Il baccanale del gol: guida all’ultima giornata del girone di Champions

  

Quindici squadre su ventiquattro sono già qualificate al turno successivo, ma solo l’Arsenal e il Bayern sono certe di avere un biglietto in prima fila per gli ottavi di finale. Alla vigilia dell’ultima giornata della fase campionato, un anno fa erano già fuori nove squadra e stavolta solo quattro. Spagna e Germania hanno perso un club [Villarreal e Eintracht], le altre sono il Kairat e lo Slavia Praga. Se è vero che le Grandi d’Europa non si sono fatte sorprendere è anche vero c’è molto ancora in ballo per i posti disponibili, sei dei quali più preziosi degli altri. Come ha scritto Alberto Polverosi sul Corriere dello sport-stadio viaggiamo verso una serata di gioiosa baraonda. Chi non ha una squadra del cuore da seguire si può collegare con Diretta Gol e, pur senza capire un accidente di quanto succede in campo, farà una bella indigestione di gol. Diciotto partite tutte insieme, una sola non conta niente, Arsenal-Kairat, la prima contro l’ultima

USG vs Atalanta

Dal Belgio c’è Palladino che tranquillizza: Niente calcoli, dice. Meno male perché i calcoli sono dolorosi. L’Atalanta è la sorprendente ammiraglia del calcio italiano in Champions e la squadra che secondo le predizioni Opta ha la percentuale maggiore di chiudere fra le prime-otto, ma non più del 16%. Le uniche partite giocate finora dall’Union SG contro squadre italiane sono state il pareggio per 1-1 con la Roma nella quarta giornata dell’Europa League scorsa stagione e lo 0-4 con l’Inter nella terza di questa Champions. Scamacca ha segnato nelle ultime due ma pare destinato alla panchina. 

Borussia Dortmund vs Inter

Il Borussia ha perso solo una delle ultime 21 partite casalinghe di Champions League [13 vittorie e 7 pareggi] e l’Inter cinque delle ultime sei trasferte in Germania. Nella sua analisi sul Corriere della sera, Paolo Condò dice che Lautaro Martinez resta il miglior attaccante a disposizione di una squadra italiana nonostante la cattiva fama di anemico numero nove nelle occasioni in cui senti i famosi polsi tremare. Può darsi che Chivu stasera a Dortmund lo lasci in panchina per evitare rischi di squalifica (è diffidato) nell’andata del playoff. Può permetterselo perché quest’anno dietro a Lautaro e Thuram ci sono due bravi attaccanti giovani e non due vecchie lenze sfiatate. Ma può permetterselo anche perché la (dura) trasferta di Dortmund cambierà poco.

Sulla Gazzetta, Germano Bovolenta intervista il totem Gianpiero Marini, l’unico forse che ha fatto una vita da mediano più di Oriali. Dice che si vede ancora con i ragazzi degli anni Ottanta e guarda l’Inter di oggi in tv. Dice che con Chivu vinceranno lo scudetto [quelli di oggi, non i ragazzi degli anni Ottanta].

Monaco vs Juventus

I francesi hanno perso solo una delle ultime sette partite in casa in un girone di Champions, ma la Juve tre nelle ultime 15 contro squadre francesi. Spalletti ha portato la Juventus sulla soglia della terza vittoria di fila in Champions per la prima volta dal 2021. Il grande assente sarà Pogba e La Stampa parla per lui di lungo declino: Dalla lista del Pallone d’oro alle corse dei cammelli. Nel senso che è diventato azionista e ambasciatore di Al Haboob, il team professionistico del settore lanciato in Arabia Saudita. L’Equipe racconta invece la traiettoria di François Modesto, ex difensore del Monaco che è cresciuto nella sua carriera da dirigente fino a diventare una figura chiave della Juventus.

