Il ragazzo del poster è T.J. Shorts, perché gara-3 l’ha rimessa in piedi lui quando il Panathinaikos sembrava già fuori dalla partita. Con Kendrick Nunn eliminato per falli a sei minuti dalla fine e Nigel Hayes-Davis poco pulito al tiro, Shorts ha guidato il rientro dei greci insieme a Nikos Rogkavopoulos: da -16, il Panathinaikos ha costruito un parziale di 14-1 e si è ritrovato a un possesso dal pareggio. In gara-4 serve di nuovo quel tipo di regia: ritmo controllato, penetrazioni dentro la difesa del Valencia, scelte meno forzate nei finali.
Il Panathinaikos ha sprecato il primo match point per la Final Four perdendo 91-87 in un’OAKA piena, lo stesso palazzetto che ospiterà l’atto conclusivo dell’EuroLeague. La serie resta favorevole, perché la squadra di Ergin Ataman conduce 2-1 dopo le due vittorie in Spagna, 68-67 e 107-105, ma il margine emotivo si è accorciato. Dopo essere andato avanti 2-0, mancare la Final Four sarebbe un disastro per il club di Atene, soprattutto per il peso del roster e per l’obiettivo dichiarato di arrivare fino in fondo davanti al proprio pubblico.
In gara-3, però, molte cose non hanno funzionato. Il Panathinaikos ha iniziato male, non ha rallentato il ritmo del Valencia, ha contestato poco i tiri e nel primo tempo ha perso il controllo dei dettagli: sette palle perse in più rispetto agli spagnoli, meno presenza a rimbalzo, meno tentativi dal campo. La partita si è giocata per lunghi tratti sul terreno preferito del Valencia, cioè corsa, movimento senza palla, tagli dietro la difesa e seconde opportunità. Ataman ha poi perso il controllo nel terzo quarto, protestando prima con gli arbitri e poi con Pedro Martinez: entrambi sono stati espulsi, mentre il Panathinaikos era ancora sotto in doppia cifra.
Anche i nomi principali hanno reso meno del necessario. Nunn ha chiuso con 13 punti prima del sesto fallo, ma spesso ha accelerato dentro un ritmo che non conveniva al Panathinaikos. Hayes-Davis ha segnato 15 punti, però con 14 tiri dal campo e nove liberi. Nel finale i greci hanno avuto tre triple per pareggiare e non ne hanno segnata nessuna. È il punto da cui ripartire.
Il Valencia, al contrario, ha giocato 35 minuti di pallacanestro di alto livello e poi ha quasi rovinato tutto negli ultimi sei. La squadra di Pedro Martinez ha vinto per la seconda volta ad Atene in stagione, dopo l’89-79 della regular season, confermando che contro il Panathinaikos riesce a sentirsi comoda se la partita sale di ritmo. Brancou Badio e Jean Montero hanno segnato 16 punti a testa, Darius Thompson ha dato minuti importanti dopo i problemi di falli di Kameron Taylor, mentre Sergio De Larrea ha colpito con tagli eccellenti dietro la difesa. Josep Puerto ha segnato triple decisive nel momento in cui il Valencia ha costruito il vantaggio in doppia cifra, ma il suo infortunio dopo il contatto con Shorts lo rende quasi certamente indisponibile per gara-4.
Il Valencia avrebbe anche qualche motivo per pensare che la serie potesse essere sul 2-1 dalla sua parte, visto che le prime due partite erano state decise all’ultimo possesso. Ora però deve vincere ancora all’OAKA, dentro un clima che sarà più duro dopo lo scontro tra Ataman e Martinez. La chiave resta chiara: se il Valencia corre, muove la difesa e attacca il rimbalzo offensivo, può mettere in crisi il Panathinaikos; se invece la partita diventa più lenta e fisica, Shorts può dare ai greci il controllo che è mancato per troppi minuti in gara-3.
Il Panathinaikos resta senza Kostas Sloukas, il Valencia quasi certamente senza Puerto. La serie è 2-1 per i greci: gara-4 dirà se la sconfitta è stata solo un inciampo o se il Valencia ha davvero trovato il modo di portare il Panathinaikos dentro una partita scomoda.
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