Lo Slalom del 17 agosto | Cosa leggere, sapere e vedere

 

 

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#2 giorni ai Play-off di Champions

     

►  MARC MARQUEZ ha finalmente messo la sua moto davanti a quelle dei suoi avversari in una corsa sul circuito di Spielberg, in Austria. L’ha fatto in una gara Sprint, ma poco importa. Oggi è il favorito anche per la corsa lunga, nonostante sia Bezzecchi a partire dalla pole. Bagnaia si è ritirato a metà gara.

◇  La Nazionale Under 21 femminile di pallavolo ha battuto per 3-0 il Brasile e si è qualificata per la finale dei Mondiali di Surabaya, in Indonesia. Cinque azzurre hanno chiuso la partita in doppia cifra: le migliori sono state con 13 punti Teresa Bosso e Nicole Piomboni, con 12 Merit Adigwe [di lei si parlava qui]. Oggi la partita per il titolo con il Giappone.

◇  Nella tappa di Chorzow della Diamond League, Leonardo Fabbri ha gettato il peso a 22,10, migliore misura dell’anno ottenuta all’estero. Ha vinto Payton Ottendahl con 22,28. Larissa Iapichino nel lungo si è piazzata sesta con 6,61 e il rimpianto di un nullo [per 4 cm] con un salto che il sito FIDAL stima intorno ai 7 metri. Gimbo Tamberi non è salito oltre 2,14 e rilancia i dubbi sulla partecipazione ai Mondiali di Tokyo. 

◇  Sofia Cantore è diventata con la maglia del Washington Spirit la prima calciatrice italiana a segnare un gol nel campionato americano. Sono salite a 41 le nazioni diverse con una loro cannoniera nella stagione regolare NWSL. Il Post: È stato un gol molto bello: un destro potente da fuori area, che ha colpito la traversa per poi superare la linea della portaL Football: Un capolavoro. Mentre in Italia si festeggia il Ferragosto tra barbecue e falò in spiaggia con amici o parenti, Cantore scrive un pezzo di storia della lega statunitense

◇  Jannik Sinner e Carlos Alcaraz hanno battuto Terence Atmane e Sascha Zverev nelle semifinali di Cincinnati. Domani un’altra puntata della rivalità. Oggi Jasmine Paolini gioca la sua semifinale contro Viktoria Kudermetova. Musetti e Sonego sono in finale nel torneo di doppio. 

◇  L’Inter ha vinto l’amichevole con l’Olympiakos per 2.0, gol di Thuram e Dimarco. Paolo Tomaselli sul Corriere della sera ha scritto che la squadra consolida le sue certezze. Susic ha giocato a fare Calhanoglu perché il turco sarà qualificato alla prima giornata. Sembra più a suo agio da mezzala o nel centrocampo a due – scrive Tomaselli – e va rivisto in quella posizione del vecchio 3-5-2, la coperta di Linus alla quale Chivu non può rinunciare finché non avrà un attaccante o un mediano in più. I meccanismi nerazzurri, dopo un avvio fin troppo sotto ritmo, prevedono per adesso una spinta minore dei centrali difensivi rispetto all’ultima versione inzaghiana e anche una ricerca della costruzione dal basso meno ossessiva, ma sono sempre ben oliati sulle fasce, con Dimarco e Dumfries. Giuseppe Marotta è diventato azionista del club prendendo il 2%. 

◇  La prima perla di David titola Repubblica per il gol del canadese nell’amichevole vinta dalla Juventus per 2-0 sull’Atalanta. La terza delle tre grandi debutta oggi in Coppa Italia: stasera c’è Milan-Bari e il pensiero vola a Zvonimir Boban [ma anche a Florian Raducioiu]. Il Cagliari [l’ha sfangata ai rigori con l’Entella, invece ai rigori è caduta la prima squadra di A del torneo, la Cremonese eliminata dal Palermo. Oggi in campo pure Monza-Frosinone, Parma-Pescara e Cesena-Pisa. 