Napoli vs Chelsea

In assetto da trincea, Antonio Conte ha passato la vigili a prendersela con i 100 milioni che il Chelsea può spendere, con certe frecciate di Spalletti e poi con il fato, il destino, gli infortuni che il cielo gli ha destinato.  Stasera Conte incrocia i suoi passi con quelli del Chelsea dove pure vinse e l’occasione serve a James Horncastle su The Athletic per dire di come il calcio contemporaneo ha deciso di ridimensionare il ruolo dell’allenatore. Il punto di partenza è una frase volutamente ambigua di Mourinho, sorpreso nel vedere che grandi club siano affidati a tecnici senza storia. Non fa nomi ma è evidente che ce l’abbia con Liam Rosenior. Ecco perché si parla di “lost Chelsea”. The Athletic racconta che il Chelsea attuale spende come il Chelsea di Abramovich, cambia allenatori come allora, ma non è più “win-now” e soprattutto non sa più chi è. È un club che accumula talento senza gerarchie, giovani senza tempo e allenatori senza potere. 

In questo vuoto, Conte diventa un esempio concreto di quanto un allenatore possa ancora incidere quando gli viene dato spazio reale. Prende squadre reduci da un campionato mediocre e boom – le porta lassù. Poi saluta, e ricomincia da un’altra parte imponendo conflitti e fratture. Oggi – dice The Athletic – i club stanno abbracciando una strada diversa mettendo fine all’era dei grandi manager, l’era degli Achab. Eppure, vincere richiede disagio, confronto e frizioni interne. La vera sorpresa, secondo Horncastle, è che il Chelsea rinunci consapevolmente a quelle figure capaci di rompere l’equilibrio per crearne uno nuovo. 

In realtà accadde pure quando portò Roberto Di Matteo in panchina al posto di Villas-Boas. Accadde proprio fra un ottavio di finale perso all’andata al San Paolo e vinto al ritorno a Stamford Bridge. E poi arrivò la Coppa. C’è la voce di Zoff su Repubblica. Borbotta contro il possesso palla perché mancano i contrasti veri – dice – però gli piace questa formula. 

Arsenal vs Kairat

L’Arsenal è l’unica squadra ad aver vinto tutte le sette partite di questa fase andando sempre in vantaggio e segnando almeno tre gol nelle ultime cinque. Il Kairat è invece a zero su 10 nelle sue apparizioni europee. Eppure il Telegraph scrive che Arteta deve sacrificare il controllo del gioco per sfruttare al meglio i suoi timidi attaccanti. I dati mostrano che la capolista di Champions e di Premier League sta segnando di meno su azione: 22 volte su 42, cioè 14 in meno del Manchester City e meno pure di Liverpool, United, Aston Villa e Chelsea. Oh, comunque i gol da fermo valgono lo stesso uno, sebbene Sean Dean scriva che cresce il timore che gli attaccanti di Arteta non contribuiscano abbastanza nel gioco aperto. Nessun giocatore dell’Arsenal ha segnato più di cinque gol in Premier in questa stagione e non ce n’è neppure uno fra i primi-20 marcatori. Nonostante i 184 milioni di sterline spesi per Viktor Gyokeres, Noni Madueke ed Eberechi Eze. E questo è un tema. L’Equipe ha dedicato un’analisi al centravanti svedese e le sue difficoltà a Londra: Problemi nei duelli, corsa ingenua e disagi tecnici

Athletic vs Sporting

La partita che mette in imbarazzo i boomer. Quando giocavano Zoff e Bettega, erano l’Atletico Bilbao e lo Sporting Lisbona, ci hanno spiegato che era rispettoso dirlo Athletic, nessuno ci spiega perché mo’ pare brutto dire che è di Bilbao e che lo Sporting gioca a Lisbona. Gorka Guruzeta ha segnato quattro gol nelle ultime cinque partite di Champions. Meglio avercelo che non avercelo, ecco.

