Jannik Sinner e i punti importanti

IL QUARTO DI FINALE DI SINNER A VIENNA

Nessun italiano ha ancora mai battuto Jannik Sinner in un torneo. L’undicesima sconfitta in undici derby l’ha dovuta masticare ieri sera Lorenzo Sonego a Vienna, la quarta per lui. Ma stasera nei quarti di finale c’è Tiafoe, che è americano e con il quale Sinner ha mezzo litigato due anni fa. 

Con un altro americano emergente, Ben Shelton, Jannik aveva iniziato il cammino in Austria mercoledì. Shelton aveva appena raccontato a Federica Cocchi sulla Gazzetta com’è che nato il gesto della sua esultanza, la simulazione di una telefonata. Scusi Shelton, gli ha chiesto Cocchi, ma lei ha 21 anni, l’ha mai vista dal vivo una cornetta del telefono?

«Certo – ha risposto – a casa mia ad Atlanta. C’era un telefono con la cornetta che usavo per chiamare gli amici e chiedevo loro di uscire a giocare. Però il gesto che faccio è per dire: “Ehi, son qui, sono connesso”».

Undici derby vinti su undici forse hanno una spiegazione anche psicologica. Riccardo Ceccarelli, medico dello sport, ha spiegato nei giorni scorsi a Eurosport che «nel tennis, come nella Formula 1, le prestazioni dipendono più dal cervello che dai muscoli: una volta allenato il corpo, è soprattutto una questione di testa. Nella nostra struttura Formula Medicine – ha detto – ci sono tre medici, tre psicologi e tre preparatori fisici in pianta stabile, supportati anche da fisioterapisti, che lavorano in sinergia per migliorare le prestazioni psico-fisiche degli atleti. Negli ultimi anni abbiamo aggiunto al nostro team due ricercatori che lavorano sui parametri cardiaci e cerebrali per ottimizzare le prestazioni. Il nostro metodo è il risultato di centinaia di stress test. Alleniamo i nostri atleti a ridurre la loro carica emotiva di fronte a errori, rimpianti, pensieri negativi o sconfitte. In breve: puntiamo a eliminare lo spreco di energia mentale».  

Il lavoro di Ceccarelli su Sinner è di 12 mesi e si può svolgere anche a distanza. 

Giandomenico Tiseo su Oa Sport aveva notato qualche giorno fa una diversa capacità di Sinner nel giocare i punti importanti. In quel momento Jannik vantava un percentuale di palle break salvate nel 2023 decisamente alta, pari al 68,1%. 

Un dato notevole – faceva notare Oa Sport – secondo solo a un mostro sacro come Novak Djokovic (68,5%). Curioso sottolineare che in questa graduatoria, al quinto posto, vi sia Matteo Arnaldi con il 66,6% di break-point cancellati

  oggi ore 20 in tv su Sky e Supertennis

 

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