Gauff vs Svitolina, la finale di Roma


 

La finale mette insieme due giocatrici che a Roma sono cresciute. Gauff è alla sua settima presenza al Foro Italico, qui l’anno scorso era arrivata in finale e adesso è di nuovo all’ultimo atto. In carriera ha già vinto tre WTA-1000, questa è la sua settima finale in questa categoria e la seconda del 2026 dopo Miami. A Roma ha già raccolto 22 vittorie in tabellone: in tutto il circuito, ha fatto meglio solo al Roland Garros.

Svitolina qui è quasi di casa: è alla dodicesima presenza, ha già vinto il torneo due volte, nel 2017 e nel 2018, e questa è la sua sesta finale WTA-1000. Nel 2026 ha già giocato la finale di Dubai, ha vinto Auckland e arriva con un bilancio di 27-7. Nei confronti diretti è avanti 3-2 e, dettaglio pesante, ha battuto Gauff due volte nel 2026, agli Australian Open e a Dubai. Nelle finali ha un record di 19-5, e sulla terra è 7-0. Gauff risponde con un record di 11-4 nelle finali, con due Slam in bacheca e con una classifica migliore, #4 contro #10.

Anche il cammino romano dice che è una finale meno scontata di quanto sembri a prima vista. Gauff ha dovuto lavorare parecchio: ha battuto Valentova, poi Sierra in tre set, poi Jovic rimontando, poi Andreeva nei quarti e infine Cirstea in due set, chiudendo la sua settimana con oltre 10 ore in campo. Svitolina ha costruito una corsa molto diversa, ma altrettanto pesante: nel torneo ha battuto la #2 Rybakina nei quarti e la #3 Swiatek in semifinale, nel 2026 è 6-3 contro le prime-10. Gauff, invece, è 2-2.

La chiave della partita secondo me: Gauff deve riuscire a prendere in mano la diagonale di rovescio, perché lì ha copertura, tenuta e il colpo per cambiare poi lungolinea. Svitolina deve impedirle di sistemarsi su quella trama, quindi deve farle giocare più colpi, cambiare ritmo, portarla a colpire senza poter organizzare subito il punto. Se la partita diventa una sfida ordinata di scambi da fondo, Gauff ha più peso e più margine per allargare il campo. Se invece Svitolina riesce a trasformarla in una partita di pressione continua, letture e gestione dei momenti sporchi, allora il suo vantaggio di esperienza e tenuta può tornare concreto.

C’è una lettura interessante che arriva da Tennis Magazine, e che vale la pena mettere in coda perché spiega bene il senso del torneo di entrambe. Dice che queste due finaliste mostrano “uno degli effetti poco discussi dell’allargamento dei 1000 a due settimane”: avere più tempo per “costruire il proprio gioco e la propria fiducia partita dopo partita e giorno dopo giorno”. L’idea è che né Gauff né Svitolina sembrassero pronte a una corsa fino in fondo all’inizio del torneo. Su Gauff, la frase più forte è che “appena una settimana fa, sembrava praticamente spacciata” contro Sierra, prima di rimettersi in piedi partita dopo partita fino a sembrare di nuovo, contro Cirstea, la campionessa Slam che conosciamo. Per Svitolina insiste sul fatto che l’uscita precoce a Madrid possa averle fatto bene: “Era importante dare priorità alla mia condizione fisica”, ha detto lei, spiegando di avere avuto “otto giorni davvero buoni di allenamento” e di essersi “staccata completamente dal tennis.”

Da lì, secondo Tennis Magazine, è ripartita una giocatrice che adesso sembra davvero credibile non solo per Roma, ma anche per Parigi.

🍿 ore 17 su Sky Sport e Super Tennis

 


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