Ajax vs Olympiakos

Visto che ci troviamo, qui c’è un’altra squadra che non si scrive più come si scriveva quando giocava Savoldi. Adesso fa fico dire Olympiacos con la c, ma Panathinaikos resta con la kappa. Mistero. Serve un grecista – e qui abbiamo fatto lo scientifico. L’Ajax ha preso gol per primo in tutte e sette le partite di questa fase campionato.

Atlético Madrid vs Bodo/Glimt

Al Cholo non tocca la trasefrta sopra la linea del circolo polare artico per andare a prednersi un posto fra le prime-otto. Il suo Alexander Sørloth ha giocato in prestito al Bodø/Glimt nel 2015, segnando 14 gol in 29 presenze.

Barcellona vs Copenhagen

👁️  chi vedere: Lamine Yamal – Filippo Maria Ricci sulla Gazzetta fa notare che i catalani “da quando sono tornati al Camp Nou, impianto in balia dalle intemperie e con una capienza ridotta a 45.000 anime, non hanno dato scampo a nessuno: 6 partite, 6 vittorie, 17-3 di parziale tra Liga e Champions”. Stasera ci sono in campo “tanti spagnoli e tanti canterani, guidati da Lamine Yamal che pubalgia o no in questa stagione è già arrivato a 11 gol e 13 assist col Barcellona. il “10” del Barça e della Roja sta facendo cose che alla sua età non ha fatto nemmeno Sua Maestà Leo Messi”.

Leverkusen vs Villarreal

Il Villarreal, come dicono i quotidiano sportivi, non deve sentirsi fuori, deve sentire che sta giocando per il ranking della Spagna e per avere un posto in più nella prossima Champions. Vedremo. Il Leverkusen ha perso solo una delle ultime otto partite casalinghe contro avversarie spagnole.

Benfica vs Real Madrid

👥 specchi  – Che effetto vi fa vedere Mourinho contro il Real Madrid? Chissà che cosa direbbe Javier Marias nel ritrovare da avversario l’allenatore che fu suo avversario anche quando era dentro la Casa Blanca che gli stava tanto a cuore. Filippo Maria Ricci sulla Gazzetta racconta allora il confronto con Arbeloa come una relazione di filiazione, non una rivalità. Tra i due non c’è mai stata rottura, né sportiva né umana. Arbeloa è il prodotto più puro del mourinhismo al Real Madrid, dice Ricci, non il più talentuoso, ma il più fedele all’idea di calcio di José in quel periodo di guerra aperta al Barça di Guardiola. Una sua emanazione. Spartano, disciplinato, disposto a sacrificarsi: l’uomo giusto.

Mourinho rivendica apertamente il legame. Quando parla di allenatori giovani, chiarisce che Arbeloa — come Chivu — è “uno dei suoi bambini”. Non lo esalta come calciatore straordinario, ma lo definisce “uno degli uomini migliori” avuti al Real. Un complimento tipicamente mourinhano, il valore umano viene prima di quello tecnico e la lealtà viene prima del talento.

La risposta di Arbeloa è stata speculare: Mourinho è stato, è e sarà sempre “uno di noi”. Ricci sottolinea proprio questo: anche ora che si trovano su panchine opposte, il rapporto resta quasi familiare, non competitivo. Il discepolo può “far fuori” il maestro sul piano del risultato, non su quello simbolico. Mourinho è ritratto in un momento difficile, sotto pressione, vicino all’eliminazione, con l’ambiente teso e il solito carico di conflitti arbitrali che tornano nelle sue traiettorie come un destino. 

