Il no degli ambientalisti
L’ipotesi di avere un’edizione dei Giochi a Berlino nel 2036, cent’anni dopo l’altra che diventò famosa per via di quel signore seduto in tribuna, parve subito al confine con lo stupore, se non con lo smarrimento.
Ora arriva dalla Germania la notizia di una forte resistenza ambientalista, in un paese dal quale è cominciato l’impegno dei Verdi in politica. L’associazione regionale Bund für Umwelt und Naturschutz Deutschland di Berlino è del tutto contraria. Non solo. Contrari sono pure ad Amburgo, in Baviera e nella Renania Settentrionale-Vestfalia a ogni altra eventuale candidatura per le Olimpiadi.
I Giochi – dicono – avrebbero conseguenze ampiamente negative. Una dichiarazione congiunta sega le gambe a ogni illusione sul 2036, sul 2040 e sul 2044. Il BUND teme un peggioramento della situazione finanziaria dei comuni. I Giochi Olimpici in genere superano i propri budget del 200-300%, si legge nella dichiarazione riportata da Die Zeit. Ne verrebbero misure di austerità – per esempio nella protezione del clima. La decisione verrà presa in altri contesti. La Germania presenterà una candidatura al CIO per il 2036, 2040 o 2044 nella seconda metà del 2026, ma intanto la prima contrarietà è sul tavolo, con dubbi sulla sostenibilità e timori a proposito del fatto che “i Giochi renderebbero Monaco ancora più affollata, costosa e asfaltata”.
Gabi Jung, direttrice del Land di Berlino, dice che «la sua città è da tempo sopraffatta dal compito di rendere più moderne le sue infrastrutture. Mancano i fondi e le risorse amministrative, in un contesto simile legarsi ai Giochi Olimpici è l’ultima cosa di cui la città ha bisogno». È contraria anche l’associazione degli studenti universitari e laureati tedeschi. Ma dentro la SPD sono convinti che per il 2040 la coppia Amburgo-Berlino potrebbe farcela.
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L’eredità di Jesse Owens
Il Jesse Owens ricordato più volentieri da molti americani è l’oratore pubblico con la parlantina squillante e ispiratrice di un evangelista. Nella seconda parte della sua vita ha viaggiato per 200.000 miglia all’anno, tenendo due o tre discorsi a settimana, principalmente per meeting e convegni, e principalmente per un pubblico bianco. Con le sue pubbliche relazioni e impegni nel marketing, guadagnava più di 100.000 dollari all’anno.