 

   

La vita è una processione. Chi è lento la trova veloce e si fa da parte. Chi è veloce la trova lenta e si fa da parte

Khalil Gibran

 

 

Cosa succede fino alla prima curva di un Gran Premio

Non c’è mai silenzio sulla linea di partenza ma nella testa di un pilota tutto quel rumore certe volte non arriva. Non deve. Da quando il semaforo si spegne fino alla prima curva, in un Gran Premio di MotoGP passano una manciata di secondi. Non più di quattro. Eppure quei quattro secondi sono di un’importanza cruciale. Hanno un peso su tutti i successivi giri. Il semaforo che si spegne è come il suono dello sparo della pistola ai 100 metri. Ai Giochi di Rio, Usain Bolt impiegò quindici centesimi di secondo per staccare i piedi dai blocchi e scattare. Quindici centesimi di secondo, secondo Francesco Bagnaia, in moto sono un buon tempo, sì, ma niente di che. È veloce ma non è straordinario. Siamo nella media. È quello che serve. Chi non regge, chi non si adegua, chi arriva fino a 40 centesimi di secondo per dare il primo colpo di polso all’acceleratore ha già perso terreno. Anche se non se ne rende conto. 

Nei primi due secondi in una corsa di MotoGP si passa da 0 a 100 km/h. Le macchine di Formula Uno impiegano di più. In quattro secondi sei a 200 km/h e il corpo deve imparare ad assorbire lo sviluppo di tutta questa potenza improvvisa. Bagnaia ne ha parlato qualche giorno fa con l’Equipe, in un pezzo molto interessante, un pezzo nel quale pareva di stare con i suoi occhi sotto la visiera calata del casco. 

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Le analisi

 

 

Che cosa sta succedendo al rugby in Australia

I primi 18 minuti della prima partita del Rugby Championship stavano solo confermando quanto si dice ormai da tempo. Il rugby australiano è in crisi, il rugby australiano non è più quello di una volta. I primi 18 minuti della prima partita del Rugby Championship – una specie di Quattro Nazioni dell’emisfero sud – si sono chiusi sul 22-0 per il Sudafrica. Un articolo del Guardian spiegava per bene in dettaglio all’incirca un anno fa i motivi di tanta sofferenza, come e perché a un certo punto non ci siano più stati abbastanza investimenti alla base della piramide del rugby, in un paese dove la concorrenza interna di altri sport è accesa. I Wallabies hanno continuato ad avere giocatori speciali come Quade Cooper e Israel Folau, ma dopo la cacciata di quest’ultimo dal giro della nazionale [2019] per una serie di post omofobi sui social media, la situazione ha cominciato a sfilacciarsi. Il punto più basso è stato toccato ai Mondiali del 2023, quando il ritorno in panchina di Eddie Jones è coinciso con l’eliminazione ai gironi per la prima volta nella storia. Una sfortunata esperienza diventata il simbolo dell’incapacità di una nazione di stare al passo con i tempi. Il culmine di due decenni di declino. 

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La crescita del tennis francese: domani in 13 nei primi-100

Nel giorno del suo 24esimo compleanno Jannik Sinner ha conquistato la sua 200esima vittoria sul cemento e si è portato in finale a Cincinnati, promettendo per domani sera un altro show contro Carlitos Alcaraz. Formano la quinta coppia nell’era Open in finale per quattro volte nella stessa stagione prima di aver compiuto 25 anni. Prima di loro il tennis ha avuto McEnroe e Lendl nel 1983, Edberg e Becker nel 1990, Federer e Nadal nel 2006, Nadal e Djokovic nel 2011. Ci sono compagnie peggiori. È l’ottava finale raggiunta negli ultimi 8 tornei giocati. Hanno fatto meglio Roger Federer con 17 su 17 fra 2005 e 2006, Novak Djokovic sempre 17 fra 2015 e 2016, Rafa Nadal con 9 nel 2013. Anche in questo caso: esistono molti altri circoli meno esclusivi. 

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Le immagini della giornata di ieri

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Dai campi

Sesko vs Gyokeres: e siamo solo alla prima giornata

 I più desiderati dell’estate sono uno di fronte all’altro già alla prima giornata di Premier League. Non è stato fatto di proposito. Quando il computer inglese ha tirato fuori dal processore il calendario, il Manchester United non aveva ancora soffiato Sesko al Newcastle e l’Arsenal non aveva ancora convinto lo Sporting a dargli Gyokeres. Oh: uno di fronte all’altro è un modo di dire. Probabilmente per tutta la partita non saranno mai nella stessa porzione di campo. Un fazzoletto di campo, si diceva una volta. Chissà se si dice ancora. 

