Il denaro non è stupido
Jorge Valdano
► I MONDIALI dei club si sono aperti a Miami senza gol, con uno 0-0 fra l’Inter Miami di Messi e gli egiziani dell’Al-Ahly.
◇ Le qualifiche del Gran Premio di F1 in Canada si sono chiuse con la prima pole position della stagione per George Russell su Mercedes davanti a Verstappen e Piastri. Antonelli quarto, Hamilton quinto, Leclerc ottavo.
◇ Tadej Pogacar è arrivato di nuovo da solo al traguardo della tappa del Giro del Delfinato, come ieri. Ha staccato tutti all’inizio dell’ultima salita sul Valmeinier. Solo Jonas Vingegaard è riuscito a perdere meno di un minuto (14 secondi) e ora dista in classifica 1:01, quando manca solo la tappa di domani, anche questa con arrivo in salita al Plateau du Mont-Cenis (Che cosa è successo). In Svizzera, Elisa Balsamo ha vinto allo sprint la terza tappa del Giro del paese.
◇ I Florida Panthers hanno battuto gli Edmonton Oilers per 5-2 in Gara-5 della finale NHL e adesso guidano 3-2 la serie al meglio delle sette partite per l’assegnazione della Stanley Cup
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#2 giorni a Inter vs Monterrey
Il ricatto di questo sconcio Mundialito
Quando cinque anni fa di questi tempi stavamo provando a mettere di nuovo il naso fuori di casa, senza che neppure una dose di vaccino fosse stata ancora distribuita, eravamo tutti così scorticati da essere convinti che il mondo sarebbe diventato migliore. Erano giorni nei quali gli editoriali intorno al pallone si dicevano certi che avremmo riflettuto sulle grandi disparità e su come fosse necessario un riequilibrio razionale delle risorse, al servizio di un nuovo umanesimo. Anche se lo abbiamo scordato – deve essere un effetto del vaccino – si rifletteva sulla insopportabile distanza tra lo stipendio di Cristiano Ronaldo e quello di medici e infermieri. Eravamo così feriti e sbeccati da aver recuperato il candore e la purezza per pensarlo e dirlo, senza vergognarsi di passare per qualunquisti o populisti.
Ma sul pianeta Terra cinque anni sono diventati un’era geologica, e un’era geologica cancella la memoria. Così mentre volano missili da una nazione all’altra, mentre ci sono terre di persone affamate dove la distribuzione del cibo diventa un buon motivo per morire, il calcio ha messo in piedi un teatrino che molti trovano superfluo per raccogliere e distribuire un miliardo di dollari ai suoi attori.
Se fossimo al 2020 qui ci starebbe bene un passaggio per spiegare cosa si può fare con un miliardo di dollari, ma non sarebbe compito della FIFA. Eppure cinque anni fa, un miliardo di dollari per un campionato di calcio non lo avremmo messo in preventivo.
L’uomo che spesso riflette su certe dinamiche a cavallo della linea tra sentimento e affari, dice che questo torneo dimostra come “il denaro governa, e ci lascia con la percezione che il calcio stia crescendo, ma la sua anima soffre perché le sue radici si stanno indebolendo. Più che una dichiarazione d’intenti, il Mundialito rivela una dichiarazione d’interessi”.
Quell’uomo è Jorge Valdano, opinionista per El Pais e ultimo hombre vertical, sebbene col cuore consegnato al Real, una delle centrali del calcio turbocapitalista. Valdano parla di un nuovo ordine globale che si sta costruendo attorno al pallone, “un torneo irregolare perché il divario tra i giganti europei e le squadre che rappresentano gli altri continenti è abissale. Persino con il Sud America, che prospera con le nazionali perché molti giocatori affinano la loro bravura nelle squadre europee, ma non prospera con i club, dove invece giocano coloro che non hanno il talento per attraversare l’oceano. L’ignoto è il principale motore narrativo di questo circo. Viene da chiedersi: qualcuno ha pensato ai tifosi? Alcune partite sono attraenti e altre sgradevoli, ma non alzatevi dal vostro posto perché alla fine i migliori lotteranno per la gloria, per ciò che chiamiamo reputazione. Così, cadiamo nella trappola emotiva che il calcio sa gestire molto bene”.
Sì, ma le partite?
AL AHLY VS INTER MIAMI
Certe parate da Oscar
Non ci sono state molte emozioni autentiche nella partita d’apertura del torneo. Tanta musica e fuochi d’artificio prima del calcio d’inizio, ma nessun gol. Più di Messi ha lasciato il segno un altro argentino, il portiere Óscar Ustari, 38 anni, nel primo tempo ha parato un rigore all’egiziano Trezeguet.
