

Il 23 giugno nel 1986 è un lunedì, e mentre quarant’anni dopo celebriamo l’anniversario della Mano di Dio, quarant’anni fa celebravano l’altro gol – pensa che strani che erano. “Tutto il mondo parla del suo favoloso gol: in meno di 11” ha corso 60 metri palla al piede, evitando 4 avversari e spiazzando il portiere” sintetizza la Gazzetta in prima pagina, aggiungendo: “Ma l’Inghilterra indignata protesta per il pugno-beffa”.

L’Argentina non ha convinto Lodovico Maradei, ma a questo Diego che cosa vuoi rimproverare. Niente. “Il mondiale è sotto choc. Anzi, dovremmo dire meglio: è sotto incantesimo. Il secondo gol di Maradona agli inglesi ha fatto impazzire di gioia i tifosi argentini, ha sedato subito il tumulto che si era pericolosamente acceso sugli spalti all’inizio della ripresa e che la polizia non sembrava capace di arginare; ha sciotto l’animo incallito di vecchi cronisti, ha fatto passare anche in second’ordine il furto con destrezza dello stesso Maradona sul primo gol. Qui, in un Paese dove le iperboii si sprecano (tanto non costano niente), la prodezza dell’asso argentino è stata classificata come il più grande gol della storia di tutti i Mondiali. Adesso è inutile sottilizzare, ma una cosa è certa: l’azione e la rete di Maradona fanno venire subito in mente nomi quali Pelé, Cruyff e pochissimi altri. Quattro anni fa in Spagna il giocatore aveva deluso le aspettative, troppo giovane per reggere al peso di una gloria immensa e forse allora sproporzionata. Ora è maturato soprattutto come uomo e si è presentato in Messico in condizioni splendide sotto il profilo morale, ma anche fisico (dove sono tutti i suoi malanni al ginocchio destro?)”.
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