La NFL non dismette il suo slogan sul razzismo

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Le analisi

 

   

La resistenza delle scritte a bordo campo

Quel che c’era scritto a bordo campo un campionato fa, resterà scritto pure nel prossimo. La NFL continuerà a stampare i suoi slogan e appiccicarli sui pratio, continuerà a parlare di giustizia sociale nelle end zone degli stadi per la sesta stagione consecutiva, proseguendo la sua campagna iniziata dopo l’omicidio di George Floyd e le proteste nelle piazze contro la brutalità della polizia.

Come negli ultimi anni, le squadre potranno scegliere tra End Racism, Choose Loveo Stop Hate nella fascia di erba oltre la linea del touchdown. Un quarto slogan, Inspire Change sostituirà Vote, proposto nell’anno elettorale 2024. 

L’end zone opposta presenterà invece una frase uguale per tutti: It Takes All of Us. I giocatori potranno anche scegliere volontariamente di indossare uno degli slogan sui loro caschi. Lo ha anticipato nelle ultime ore la Associated Press e la rivista The Athletic sottolinea di aver chiesto invano un commento ai vertici della lega sull’iniziativa. 

Perché chiedere un commento per una iniziativa che va avanti dal 2021? Perché l’elezione di Donald Trump ha aperto una discussione anche intorno a quegli slogan di giustizia sociale così esibiti. Choose Love e It Takes All of Us sono gli ultimi arrivati – per lo scorso Super Bowl – e la decisione arrivò in un momento nel quale le iniziative per la tutela della diversità erano sotto attacco della Casa Bianca. Fu il primo Super Bowl della storia in cui un presidente degli USA sedeva in tribuna. Il commissione NFL Roger Goodell disse a The Athletic  nel mese di febbraio che la decisione era una risposta alle tragedie dei mesi precedenti, tra cui l’attacco terroristico a New Orleans, gli incendi boschivi nell’area di Los Angeles e un incidente aereo vicino a Washington. 

End Racism era stato utilizzato durante la finale NFC a Philadelphia e rimarrà un’opzione, mentre non è ancora chiaro quali slogan saranno utilizzati al prossimo Super Bowl.

«Stiamo lavorando a stretto contatto con i giocatori e con le franchigie per amplificare le loro voci e sottolineare ciò che è più importante per loro – ha detto all’AP Anna Isaacson, vicepresidente senior per la responsabilità sociale della NFL – per decenni, la NFL e i suoi giocatori sono stati una forza unificante nella cultura e nella società americana, una lega che unisce persone di ogni cultura e provenienza per godersi lo sport più popolare d’America».  

In effetti sarebbe anche la lega che non ha più dato un lavoro a Colin Kaepernick dopo il suo gesto di inginocchiarsi peer ricordare le vittime dei soprusi e delle ingiustizie. 

 

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Che cosa sta facendo Kaepernick lontano fal football

Il 15 febbraio di un anno fa, il dipartimento dello sceriffo della contea di San Diego ha emesso un comunicato con cui annunciava la morte di un uomo di 67 anni, Gilbert Gonzalo Gil, nella sua cella al Vista Detention Facility, a 16 ore di distanza dall’arresto. Ipotesi: le conseguenze del covid e tracce di metanfetamine nel suo corpo. La figlia del signor Gil, Jennifer Schmidt, si grattò la testa. Era confusa.

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