Ustari era il terzo portiere ai Mondiali del 2006 e ha vinto l’oro olimpico due anni dopo a Tokyo. Ha tentato la strada del successo in Europa ma quando arrivò al Getafe si ruppe il crociato. Ci ha riprovato con l’Almeria e con il Sunderland ma senza giocare mai. In compenso si è lussato una rotula dopo una parata in Messico: in rete ci sono le foto dell’osso che gli esce dalla gamba, non le guardate.
Campo principale
PSG VS ATLETICO MADRID
Lo stato d’allerta a Los Angeles intorno alla partita
“Alla conquista del mondo” dice stamattina L’Équipe per l’esordio del PSG ai Mondiali dei club. Olé.
La vigilia? In stato di allerta, dice El Pais. La polizia americana ha modificato l’orario e il luogo della conferenza stampa degli allenatori per motivi di sicurezza. Una squadra speciale è stata spedita in città “per gestire eventuali problemi che potrebbero sorgere dalle proteste di piazza”.
Il giornale spagnolo racconta che il coprifuoco decretato dal sindaco di Los Angeles, il rumore degli elicotteri e il loro zig zag “come lucciole tra i grattacieli adiacenti al Conrad Hotel, dove risiede l’Atlético, sono stati interpretati come sconvenienti, non come un segno di un pericolo. I giocatori che si sono presentati a parlare erano ben istruiti, allineati al discorso ufficiale della calma, per non generare allarme con le loro dichiarazioni. Tutti hanno fatto riferimento al fastidio delle sirene e degli elicotteri, ma hanno detto di essere concentrati sul loro lavoro”.
Così L’Équipe riferisce di gente rilassata e sorridente.
SLOVACCHIA VS ITALIA
0-1 La piccola Italia si è presa un posto ai quarti di finale degli Europei Under-21. Piccola in tutti i sensi. Sul campo di Trnava cinquant’anni fa potevano vedere il loro Spartak in semifinale di Coppa dei Campioni, ieri sera si sono dovuti accontentare di Ndour e Ambrosino [i peggiori tra gli azzurri secondo la Gazzetta], mentre il portierino Desplanches [serie B, Palermo] ha i miracoli per proteggere il gol segnato da Casadei agli slovacchi.
Che cosa stanno leggendo in Europa
🟨 In Francia e in Spagna i Mondiali di calcio per i club – In Italia il mercato di Inter e Juventus – In Inghilterra il cricket e il rugby
La differenza tra l’Endurance e la Formula 1
Diciannove pioti di Formula Uno erano sulla griglia di partenza della 24 Ore di Le Mans ieri alle quattro del pomeriggio, quando Roger Federer e Valentino Rossi si sono abbracciati per la gioia dei meme prima che fosse sventolata la bandiera della partenza. Una volta era un rito, i piloti arrivavano allo sportello attraversando di corsa la pista, tranne una volta Jackie Ickx – il quale si mise in testa di disvelare la solenne fesseria del gesto e camminò, passeggiò senza fretta e vinse lo stesso la corsa.
I diciannove piloti di F1 venuti a Le Mans dicono quasi tutti la stessa cosa. Gli pare che l’Endurance sia un altro mondo, dove chi guida non è sotto i riflettori e dove la squadra ha la precedenza. Secondo Jean-Éric Vergne è una cosa scritta nel DNA della disciplina e non c’è nessuna frustrazione per tutto questo, anzi.
L’Endurance funziona come una squadra di calcio, dice Antonio Giovinazzi, tre stagioni in Alfa Romeo e vincitore della 24 Ore di Le Mans 2023 con la Ferrari . A lui non dispiace condividere la scena, mentre Philippe Sinault addirittura riferisce il caso di Mick Schumacher: stava valutando ancora un futuro in F1 dopo aver lasciato la Haas, quando decise di cambiare ambiente perché capì che nell’Endurance non tutto sarebbe ruotato intorno a lui.
L’imbarazzo di vedere Gianetti affianco a Pogacar
E così le vittorie di Tadej Pogacar in carriera sono diventate 98, di cui 26 con Jonas Vingegaard al secondo posto. I piazzamenti del danese sono saliti complessivamente a 36. Quest’ultima è arrivata nella tappa del Delfinata che presentava un dislivello di 4.815 metri, un po’ meno del Lombardia 2022 e molto meno delle tappe vinte dallo sloveno l’anno scorso a Livigno e al Plateau de Beille. al Giro Jonas Vingegaard ha 36 secondi-posti
Per il nuovo show di Tadej Pogacar in salita non c’è Alexandre Roos ma su L’Équipe c’è l’intelligenza artificiale. Nel senso che come fanno al Washington Post viene usata per riassumere i commenti dei lettori al pezzo e per dare un senso generale all’opinione del pubblico. L’IA riassume i 976 commenti sulla prestazione di Tadej Pogačar e dice che “sollevano dubbi sulla pulizia degli atleti, evidenziando l’assenza di segni di affaticamento dopo sforzi intensi e mettendo in discussione la trasparenza delle prestazioni. Alcuni tifosi hanno espresso ammirazione per il campione sloveno, altri hanno criticato la prestazione e chiesto maggiore vigilanza nel ciclismo professionistico”.