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Interpreti

 

Avete fatto arrabbiare Karsten Warholm

La qualità della tappa polacca di Diamond League è stata inferiore solo all’appuntamento di inizio luglio a Eugene. Secondo il ranking delle performance di World Athletics aveva il secondo miglior cast della stagione e ha chiuso con prestazioni all’altezza delle attese. In cima a tutte i 400 ostacoli corsi da Karsten Warholm in 46.28: la sola esibizione sopra i 1.300 punti [1.322] nella scala che unifica tempi e misure. È stata la terza prestazione più veloce della storia, un rumoroso ritorno sulla scena, a 34 centesimi dal primato del mondo battuto ai Giochi di Tokyo. Dietro i suoi passi Ezekiel Nathaniel ha fatto il record nigeriano con 47.31. 

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Il ritorno prodigioso di Keely Hodgkinson

I britannici aspettavano la prima corsa dell’anno di Keely Hodgkinson. Aveva messo in conto un 2025 glorioso. Nei piani scritti durante la preparazione avrebbe voluto usare la tappa di Diamond League di Bruxelles per dare l’attacco al primato del mondo di Jarmila Kratochvilova. Gli infortuni hanno spettinato l’ordine delle cose. Ha attaccato i primi 800 metri degli ultimi dodici mesi come una donna affamata [L’Equipe], passando in 56,9 ai 4oo e chiudendo in 1:54.74, secondo tempo più veloce della sua carriera dopo l’1:54.61 di Londra 2024. L’anno che lei stessa ha definito frustrante si direbbe proprio concluso qui. L’obiettivo del record è solo posticipato. Mercoledì a Losanna incrocia i passi della vice-campionessa olimpica Tsige Duguma e della campionessa del mondo indoor Prudence Sekgodiso. Un bel test. Il suo lato irascibile era ancora sconosciuto dice l’Equipe. 

Let’s Run dice: Ci sono due modi per tornare sulla scena. Uno è iniziare gradualmente e aumentare gradualmente. L’altro è aspettare finché non si sente di essere tornati al massimo e ricominciare a tutta. È abbastanza chiaro quale opzione abbia scelto Keely Hodgkinson. Pare che abbia fatto scalpore la sua frase di commento: «A volte bisogna essere un po’ deliranti»

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Oggi

 

Gonzalo Peillat

Un argentino che si chiama Gonzalo è destinato a fare gol. Molti gol. Gonzalo Peillat non si è mai sottratto. Neppure quando da argentino si è fatto tedesco. Ha 33 anni, gli ultimi tre trascorsi con un passaporto nuovo in tasca e una maglia nuova sulle spalle girando per i campi di hockey. 

Sei gol li ha segnati agli Europei finiti ieri. Li ha conclusi da capocannoniere e la sua Germania ha vinto il titolo: 1-1 in finale con l’Olanda e poi 4-1 ai rigori. 

Dopo aver cominciato a tirare palline con un bastone nel quartiere Ferrocarril, di lui si era accorta l’eccellenza dell’hockey. Gonzalo è passato prima nel campionato olandese, poi in quello indiano, il Mannheimer lo ha riportato in Europa nella stagione che si sarebbe chiusa con i Giochi di Rio. Dove Gonzalo si presenta con la Selección, segna tre gol in semifinale tutti dall’angolo corto [alla Germania favorita], porta l’Argentina in finale contro il Belgio e un altro gol lo piazza nella partita decisiva per il titolo: medaglia d’oro. Una gloria mai vissuta nel paese. 

Poi sono venuti i giorni della rabbia. Gonzalo ha cominciato a criticare pubblicamente lo stato dell’hockey in Argentina, soprattutto dopo la campagna ai Mondiali 2018. Ha parlato di favoritismi, di ingerenze della politica nella selezione dei giocatori, della mancanza di passione nel paese. Joaquín Menini era la sua spalla in tutte queste denunce. Il capitano Agustín Mazzilli disse di tacere, che certe cose non si risolvono parlandone in pubblico. Quando l’Argentina perse ai quarti di finale con l’Inghilterra, Peillat e Menini decisero che ne avevano abbastanza. Sono rimasti fuori dalla Nazionale, finché nel 2022 la federazione tedesca non ha offerto a Gonzalo un passaporto e un posto. E Gonzalo ha fatto il suo mestiere. 

Sei gol agli Europei. Quattro delle ultime cinque edizioni erano state vinte dall’Olanda. La Germania non era nell’albo d’oro dal 2013. Oggi Olanda vs Germania è la finale anche femminile. 

 


     

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