Specchio, specchio delle mie brame, qual è la più ricca del reame? La più forte si vedrà, c’è sempre il campo a un certo punto che arriva e dice il vero. Ogni tanto ci tocca fra capo e collo questo fastidio di una partita o due, vengono a spezzare il calciomercato. Per fortuna le chiacchiere non spariscono mai. Così si può ancora discutere di disponibilità economiche, prima che in Inghilterra battano la palla al centro per aprire ufficialmente la stagione con il Community Shield, lo scudo, la nostra Supercoppa. Pep Guardiola ha riempito il tempo morto dell’avvicinamento alla sfida lamentandosi dei milioni di miliardi che i sauditi possono spendere. Guardiola. Lui. Il Manchester City degli emiri. La squadra che ha appena comprato un difensore [il croato Gvardiol] per uno sfracco di milioni, una novantina, confermando “l’ossessione di Pep” per quel ruolo [lo dice la Cnn]. Le battute su Gvardiol da Guardiola per oggi sono congelate, ma in archivio ci sono belle scimità sul punto, partorite durante i Mondiali.
Di vero c’è che Pep sente il terreno smuoversi sotto i piedi. L’Arsenal ha speso circa 250 milioni di sterline, sistemando ulteriormente una squadra che a un certo punto aveva la Premier in mano. Sean Dean sul Telegraph fa notare che è stata la migliore formazione del campionato finché i suoi giocatori chiave sono stati in forma, lo slancio è andato perso una volta che hanno subito alcuni infortuni, William Saliba e Takehiro Tomiyasu a marzo, per esempio. Ora, l’Arsenal pare più forte di prima – o comunque con una profondità superiore – avendo aggiunto Jorginho, Jakub Kiwior, Leandro Trossard, Kai Havertz, Jurrien Timber e Declan Rice, quasi tutti in grado di giocare in più posizioni. Ha più varietà del City, secondo il Telegraph, nella maggior parte delle aree del campo. Forse il City si lascia ancora preferire in difesa, ma tra centrocampo e attacco forse no, dopo le partenze di Ilkay Gundogan e Riyad Mahrez. È arrivato Mateo Kovacic a sostituire il primo, ancora nessuno al posto del secondo.
il nuovo Foden ► La ristrutturazione necessaria metterà Phil Foden nella condizione di giocare dove desidera, al centro della scena, come dice Will Unwin sull’Observer. L’infortunio di Kevin De Bruyne nella finale di Champions League contro l’Inter aveva spinto Guardiola a un assetto d’emergenza, diventato costante e frequente nel pre-campionato. Foden ha giocato in molte posizioni con Pep, da falso 9 a terzino sinistro, ma vuole quel posto, diciamo da numero 8, dove “potrebbe essere l’uomo che porta la palla in avanti, trovando spazi per aprire le difese”. Se poi hai la fortuna di farlo avendo Erling Haaland davanti a te, la prospettiva – dice l’Observer – non può che essere entusiasmante.
Che si fa? Aspettiamo un Manchester City in versione ridotta? James Gheerbrant sul Times suggerisce che sia saggio evitare di scommettere contro Guardiola, “una squadra che si è abituata a perdere campioni: negli ultimi 25 mesi, sono andati via Sergio Agüero, Fernandinho, Gabriel Jesus, Raheem Sterling, Oleksandr Zinchenko e João Cancelo”. Non gli sono mai mancati i mezzi per rimediare, e stiamo parlando di un club che ha in Rodri, Kevin de Bruyne e Haaland i migliori al mondo nella loro posizione. Casomai, dice il Times, il punto è un altro, capire come “psicologicamente parlando” evolverà la stagione. “Per tanto tempo la Champions League è stata l’obiettivo principale. Ora che hanno finalmente raggiunto il loro Santo Graal. qual è il prossimo traguardo? Per una squadra che ha ottenuto un Triplete, una stagione da 100 punti, quali mondi restano da conquistare? Ci sarà bisogno di un reset, di una rifocalizzazione del mirino. Lo sport è pieno di esempi di squadre che sono cadute preda della piattezza”.
DISCUSSIONI
Elogio della serie B e dell’equilibrio
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In Inghilterra è il week-end nel quale comincia pure la serie B, quel Championship che per seguito e introiti sta davanti a molti tornei di prima divisione d’Europa, ma proprio molti. Ne ha scritto lo storico del calcio Jonathan Wilson sul Guardian parlando di un campionato in cui sono presenti club che ricordano le glorie del passato e dove il successo non è un affare solo per l’élite danarosa. Tra le 24 squadre partecipanti, solo due, solo Plymouth e Rotherham, non hanno mai vinto il campionato o raggiunto una finale di Coppa. Ce ne sono sei – Leicester, Coventry, Leeds, Cardiff, Sunderland e Ipswich – che hanno vinto o lo scudetto o la FA Cup, oppure entrambe. Anche la Germania ha una quota di nobili decadute in serie B, ma Wilson considera che in nessun’altra parte del mondo la spartizione dei titoli è così ampia. Qui su Slalom la chiamiamo da sempre la distribuzione della gioia. Così come in nessun altro paese al mondo la IV Divisione ha una media spettatori di 5.700 persone.
L’Inghilterra è il posto nel quale il club di maggior successo, il Manchester United, ha vinto 20 dei 124 campionati disputati, il 16,1%. Tra i primi 10 tornei europei per coefficiente Uefa, solo la Francia si trova nella condizione di avere la squadra più dominante con una percentuale inferiore di titoli, ma la voracità del Qatar Saint-Germain prima o poi muterà i numeri dopo aver mutato la scena. Il Bayern Monaco per esempion è già al 53,3% di tutti i titoli della Bundesliga. Se poi prendiamo le tre squadre di maggior successo, fa notare Wilson [United, Liverpool e Arsenal] in Inghilterra mettono insieme il 41,9% degli scudetti, mentre negli altri 10 campionati dell’élite europea stanno tutti più su, con l’eccezione di Francia e Svizzera. Le tre grandi del Portogallo arrivano addirittura al 97,8%. Ventiquattro squadre hanno vinto il campionato inglese, in Francia siamo a 18, soltanto nove in Spagna, sette in Olanda e cinque in Portogallo. La sintesi di Wilson è che “questo forse spiega perché l’ostilità alla Super League europea è più diffusa in Inghilterra, dove permane la sensazione che nessun club dovrebbe essere troppo più forte di un altro, anche se tale nozione di uguaglianza è stata messa in discussione negli ultimi 40 anni”.
TITOLI
Telegraph: Intervista a Gary Lineker: Non considero la parola woke un insulto, anzi, penso che sia un complimento [qui]
in tv oggi ore 17 Dazn