Elogio dell’Union Berlino mentre i tifosi della Bundesliga protestano contro i fondi

  Bisogna scorrere la classifica UEFA fino in fondo, fino in fondo-in fondo, per trovarlo. Oltre il 70esimo posto. Per i notai e gli amanti della precisione: numero 74. L’Union Berlino abita la Bundesliga ma è dietro i rumeni del Cluj, dietro i bulgari del Ludogorets, dietro gli azeri del Qarabag. Senza offesa. È appena al terzo anno d’esperienza nelle coppe europee e sta provando a raddrizzare una stagione nella quale ha infilato una serie di 12 sconfitte consecutive, fra il 3 settembre e l’8 novembre. Eppure l’Union Berlino non è solo questo. Stamattina arriva dalla Spagna un inno alla sua maniera di stare nel calcio, e arriva da una delle tribune più nobili del giornalismo europeo. Nella sua rubrica del sabato per El País ne ha scritto Jorge Valdano, che del calcio ha conosciuto le cose del campo, della panchina e delle scrivanie, prima di darsi al pensiero e alla scrittura. 

Valdano è stato martedì a Berlino per seguire la partita di Champions del Real Madrid e parla di spettacolo dalla grande esperienza. Celebra il lungo viaggio che li ha portati dalle serie minori alla Champions League e sottolinea l’orgoglio popolare che dalle tribune scende insieme a un senso di comunità posto al di sopra di tutto, anche del risultato. Una vibrazione collettiva indifferente alla corrente economica che sta inarrestabilmente contaminando il calcio. Come se la società e la sua gente volessero dirci: – È questo è il calcio. Naturalmente noi non ascolteremo il loro consiglio, ma l’Union fa venire voglia di salire su quella piattaforma per uscirne purificati, anche solo per un po’

Come si sa, Valdano ha il cuore madridista. Non è stato insensibile al fascino della Superlega, conserva ottimi rapporti con Florentino Pérez, non è El Ingenioso Hidalgo Don Quijote de la Mancha ma un hidalgo sì, un gentiluomo, un hombre verticale che scava dietro le dinamiche finanziarie alla ricerca di un bel gesto, una storia, l’umanità. 

    Così stamattina dice che trasformare un club in un centro sociologico capace di andare ben oltre una partita vinta o persa non solo costruisce una comunità, ma diventa anche un business sostenibile, oltre che essere un’esperienza morale. Vivere da unionisti a Berlino gli ircorda la definizione del giornalista e scrittore brasiliano Nelson Rodriguez, che a proposito dei tifosi di calcio parla di intimi sconosciutinella sue cronache À Sombra das Chuteiras Imortais

Cos’è un club? – si domanda Valdano. I tifosi dell’Union Berlin sono anelli di una catena estranea a qualsiasi differenza di sesso o di classe e hanno un sentimento gemello che li unisce. Nel loro stadio – spiega – nello stesso pomeriggio in cui hanno trasformato in una festa il confronto con il Real Madrid, più di 20.000 persone, la maggior parte dei quali bambini entrati gratuitamente, hanno visto la loro squadra giovanile giocare contro i ragazzi del Real Madrid. Hanno perso la partita, ma stando insieme e condividendo orgoglio hanno rafforzato un’identità che garantirà nuovi legami. Cos’è un club se non un modo di essere collettivo? L’Union Berlin ha ritrovato la formula della fine dei tempi, quando il calcio apparteneva al popolo.

  QUANDO LO RIVEDIAMO | mercoledì ore 18.30 Sky: Union Berlino-Colonia 

 

  Del resto la Bundesliga è quel posto dove i tifosi minacciano 12 minuti di silenzio perché la Lega ha ricevuto il mandato dai club professionistici di avviare trattative con un partner commerciale, un investitore finanziario disposto a pagare fino a un miliardo di euro per una quota percentuale delle prossime entrate televisive. I fondi di private equity. Il contratto dovrebbe avere una durata massima di 20 anni. Le curve sono in stato di agitazione. I minuti di silenzio corrispondono al numero col quale per tradizione si fa riferimento ai tifosi, il famoso 12esimo uomo in campo. Diversi gruppi organizzati hanno annunciato il boicottaggio con un comunicato collettivo sui propri canali social. Per essere ascoltati, dicono, nessuno ci sentirà. Dicono di non voler essere «parte di una merce di scambio in accordi economici con investitori dubbi. Non siamo disposti a restare a guardare mentre il calcio tedesco va alla rovina» [qui su Die Welt | su Suddeutsche Zeitung]. Le prime proteste – anche turbolente, poco silenziose – sono già arrivate nelle partite di serie B dell’Hansa Rostock contro il Paderborn e dello Schalke 04 contro il Furth. Ne hanno scritto lo Spiegel e Die Zeit

 

 

Questa è la foto più commentata in Germania da qualche giorno, il salvataggio sulla linea di Süle – su tiro di Mbappé – in Borussia Dortmund-PSG. Scrive Die Zeit che stamattina Niklas Süle è ancora impegnato a controllare i suoi muscoli e i suoi tendini, per vedere se sono tutti al posto giusto. Il suo salto era incluso nel programma di riscaldamento di Jane Fonda. Si dice che abbia fatto uno split jump spontaneo per l’emozione. Gli insegnanti di yoga di Prenzlauer Berg stanno studiando attentamente ogni movimento per incorporare rapidamente la figura del cobra sdraiato di Süle nelle loro sessioni. Questo modo spettacolare di evitare un gol è una buona tradizione al Dortmund, forse Süle potrà anche insegnare a uno o due dei suoi colleghi qualcosa sul tempismo e sulle situazioni nelle quali farne un utilizzo corretto.   

Di Süle ha scritto pure Rivista Undici parlando di capolavoro tecnico, fisico e di lettura alzando la gamba e togliendo letteralmente il pallone dalla porta. È un intervento meraviglioso anche per lo stile, per l’eleganza del gesto atletico. Merita di essere rivisto, e rivisto, e rivisto ancora.

E chi siamo noi per non farvelo rivedere?

 

in tv sabato 15 ore 15.30 Sky: Augsburg-Borussia Dortmund | 18.30 Sky: Lipsia-Hoffenheim | domenica 16 ore 15.30 Sky: Friburgo-Colonia | 17.30 Sky: Bayer Leverkusen-Eintracht Francoforte | 19.30 Sky: Bayern-Stoccarda 

 

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