
Il ragazzo del poster è James Harden, perché gara-3 l’ha chiusa lui quando Cleveland aveva bisogno di una risposta vera. Ha segnato solo 19 punti, ma negli ultimi due minuti si è preso la partita con due attacchi al ferro e poi con la tripla contestata del 113-109 a 27 secondi dalla fine. Dopo le critiche ricevute dall’inizio dei playoff, soprattutto per l’incostanza offensiva, Harden ha dato ai Cavaliers esattamente ciò che mancava nelle prime due partite: un creatore capace di prendersi responsabilità quando la difesa dei Pistons alza il contatto.
Play it racconta di una grandezza di Harden non all’altezza dei play-off. “Nella sua carriera ai playoff, ha segnato 22.4 punti di media con 6.5 assist e 5.5 rimbalzi. Il calo rispetto alla regular season è di 1.6 punti a partita e 2.4 punti percentuali dal campo. Nel confronto tra i primi 25 realizzatori della storia NBA, è terzo per entità del deficit di punti dietro a Chamberlain e Robertson, ma si colloca circa a metà classifica per calo nella percentuale dal campo: soltanto Bryant, Hayes e Olajuwon hanno un differenziale positivo tra playoff e regular season, la maggior parte degli altri sta peggio o più o meno alla pari del Barba. Il calo esiste, ma non è anomalo nella sua grandezza: sono tanti i giocatori che nei playoff vedono diminuire la loro efficienza, in conseguenza del fatto che si gioca un tipo di difesa diverso rispetto a quello della stagione regolare”.
Cleveland ha riaperto la serie vincendo 116-109 davanti al proprio pubblico, dopo due sconfitte in doppia cifra in Michigan. Il conto resta favorevole a Detroit, avanti 2-1, ma gara-4 può cambiare il peso del quarto di finale: se i Cavaliers vincono ancora, tornano a Detroit sul 2-2; se perdono, si ritrovano sotto 3-1 contro una squadra che finora ha dimostrato di poter reggere fisicamente e mentalmente questo livello.
Nelle prime due gare Cleveland aveva sofferto la durezza dei Pistons. In gara-3 ha trovato più presenza, più energia e soprattutto una produzione offensiva più ordinata nel finale. Donovan Mitchell è stato ancora il miglior giocatore dei Cavaliers: 35 punti e 10 rimbalzi, dentro una postseason in cui è stato il riferimento più continuo della squadra. Il problema, per Kenny Atkinson, è che non può bastare sempre Mitchell. Gli altri titolari hanno avuto troppi alti e bassi, e la difesa non è ancora al livello richiesto per una squadra che punta alle NBA Finals.
Jarrett Allen ha aggiunto 18 punti, Evan Mobley 13, Dennis Schröder 11. Max Strus ha firmato una giocata importante con una palla rubata trasformata in canestro facile nel momento in cui la partita era ancora aperta. Ma gara-4 chiede soprattutto più fisicità difensiva: i Pistons, insieme agli Oklahoma City Thunder, sono stati una delle migliori squadre difensive della stagione, e Cleveland deve rispondere sullo stesso piano se vuole portare la serie dalla sua parte.
Detroit ha perso l’occasione di salire 3-0, ma non è uscita ridimensionata. La squadra di J.B. Bickerstaff ha già superato un primo turno complicatissimo contro Orlando, rimontando da una situazione quasi disperata, e contro Cleveland ha trovato un contesto offensivo più favorevole. Contro i Magic, la fisicità difensiva di Orlando aveva accentuato i limiti dei Pistons nella metà campo offensiva. Contro i Cavaliers, invece, Detroit ha superato quota 105 punti con continuità e ha avuto anche il tiro per mettere paura a Cleveland fino all’ultimo minuto.
Cade Cunningham ha giocato un’altra partita da primo riferimento assoluto: tripla doppia da 27 punti, 10 rimbalzi e 10 assist, più la tripla contestata del 110-109 nel finale, prima della risposta di Harden dall’altra parte. È lui il centro del sistema Pistons: crea dal palleggio, coinvolge gli altri, regge il contatto e lavora anche in difesa. Attorno a lui, Tobias Harris continua a essere fondamentale. Ha segnato 21 punti e ha confermato la continuità già mostrata nelle ultime partite del primo turno, quando era stato uno dei giocatori chiave nella rimonta contro Orlando.
Duncan Robinson ha dato quello per cui è in campo: quattro triple e spaziature. Per Detroit è un dettaglio enorme, perché troppe volte Cunningham si è ritrovato come unica fonte affidabile di vantaggio. Jalen Duren resta invece in difficoltà offensiva, ma Bickerstaff lo ha difeso pubblicamente dopo la serie contro Orlando, ricordando quanto incida dietro. In quella metà campo, anche Ausar Thompson sta dando un contributo altissimo: pressione, taglia, energia, capacità di sporcare le linee di passaggio.
In regular season le due squadre avevano chiuso 2-2 negli scontri diretti. Ora i Pistons conducono 2-1. Cleveland è al completo, mentre Kevin Huerter è questionable per Detroit. Gara-4 è una partita di controllo emotivo prima ancora che tecnico: i Cavaliers devono confermare la risposta fisica di gara-3 e avere di nuovo Harden lucido nel finale; i Pistons devono evitare che la serie torni in equilibrio, soprattutto con i Knicks avanti 3-0 dall’altra parte del tabellone e una possibile finale di Conference già vicina.