
❝Non riesco a staccare gli occhi da te, non riesco a staccare gli occhi da te❞
Damien Rice
Gli Oklahoma City Thunder hanno spazzato via i Lakers in quattro partite per tornare in finale di Conference a Ovest lungo la strada della difesa del titolo, e il 115-110 di stanotte potrebbe aver chiuso una storia. O grande o grandissima. Potrebbe essere stata l’ultima partita di LeBron James per i Lakers o l’ultima della sua immensa carriera. All’età di 41 anni è stato il giocatore più anziano a chiudere una stagione con una media di 25 punti, 5 rimbalzi e 5 assist, il più anziano a segnare una tripla-doppia, il più anziano con una partita da 30 punti e una da 35, il più anziano con una partita da 10 assist. Ha giocato i play-off con una media di 23.3 punti di media, 6.7 rimbalzi, 7.3 assist. Il miglior cannoniere della squadra. Il miglior servitore di assist. Il migliore e basta.
Ma quando poco fa ha lasciato gli spogliatoi di un palazzetto dello sport che abbiamo sempre chiamato Staples Center e adesso bisogna chiamare Crypto-com Arena, LeBron James ha raccolto la sua roba e ha lasciato un elefante nella stanza. Il contratto con i Lakers è scaduto dopo una partita da 24 punti e 12 rimbalzi. È diventato un free agent e 24 sarebbero pure le stagioni in NBA se decidesse di volerne giocare ancora una, una in più del suo numero di maglia. Ma dove, quando, come. E poi: davvero?
Robert O’Connoll sul Wall Street Journal ha scritto che “un altro orologio ha iniziato a ticchettare. Nelle tre precedenti occasioni in cui James ha cambiato squadra nei suoi 23 anni di carriera — da Cleveland a Miami, di nuovo a Cleveland e infine a Los Angeles — è riuscito a ribaltare gli equilibri di potere dell’NBA semplicemente scegliendo una nuova città. Qualunque franchigia James scegliesse, si trasformava immediatamente in una contendente al titolo, e alla fine lo conquistava. Ma sebbene il quarantunenne James abbia sempre sostenuto di voler competere ai massimi livelli, la sua ultima decisione implica una considerazione del tutto nuova. Come e quando intende lasciare l’NBA”.

Il Wall Street Journal, tutto sommato, non ci crede. “Sembra improbabile – si legge – che James si ritiri senza una grande festa che duri tutta la stagione. Primo perché siamo nell’epoca d’oro dei tour d’addio. In secondo luogo perché James ha trascorso il primo turno dei play-off ricordando al mondo del basket di cosa è ancora capace, anche come giocatore più anziano dell’NBA”.
L’altra ragione, dice il Wsj, è che “l’eredità di James, oltre al record di punti di tutti i tempi, ai quattro premi MVP e ai quattro campionati vinti, si fonda anche sulla sua capacità di passare da una franchigia all’altra alla ricerca della migliore opportunità. Voci insistenti accostano James a Cleveland, mentre un’altra possibilità è rappresentata dai Golden State Warriors, suoi storici rivali. James ha giocato sotto la guida di Steve Kerr e al fianco di Stephen Curry alle Olimpiadi del 2024. Un’ultima stagione intera insieme sarebbe il sogno di ogni purista del basket, anche se sembra un’ipotesi tanto bizzarra quanto vedere Magic Johnson con la maglia verde dei Celtics”.
Yahoo è l’altra faccia delle supposizioni. A una stagione numero 24 mostra di non credere nelle sue analisi del dopo-partita che assomigliano molto ad analisi dopo-carriera.
“Se questa dovesse essere stata davvero la fine della carriera di LeBron James – si legge – bisogna dargli atto di una cosa: è stato senza precedenti, fino alla fine.James compirà 42 anni a dicembre e ultimamente si è mostrato più vulnerabile agli effetti del basket sul suo fisico. Non ha più nulla da dimostrare. Quello che ha fatto quest’anno non si era mai visto prima. Non solo ha iniziato tutte le 60 partite della stagione regolare aggiungendone altre 10 nei playoff, ma ha riscritto gli standard di ciò che è possibile per i giocatori di 40 anni e oltre. Non c’è mai stato un altro giocatore nella storia così costantemente affidabile in questa fase della carriera. Persino nella sconfitta in Gara 4. I suoi 61.030 minuti di regular season rappresentano un record assoluto e corrispondono a 42,4 giorni. Prima della partita di lunedì sera, vantava anche 12.405 minuti di playoff, un altro record assoluto”.
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