🙈 cosa non abbiamo visto: Eusébio vs Butragueno – Il portoghese è stato la stella del grande Benfica anni Sessanta, il Buitre l’implacabile centravanti del Real fine Ottanta. Ci siamo persi l’incontro tra due modi opposti di vivere il gol: la potenza che travolge contro l’intelligenza che ti infilza. Eusébio era un attaccante dal tiro violento, la falcata larga e una presenza totale. Ogni sua azione sembrava definitiva e il gol una conseguenza naturale della sua corsa sfrenata. Dopo i Mondiali del 1966, i giornali del tempo non avevano nessun dubbio su chi fosse il miglior calciatore del mondo. Era un attaccante che portava il peso della squadra dentro l’area. Emilio Butragueño invece giocava sempre ai margini della partita. Aveva serate da piccoli passi e movimenti corti, quando il calcio di sera era ancora un’eccezione. Aveva un modo di sparire al buio tra i difensori, anziché superarli. Un Paolo Rossi nato in Spagna.

Bruges vs Marsiglia

L’Equipe sottolinea che il Marsiglia ritrova stasera il difensore ecuadoriano Joel Ordonez, sfuggitogli dalle mani la scorsa estate e che continua a essere un obiettivo caldo sul mercato. L’Olympique non perde da sette partite contro squadre del Belgio. 

Eintracht vs Tottenham

Non era mai successo che l’Eintracht rimanesse senza vittorie per sei partite consecutive. The Athletic scrive che il Tottenham deve smettere di raccontarsi come qualcosa che non è deve e tornare a vincere partite in Premier, in qualunque modo, perché il contesto non consente più illusioni. Il Tottenham vive una contraddizione. È abbastanza forte da sembrare al sicuro, ma abbastanza confuso da potersi smarrire. Non è una squadra da retrocessione, ma nemmeno una squadra che può permettersi di giocare secondo una identità senza guardare la classifica.

Liverpool vs Qarabag

I Reds hanno vinto 17 delle ultime 20 partite nella fase a gironi di Champions e Szoboszlai ha segnato in quattro delle ultime cinque. James Pearce su The Athletic dice che il Liverpool di oggi non sa chiudere le partite né proteggere sé stesso, e che finché questa storia non cambia, ogni presunta svolta resterà un’illusione di tre giorni.

Manchester City vs Galatasaray

Pare incredibile, ma è così: l’unico precedente del Manchester City in una competizione europea contro una squadra turca risale al primo turno della Coppa dei Campioni 1968 contro il Fenerbahçe.

Pafos vs Slavia Praga

È anche la prima volta che squadre di Cipro e Cechia si affrontano in una fase finale della Champions League. Ci fu uno scontro diretto in un preliminare del 2017, quando lo Slavia perse dall’Apoel Nicosia. 

PSG vs Newcastle

Il Paris ha segnato quattro o più gol in tre delle ultime quattro partite casalinghe e si è appena ripreso la testa della classifica, creando così una circostanza straordinaria: in testa ai cinque principali campionati europei ci sono cinque squadre con allenatori stranieri [se ne parlava qui]. Loic Tanzi su L’Equipe racconta il Paradosso Kvara. È diventato indispensabile per il PSG, ma non può esserlo allo stesso modo in tutte le partite. È la “pièce manquante” del puzzle di Luis Enrique e Luis Campos, l’esterno offensivo più utilizzato della rosa. Però proprio questa continuità, unita all’assenza di infortuni, lo ha portato a una fatica che mitiga il suo impatto. Kvara deve scegliere – o è costretto a scegliere – dove incidere. Nei grandi appuntamenti si accende, decide, segna. Nelle partite ordinarie gestisce e si risparmia. E pazienza. 

PSV vs Bayern

Tutti gli occhi su Ivan Perišić, che ha trascorso la stagione 2019/20 in prestito al Bayern dall’Inter, segnando otto gol in 35 partite e vincendo la Champions League insieme al doppio titolo nazionale. Ora l’Inter aspetta di poterselo riprendere, se il PSV esce dalla Champions. Sul Times c’è un pezzo che più o meno dice: si va al Bayern per vedere Kane e si finisce per scoprire Olise. Sembrano le parole di Franz Beckenbauer ai Mondiali del 1970. Un giorno andò da turista a vedere il Brasile. Disse: ero venuto per vedere Pelé e ho scoperto Rivellino. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.