 punti di penalizzazione per l’Everton, scrivono da qualche settimana in Inghilterra, il Manchester City deve aspettarsi la retrocessione e la spoliazione dei suoi trofei. 

Il Times stamattina dice che qualunque siano le domande a cui il City dovrà rispondere sulle presunte violazioni economiche, non ci possono essere dubbi sul loro senso tattico e sulla loro fame insaziabile. Anche il Telegraph celebra Rodri [ancora una volta una presenza gigante] e considera che il City sarà pure andato in giro per il mondo per costruire la squadra a Guardiola, ma ha trovato Foden nella Greater Manchester, e Foden è diventato quel tipo di giocatore inglese moderno così abile da poter passare per un brasiliano”

Nessuna traccia in tribuna del proprietario, Mansour bin Zayed, il reale di Abu Dhabi che ha dato inizio a tutto. Nel box dei vip sedeva il suo luogotenente capo, Khaldoon Al-Mubarak.

 

|  È la chiusura di un capitolo. Ora è il momento di comprare un altro libro e ricominciare a scrivere | Pep Guardiola

 

Una finale vinta nonostante l’assenza di Erling Haaland, il troll del gol, la cyberpunta, quello che volete voi. La giuria del Guardian lo ha eletto miglior giocatore al mondo dell’anno. Niall McVeigh racconta che quando Pep Guardiola diceva in lacrime che il Manchester City non avrebbe potuto sostituire Sergio Agüero, in partenza nel maggio 2021, non si stava limitando a creare un meme. Stava lanciando in modo soft un’audizione globale”

Haaland è arrivato come un’aggiunta a una formazione già stellare, ma tutti ricordano le perplessità dell’epoca. La prima sul prezzo. Il City aveva pagato una clausola rescissoria da 60 milioni di euro ma il conto finale tra ingaggio e commissioni era salito a 300. Inoltre, a soli 21 anni, Haaland aveva una reputazione fatta di grandi numeri e di mezzi grezzi. Come se la sarebbe cavata nel sofisticato congegno del calcio di Guardiola, dove i giocatori devono saper ricoprire più ruoli? Chi avrebbe cambiato chi? Con Ibrahimovic a Barcellona non aveva funzionato. «Ha comprato una Ferrari, l’ha riempita di diesel e l’ha portata in giro per la campagna» dice Zlatan di Pep quando ripensa a quell’esperienza. 

L’esordio imbarazzante nel Community Shield dell’agosto 2022 ha gonfiato quelle preoccupazioni. Ora fanno sorridere. Scrive il Guardian che Haaland continua a ritagliarsi un ruolo da figura insolita nel calcio, una nuova superstar globale che sembra incredibilmente rilassata. Fa notizia solo per le sue scelte di abbigliamento nel tempo libero. La questione non è se Haaland riuscirà a restare in cima al mondo, ma chi mai potrà sostituirlo

 

 

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