Insomma, le cose sono andate così. Nelle 48 partite della fase a gironi, nove delle squadre sfavorite secondo le agenzie di scommesse hanno vinto e altre dieci hanno pareggiato. Il 19 percento delle nazionali ha ribaltato il pronostico contro avversarie che erano almeno cinque posizioni più su nel ranking della Fifa, circa il doppio delle sorprese di questo stesso tipo registrate quattro anni fa. Questo è pur sempre il Mondiale aperto dalla vittoria della Nuova Zelanda, 26esima al mondo, contro la Norvegia 12esima, prima che la stessa Nuova Zelanda perdesse contro le Filippine, 46esimo posto. Scrivono a The Athletic che bisogna dimenticare la storia della Coppa del mondo, anzi, bisogna dimenticare quasi tutto, perché “non siamo sicure di aver mai visto un torneo così stravolto in nessun altro sport”.
Succede nell’anno in cui i Mondiali femminili sono passati da 24 a 32 partecipanti, con il timore che sarebbe stata una mattanza delle piccole e la scoperta invece che “le peggiori squadre qualificate non sono poi così male come una volta”.
Il Vietnam, per esempio. Ha fatto solo due tiri in porta per tutto il torneo ma ha perso le sue tre partite con un punteggio totale di 13-0, lo stesso punteggio con cui gli Stati Uniti batterono la sola Thailandia quattro anni fa. Quasi il 40 percento delle partite della fase a gironi si è chiusa con un appena gol di scarto o in parità, rispetto alla percentuale del 28 registrata nel 2019. Certe dinamiche di tattica e di stile di gioco si stanno rivelando simili al Mondiale maschile. La Spagna ha chiuso la partita contro il Giappone con ben 1.061 tocchi di palla, ma con 10 tiri, di cui due nello specchio. Il Giappone ha vinto 4-0 nonostante il 24% di possesso palla.
la Spagna ai quarti ► Ora, a dirla tutta, appena sono cominciati gli ottavi di finale, si sono manifestati quei bei punteggi di una volta, quando le squadre forti facevano le squadre forti e le rivelazioni si scioglievano come i gelati nel tragitto dal chiosco alla spiaggia. La Spagna s’è liberata in fretta della Svizzera [5-1], nonostante tutti i timori apparsi in questi giorni di vigilia sulla stampa di casa. Sara Gimenez su El Pais ha parlato di Spagna vittima del suo stile, il ct Vilda è andato avanti per la sua strada, con le sue convinzioni, e ha cambiato mezza formazione per far riposare in panchina le stelle. Ha esordito così la portiera Cata Coll [qui ne parla Marca].
IL PROGRAMMA
Le partite di queste ore
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Dice il New York Times che la Norvegia si è messa nei guai. La vittoria sulle Filippine decisiva per qualificarsi agli ottavi di finale ha fatto sembrare la squadra – finalmente – quella che si pensava che fosse, una delle favorite. Ma dopo aver perso contro la Nuova Zelanda e aver pareggiato con la Svizzera, ci si può fidare? “L’eliminazione sarà tanto più possibile se Hegerberg non potrà giocare” si legge sul giornale americano. Bisogna pazientare poco, pochissimo, per saperlo. Il Giappone è emerso dalla fase eliminatoria come vincitore del girone. È una delle squadre più pericolose del torneo, imbattuta, con 11 gol segnati. “Sottovalutato per anni – dice il New York Times – il Giappone si sta dimostrando la squadra da battere”.
Nella guida del Guardian al torneo Saki Kumagai è una poliglotta [inglese, tedesco, francese oltre al giapponese] alla quarta Coppa del Mondo, Miyabi Moriya dice che disegnare sul tablet la aiuta a rilassarsi e ha un account sui social media solo per le illustrazioni, Hina Sugita è una fan di Taro Okamoto, Hinata Miyazawa ha fatto diventare un suo marchio di fabbrica la fascia tra i capelli ed esprime gratitudine a sua madre, che l’ha cresciuta senza l’altro genitore, Mina Tanaka è nata in Thailandia da madre tailandese e padre giapponese.
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OLANDA-SUDAFRICA
L’imbattibilità nel girone e il primo posto ha portato l’Olanda a evitare la Svezia negli ottavi. L’abbinamento con il Sudafrica è il migliore possibile, nel senso che si tratta della nazionale con il ranking più basso tra quelle che hanno passato il turno. È la squadra da cui s’è fatta battere l’Italia. Nelle ultime dieci partite, le olandesi ne hanno vinte cinque con uno scarto di almeno tre gol. Ma il Sudafrica sta vivendo settimane da sogno. Il gol e l’assist di Thembi Kgatlana contro le azzurre sembrano un bacio del destino [alternative: del caso, del cielo], perché sono arrivati quindici giorni dopo aver perso tre familiari. Contro le top-20 del ranking Fifa il Sudafrica ha un bilancio di 21 sconfitte in 25 precedenti. The Athletic ricorda che il suo avvicinamento ai Mondiali è stato il più caotico. C’è stato uno scontro fra le calciatrici e la federazione sui premi. Tutte le titolari sono state lasciate fuori nell’ultima partita amichevole di preparazione contro il Botswana. “Una squadra gratta e vinci è stata frettolosamente messa insieme”, con l’inclusione di una tredicenne. La controversia è stata risolta pochi giorni dopo, grazie a una donazione della Motsepe Foundation. L’amministratore delegato Precious Moloi-Motsepe ha detto di sentirsi in dovere di intervenire per un aiuto, “anche se nessun credito – dice The Athletic – dovrebbe essere assegnato a una federazione nazionale che fa ricadere la responsabilità del pagamento alle proprie calciatrici su un ente di beneficenza”.
