Ti dico tutto di me, ma in un podcast
Nei suoi reel Aryna Sabalenka balla, Gael Monfils mostra le cose di famiglia, Jannik Sinner sta cominciando a esibire il lato più nascosto della sua cazzoneria. Non esiste oggi uno sport che più del tennis stia adoperando i social e la cultura digitale per assestare un colpo alla comunicazione tradizionale, quella delle conferenze stampa, le interviste, i comunicati, “quella roba identificata come boomer da un’intera nuova generazione” scrive stamattina L’Équipe, quando una nuova diciottenne ha appena vinto un Masters Series WTA, portando di nuovo il suo sport nell’età dell’adolescenza.
Nel tennis hanno chiaramente compreso i vantaggi di una gestione privata della propria immagine. Non solo per quell’effetto di disintermediazione ormai acclarato: molte e molti si sono sfilati anche dalle agenzie di comunicazione. Fanno da sé. Tra esibizionismo e intimità.
“Per molto tempo – ha scritto Bertrand Lagacherie – lo smartphone è stato il principale alleato di questa nuova generazione di atleti che condividevano momenti di vita su Instagram, X o TikTok. Ma i limiti di durata dei video sono diventati rapidamente un problema. Riassumere in un minuto portava alla frustrazione. Così stanno sbarcando su YouTube.
Aryna Sabalenka ha 30.000 iscritti al suo canale, dove finora ha pubblicato 7 video per «mostrare gli aspetti divertenti della vita di un’atleta. Penso che sia interessante mostrare il backstage, mostrare che rimaniamo esseri umani, che dobbiamo saper conciliare lavoro e relax».
Il pioniere è stato Gaël Monfils, il suo canale esiste da due anni. “Il suo stile unico spesso va oltre il tennis e comprende una vasta gamma di argomenti per i suoi 85.600 iscritti, sempre con il desiderio di mettere in mostra la sua personalità”.

JANNIK SINNER
Pare sia stato l’aspetto che ha fatto gola a Sinner. “Il numero 1 del mondo – scrive il giornale francese – non dà l’immagine di un ragazzo a cui vorresti dare una pacca sulle spalle”. Lui spiega: «So di avere l’immagine di uno che non sorride molto, ma nella vita reale non sono così. La gente mi conosce solo come tennista, non conosce la mia vita reale. Mi piace stare in compagnia di persone simpatiche e divertirmi con loro. Spero che la gente lo apprezzi e impari a conoscermi meglio».
Il suo canale ha 136.000 iscritti. Sono stati pubblicati dieci video per un picco di 669.000 visualizzazioni. “Raccontare la propria storia di vita, persino metterla in scena, è l’ambizione di questa nuova forma di comunicazione”, spiega il giornale francese, sebbene “tutto ciò abbia un’aria un po’ amatoriale, le immagini sono riprese al volo. Altri optano per una specie di confessione, come Carlos Alcaraz, il cui documentario su Netflix ha fatto molto discutere, in particolare nel passaggio sulla sua fuga a Ibiza”.
Le immagini non sono l’unico modo per esplorare la vita privata dei giocatori. È perfetto per gli estroversi. Per i più discreti c’è il podcast. Caroline Garcia ne ha uno che si chiama Tennis Insider, con il quale dà voce a giocatrici e giocatori del circuito. Gli episodi sono diventati già 31 e i follower su Instagram sono 41.000. La formula è apprezzata.
«Mi dispiace dirlo, ma parlare con un ex giocatore fa venire meglio l’intervista – ha spiegato Iga Swiatek dopo la sua apparizione nel podcast di Andy Roddick – in conferenza stampa succede invece che ognuno fa le sue domande e non sempre c’è un filo conduttore. Io vorrei aprirmi un po’ di più, ma dovrei poter parlare per ore. Il podcast di Andy è stata una buona occasione per dire di me in modo più intimo, soprattutto dopo un evento così importante come la vittoria a Wimbledon».