Le immagini della giornata di ieri
Le migliori réclame del basket
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CONTRO IL LOGORIO DELLA VITA MODERNA Uno scudetto da fine ciclo
Ecco cosa rischia di diventare il titolo numero 17 per la Virtus Bologna alla sua quinta finale consecutiva e da ieri sera sul 2-0 contro Brescia. Ha vinto di 10 punti Gara-2 [75-65] davanti a novemila spettatori, contro “una Brescia ieri troppo impoverita per opporsi a quella spietata difesa, che poco per volta la stritolava” ha scritto Walter Fuochi su Repubblica.
In più, sottolinea Fuochi, la Segafredo ha usato le triple per aprire e chiudere la partita, “non una specialità della casa”. Ne ha segnate 11 su 27. Dan Peterson sulla Gazzetta la chiama “la vittoria della reattività, che si è vista soprattutto nei rimbalzi d’attacco, nelle palle recuperate e nella capacità di convertirle in contropiede”. Il Corriere di Bologna fa notare che nella storia dei play-off la Virtus ha vinto 26 serie su 26 quando è andata sul 2-0. “Fate voi”.
Ma questo scudetto così vicino rischia di diventare assai lontano un minuto dopo la festa perché “poco si individua tra le nebbie dell’immediato futuro – racconta ancora Fuochi su Repubblica – consumato l’altro ieri il divorzio della coppia che regge la società, con l’acquisto per 5,8 milioni da parte di Massimo Zanetti delle quote del socio di minoranza Carlo Gherardi in impaziente uscita, dunque un esborso forzato per il socio superstite che proseguirà solo al comando. La minaccia sospesa nel cielo sopra Bologna è che questo scudetto possa presto tramandarsi come un languido ultimo valzer. Già destinati altrove i cavalieri che faranno o non faranno l’impresa, in testa Shengelia e Cordinier, a bocce ferme si profila un futuro a budget fortemente ridotto”. La Virtus ha già chiuso la sezione femminile senza peraltro che la cosa facesse particolare rumore.
Gianni De Felice, la colonna di Partenope Sera
Gianni De Felice era uno dei principali esponenti di Partenope Sera, l’insopportabile colonna napoletana presente nei quotidiani milanesi anni Sessanta. Colonna e colonia, si dovrebbe dire, insopportabile a Gianni Brera – che così la chiamava sentendosi un po’ circondato e un po’ occupato dalle eminenze di una scuola giornalistica distante da sé e dalle sue idee: la scuola napoletana di Gino Palumbo, Maurizio Barendson, Antonio Ghirelli. Erano partiti dal Mattino, erano arrivati alle scrivanie della responsabilità nelle redazioni della Gazzetta, del Corriere della sera, del Corriere dell’Informazione.
Agli occhi di Brera avevano tutti la colpa di credere che il calcio non fosse solo calcolo e opportunismo per quella sua natura di giuoco presente pure nell’acronimo della federazione. Doveva per forza andare oltre la ricerca del particulare. Furono anni di furore e scontri ideologici, una volta finiti con qualche spintone e forse una scazzottata in una tribuna stampa.
Guida allo sport in tv di oggi
La Diamond League di Stoccolma
L’Italia presente: Larissa Iapichino nel salto in lungo contro l’élite mondiale, Federico Riva nei 1500, Zaynab Dosso nei 100, Ala Zoghlami nei 3000 siepi, Eloisa Coiro negli 800, Marta Zenoni nei 3000, Ayomide Folorunso nei 400 ostacoli e Giada Carmassi nei 100 ostacoli. Ma grande attesa anche per mondo Duplantis nel salto con l’asta e Karsten Warholm nei 400 ostacoli.
IN TV su Rai Sport e Sky Sport | 17.06 1.500m maschili [non DL] | 17.14 Salto in alto femminile | 17.17 Salto con l’asta maschile | 18.04 400 ostacoli femminili | 18.13 200 maschili | 18.20 3.000 femminili | 18.23 Salto in lungo femminile | 18.39 100 ostacoli femminili | 18.48 800 maschili | 18.55 Lancio del disco maschile | 19.00 400 femminili | 19.09 5.000 maschili | 19.31 800 femminili | 19.42 100 femminili | 19.52 400 ostacoli maschili
Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde non più di due aggiornamenti quotidiani, probabilmente un riepilogo serale con rassegna mattutina e nuovi sviluppi. Non vi impressionate. È una cosa riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30.
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