È la prima delle tre nazionali africane qualificate agli ottavi a giocarsi la sua chance. Wycliffe W. Njororai Simiyu, docente di scienze della salute Stephen F. Austin State University, scrive su The Conversation che questo fenomeno relativamente nuovo per molti paesi africani, questo successo delle squadre femminili “invia un forte segnale alle rispettive federazioni nazionali, alla Confederation of African Football e ai governi, affinché maggiore attenzione e più investimenti“ siano destinati al movimento femminile. Dice Simiyu che “il calcio femminile potrebbe essere una grande strada per ottenere da parte dell’Africa il riconoscimento calcistico globale, proprio come è successo in passato nelle competizioni giovanili“
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Corriere della sera: “Scamacca, l’Atalanta sorpassa l’Inter” – Blitz dei bergamaschi, accordo fatto. Offerti più soldi anche al bomber che già oggi arriverà a Zingonia. Morata, no alla Roma: non fa per me. Il derby per l’attaccante del West Ham, mentre lo spagnolo dell’Atletico pare snobbare Mourinho. Il Napoli si sistema col difensore brasiliano Natan
Emanuele Gamba e Giulio Cardone scrivono su Repubblica: “E all’improvviso la regina del mercato diventa l’Atalanta, che non solo ha piazzato l’acquisto finora più costoso dell’estate (El Bilal Touré, 28 milioni) ma si è presa il lusso di sfidare all’asta una grande metropolitana come l’Inter e di allungare le mani su un giocatore sul quale s’erano avventurati pure Roma e Milan. I bergamaschi hanno rotto gli indugi, soprattutto quelli altrui, sbaragliando il campo da prestiti, offerte al ribasso e hanno convinto il centravanti azzurro Gianluca Scamacca: il West Ham voleva 30 milioni e i Percassi hanno detto sì, 25 in parte fissa e 5 in bonus di facile riscossione. L’Inter è stata sorpassata ed è andata in bianco un’altra volta, dopo Lukaku. A Bergamo hanno in pugno gli 80 milioni che lo United sta per bonificare per Hojlund, che oggi verrà presentato a Old Trafford, e stavolta non li ha messi da parte: 28 li ha versati all’Almeria per Touré, 21enne attaccante maliano di inaudita potenza, e altri 30 li punta sul centravanti dell’Italia. In precedenza ne aveva già spesi 10 per il terzino olandese Bakker del Leverkusen (ed ex Psg), e preso un parametro zero di primo livello (Kolasinac, Marsiglia)”.
Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello sport-Stadio commenta stamattina: “Non me la sento di criticare Marotta e Ausilio, prossimi alla beffa bis. Da anni compiono miracoli facendo le nozze con i fichi secchi, o quasi. Gli stessi tifosi, che per natura e ruolo non amano guardare in faccia la realtà quando è brutta, se ne sono fatalmente accorti: hanno capito che la trippa per gatti è poca, in particolare al quarto anno di sofferenza finanziaria e di debiti ristrutturati. In meno di due mesi, e nonostante i milioni raccolti in Champions, Marotta e Ausilio hanno dovuto rinunciare a Onana, Dzeko, Lukaku e Brozovic, i punti cardinali della squadra vicecampione d’Europa, oltre a D’Ambrosio, Gagliardini, Handanovic, Bellanova e Skriniar, lui la beffa più atroce: un anno fa Marotta rifiutò l’offerta del Psg non ritenendola soddisfacente e a luglio ha visto partire a zero il difensore”.
Punti di vista. Sui presunti miracoli di Marotta c’è chi la pensa in maniera differente. Benvenuti nell’età in cui l’Atalanta può soffiare all’Inter un obiettivo di mercato, ha detto allora Tancredi Palmeri su Twitter. Sul sito di Sportitalia ha spiegato: “Si paga sempre il peccato originale del freno a mano di default imposto da Zhang, che non permette d fare operazioni preventive prima di effettuare cessioni, ma a dire il vero stavolta la dirigenza interista se l’è giocata male, presa in contropiede dai bonus facili e dal 10% sulla rivendita garantita dall’Atalanta al West Ham. Evidentemente il lavoro politico sull’attaccante non è stato sufficiente. Lukaku avrà sicuramente fatto il furbo, forse Scamacca sbaglia valutazione, ma tu sei l’Inter e non puoi farti fare fessa due volte e sempre su un tuo obiettivo primario. Decade la prima e la seconda scelta di Inzaghi – e anzi ciò non toglie ci sia una recrudescenza per Morata. Il problema con Balogun e Beto è che nel primo caso costa troppo di più ed è tanto intrigante quanto un’incognita; mentre con Beto si tratta di un attaccante da contropiede più che da gioco con difesa schierata. Sta di fatto che Inzaghi si spazientisce: sta evitando di creare problemi su tutti i rallentamenti che ritardano la costruzione, ma già sa che di eventuali conseguenze poi chiederanno conto a lui…“
La Stampa: “Dalla Nazionale all’Under 20. Le chiavi azzurre a Mancini. Deciderà chi gioca e i moduli” – Pieni poteri al ct per uniformare le scelte e favorire l’inserimento dei giovani. Barzagli nello staff tecnico: curerà la difesa. Buffon, mancano solo i dettagli. Paolo Brusorio scrive: “Scegliere Mancini come unico responsabile delle prime due selezioni serbatoio della nazionale maggiore dovrà portare a un migliore e più rapido inserimento quando la maglia azzurra inizia a pesare. È la nuova tendenza dello sport di squadra italiano: il calcio adesso, poco prima la pallavolo con De Giorgi e a breve il basket con Pozzecco”.