
Solo sei giorni fa, da una poltrona in platea al Teatro Regio di Parma, Giovanni Carnevali spiegava e confermava che sì, Fabio Grosso stava per lasciare il Sassuolo. Nel pieno della cerimonia per il sorteggio del nuovo calendario, a Ciro Ferrara era scappato di farsi venire un dubbio e disse chiediamo, chiediamo a Carnevali. La regia della Lega di serie A si perse quel momento, mancò l’inquadratura di Carnevali che annuiva, provarono a ripeterla, niente, neppure la seconda volta. Dovevamo capire quel giorno. Era un segno. C’era evidentemente un freno del destino nel riprenderlo in video mentre parlava del Sassuolo e stava diventando il nuovo amministratore delegato della Juve.
Oddio, qualche volta è successo che per conto del Sassuolo abbiano parlato dirigenti di altri club, ma non è questo il punto stamattina. Il punto è che la Juventus di Elkann fa un pezzo della rivoluzione del Milan con 15 giorni di ritardo. Gerry Cardinale ha usato tempi e modi estremi per azzerare il vertice e la panchina dopo la Champions sfumata. Exor ha atteso. Anzi. Non solo. Exor ha inizialmente confermato Comolli nel suo ruolo, lo ha esposto a una esuberante esposizione dei piani futuri un paio di settimane fa, fino alla marcia indietro di ieri, fatta trapelare qualche ora prima che si concretizzasse.
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